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Ancona in un giorno: dal Passetto alla Mole, la città che quasi tutti attraversano senza vederla

·6 min·Team Handsome
Ancona in un giorno: dal Passetto alla Mole, la città che quasi tutti attraversano senza vederla

Foto: autore ignoto (Wikimedia Commons, pubblico dominio)

Più di un milione di passeggeri passa ogni anno dal porto di Ancona. Salgono sui traghetti per la Grecia e la Croazia, scendono dalle navi da crociera, trascinano trolley lungo le banchine. Poi ripartono. Quasi nessuno alza gli occhi verso il colle che incombe sul porto, dove una cattedrale romanica guarda il mare da mille anni. Ancona è la città più attraversata e meno vista dell'Adriatico, e questo è esattamente il motivo per dedicarle una giornata.

Il bello è che non serve organizzare niente. Il centro storico di Ancona è compatto, si gira a piedi, e i luoghi che contano stanno tutti tra un colle e il mare. Ecco un itinerario concreto, dalla mattina al tramonto.

Mattina: salire al colle Guasco, dove tutto è cominciato

Si parte dall'alto. Il Duomo di San Ciriaco sta in cima al colle Guasco, sul punto esatto dove sorgeva l'acropoli di Ankón, la città fondata nel 387 a.C. da greci in fuga da Siracusa. Sotto le fondamenta della cattedrale ci sono i resti di un tempio dedicato ad Afrodite, protettrice dei naviganti. Sopra, una chiesa romanica con influenze bizantine, un portale gotico e due leoni di marmo rosso di Verona a guardia dell'ingresso. Ma la ragione per salire fin quassù, oltre alla chiesa, è il panorama: da San Ciriaco si domina l'intero porto, e si capisce in un colpo d'occhio la geografia della città.

Ankón, in greco, significa gomito. Il promontorio su cui sorge Ancona ha davvero quella forma: un braccio piegato che abbraccia il porto naturale e lo protegge. È per questa curva anomala della costa che Ancona viene chiamata la città dei due soli: qui il sole sorge sul mare e, cosa rarissima per la costa adriatica, tramonta anche sul mare. Dal colle si scende verso il porto per vicoli e scalinate, ed è la discesa più bella della città.

L'Arco di Traiano, la porta di marmo sul porto

In fondo alla discesa, sul molo antico, c'è un arco romano che non ti aspetti: slanciato, elegante, piantato a pochi metri dall'acqua. È l'Arco di Traiano, eretto nel 115 d.C. e attribuito ad Apollodoro di Damasco, lo stesso architetto del Foro di Traiano a Roma. Il Senato lo dedicò all'imperatore che aveva ampliato il porto di Ancona a proprie spese, rendendo più sicuro l'accesso all'Italia dal mare. Alto quattordici metri, con le sue proporzioni sottili è tra gli archi romani meglio conservati d'Italia. E il contesto è unico: gru, traghetti e duemila anni di storia nello stesso sguardo.

La Mole Vanvitelliana: un pentagono sull'acqua

Camminando lungo il porto verso sud si arriva a una delle architetture più strane d'Italia: la Mole Vanvitelliana, un edificio a pianta pentagonale costruito su un'isola artificiale, anch'essa pentagonale. La progettò Luigi Vanvitelli come lazzaretto: la prima pietra fu posata nel 1733, i lavori si conclusero nel 1743. Quasi ventimila metri quadrati pensati per tenere in quarantena uomini e merci in arrivo via mare, difendere il porto e servire la città. Oggi è il centro culturale di Ancona: mostre, concerti, festival. E ospita un museo che da solo vale il viaggio.

Il Museo Tattile Statale Omero è uno dei pochissimi musei al mondo pensati per essere esplorati con le mani. Fondato nel 1993 dal Comune di Ancona su ispirazione dell'Unione Italiana Ciechi e riconosciuto museo statale dal Parlamento nel 1999, raccoglie copie fedeli di capolavori della scultura, dai classici greci a Michelangelo e Canova, insieme a opere originali contemporanee. Qui la regola dei musei si rovescia: le opere si toccano. Chiudere gli occhi e leggere una scultura coi polpastrelli è un'esperienza che cambia il modo di guardare l'arte, per chi vede e per chi non vede. L'ingresso è gratuito. Per chi crede che le mani sappiano capire le cose quanto gli occhi, è il posto giusto.

Pomeriggio: il Passetto, la scalinata e le grotte dei pescatori

Il pomeriggio si cambia lato. Il Passetto è il quartiere dove Ancona smette di essere porto e torna a essere scogliera. In cima c'è il Monumento ai Caduti della Prima guerra mondiale, in pietra bianca d'Istria, circondato dalla pineta; da lì una scalinata monumentale scende dritta verso il mare, entrambi opera dell'architetto anconetano Guido Cirilli. In estate funziona anche un ascensore, ma la scalinata è metà del piacere: a ogni rampa il blu si avvicina.

In basso, scavate nella roccia della falesia, ci sono le grotte del Passetto: circa cinquecento cavità che i pescatori anconetani hanno scavato a mano dalla metà dell'Ottocento fino agli anni Sessanta del Novecento, per ricoverare barche e attrezzi. Oggi hanno porte colorate, e sono un pezzo di architettura spontanea unico in Italia: nessun progetto, nessun architetto, solo generazioni di mani che hanno cavato spazio dalla pietra. È il posto giusto per capire una cosa di questa città.

Una città che ha sempre lavorato con le mani

Ancona non è una città-museo: è una città che produce, ripara, costruisce. Lo è sempre stata, dai cantieri del porto alle grotte scavate nella falesia. E lo è ancora oggi: in città e nei dintorni lavorano Maker che tengono aperti laboratori di ceramica, legno, tessuti, carta, e che ogni tanto aprono le porte per far provare il mestiere a chi passa. Dopo una giornata passata a toccare sculture alla Mole e a scendere scalinate scavate nella roccia, mettersi alla prova con le proprie mani è la chiusura più coerente che ci sia.

Tutto l'itinerario si fa a piedi, ma tra il colle Guasco e il Passetto c'è una risalita: chi preferisce può spezzare la giornata con un autobus urbano. Il Museo Omero è a ingresso gratuito; per la scalinata del Passetto servono scarpe comode, e d'estate c'è anche l'ascensore.

Domande frequenti

Un giorno basta per visitare Ancona?
Sì, per l'essenziale: Duomo di San Ciriaco, Arco di Traiano, Mole Vanvitelliana con il Museo Omero e Passetto stanno comodamente in una giornata, muovendosi a piedi. Con mezza giornata in più si aggiungono le piazze del centro e una sosta lunga al mare.
Il Museo Tattile Omero è adatto a tutti?
Sì. È nato per rendere l'arte accessibile a ciechi e ipovedenti, ma è pensato per chiunque: le opere si esplorano con le mani, il percorso è senza barriere e l'ingresso è gratuito. Con i bambini funziona benissimo, perché per una volta toccare è permesso.
Ho poche ore tra un traghetto e l'altro: cosa scelgo?
Dal porto, l'Arco di Traiano è a portata di passeggiata e il Duomo di San Ciriaco si raggiunge a piedi in salita: insieme raccontano duemila anni di città. Se le ore sono più di tre, aggiungi la Mole Vanvitelliana, che sta anch'essa in zona porto.
Come si arriva alle grotte del Passetto?
Dal Monumento ai Caduti del Passetto parte la scalinata che scende alla scogliera; nei mesi estivi funziona anche un ascensore. Le grotte sono in gran parte ancora usate dai concessionari, quindi si ammirano dall'esterno passeggiando lungo la costa.

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