Stesso Montefeltro dei borghi più fotografati, ma sul versante marchigiano e fuori dai circuiti di massa: stesse colline, stessa pietra, molta meno coda. Macerata Feltria è in provincia di Pesaro e Urbino e confina con Montecopiolo, passato all'Emilia-Romagna nel 2021 con la legge 84 insieme a Sassofeltrio. Il confine romagnolo, oggi, ce l'ha praticamente addosso.
È un paese di poco più di duemila abitanti, a 321 metri sul livello del mare, in una conca verde nel punto in cui Marche, Romagna e Toscana quasi si toccano. Compare nell'elenco ufficiale de I Borghi più belli d'Italia. Nello stesso chilometro quadrato si sovrappongono un nucleo fortificato di origine longobarda, una città romana sepolta sotto i campi e una sorgente di acqua sulfurea. Basta per mezza giornata piena, e per un fine settimana se organizzi in anticipo.
Due paesi in uno: il Castello e il Mercatale
Il centro storico è diviso in due parti che si guardano. In alto c'è il nucleo fortificato di origine longobarda, che tutti chiamano il Castello: strade strette e la torre civica che si vede da lontano. In basso c'è la parte rinascimentale, il Borgo, chiamato anche Mercatale perché lì si teneva il mercato. Si sale a piedi. Un ingresso che vale la pena usare è l'Arco dei Pelasgi, l'antica porta meridionale del Castello.
- Palazzo del Podestà, del XIII secolo, oggi sede del museo civico.
- La torre civica, che domina il colle e si visita con lo stesso biglietto del museo: dentro, distribuiti su quattro piani, ci sono i fossili raccolti nel Montefeltro e nella valle del Metauro.
- La chiesa di San Giuseppe, che conserva un paliotto in cuoio dipinto con lo stemma dei Montefeltro.
- Palazzo Evangelisti, del Cinquecento, decorato da affreschi.
- La chiesa di San Michele Arcangelo, con un crocifisso ligneo del 1396.
Il museo nel Palazzo del Podestà
Il Museo Civico Archeologico e Paleontologico occupa otto sale del Palazzo del Podestà e racconta il territorio dalla preistoria all'età romana. Le prime sale mettono in fila i materiali dell'età del Bronzo e dell'età del Ferro. Due sale intere sono dedicate a Pitinum Pisaurense: epigrafi, monete, bronzi, oggetti d'uso, ceramica, vetri, terrecotte architettoniche. L'ultima parte scende nel medioevo, con la ricostruzione di alcune tombe trovate sopra il decumano massimo di Pitino, presso la chiesa di San Cassiano.
Pitinum Pisaurense è la città romana che stava qui prima del paese attuale, poco più di un chilometro dal centro di oggi. Abitata dalla fine del III secolo a.C., ha continuato a vivere senza interruzioni fino al VI secolo d.C. Il borgo medievale è nato dopo, sulle sue rovine: da lì viene anche il nome, Macerata, dalle macerie della città romana.
La sorgente del Certalto, e perché le terme non sono un'opzione
Sotto il paese scorrono due sorgenti naturali, Certalto e Apsa, da cui esce acqua sulfurea. Allo stabilimento termale inaugurato nel 1993 e alimentato dal Certalto era stato dato il nome romano della città, Pitinum. Oggi però non è un servizio disponibile: risulta chiuso da anni, i portali di prenotazione sanitaria lo danno come chiuso permanentemente e senza prestazioni prenotabili, il sito ufficiale non esiste più. Nel marzo 2021 il sindaco parlava di una chiusura forzata durata anni e avvertiva che i tempi per riaprire sarebbero stati lunghi. Da allora nessuna fonte attesta una riapertura.
L'unica notizia recente riguarda l'acqua, non le terme: nel febbraio 2021 la Regione Marche ha autorizzato la concessione per imbottigliare l'acqua sulfurea del Certalto, rilevata da un privato dopo il fallimento della società termale. Si beve e si usa per inalazioni, ma a Macerata Feltria non c'è una struttura in cui immergersi.
Gli altri due musei si prenotano, non si trovano aperti
Macerata Feltria ha altri due musei, piccoli e molto diversi fra loro. Il Museo di Archeologia Industriale è allestito nei sotterranei della chiesa di Santa Chiara e raccoglie macchinari funzionanti di officine meccaniche fra Ottocento e Novecento. Il Museo della Radio d'Epoca sta in una sala dell'ex convento di San Francesco, con un centinaio di apparecchi restaurati e funzionanti prodotti fra gli anni Venti e i Sessanta. Nessuno dei due ha apertura libera: sulle schede del Ministero della Cultura risultano chiusi tutti i giorni, e la visita va concordata prima con il Museo Civico Archeologico o con l'Ufficio Turistico del Comune (0722 728208, centralino 0722 74244). Non sono un ripiego da improvvisare sotto la pioggia: o telefoni prima di partire, o quelle porte restano chiuse.
Cosa si mangia e quando conviene andare
In tavola il Montefeltro è coerente con sé stesso: formaggi, salumi, prodotti del bosco, tartufo. Fra i dolci della tradizione locale si trova una torta con noci e uvetta. Sul calendario, tre finestre valgono più delle altre.
- Marzo, con la Fiera di San Giuseppe, l'appuntamento di inizio primavera.
- Primo fine settimana di agosto, con Preziosi d'Epoca: sfilate e gioielli d'epoca portati da orafi di tutta Italia.
- Autunno, la stagione migliore per camminare: colori pieni sulle colline e nessuna fila da nessuna parte.
Mezza giornata libera? Fai qualcosa con le mani
Un fine settimana lento ha un problema pratico. Dopo il giro del borgo, il museo e la salita alla torre resta un buco di tre o quattro ore. La tentazione è aggiungere un altro paese da vedere. Il rischio è tornare a casa con venti foto uguali e nessun ricordo che sia davvero tuo.
L'alternativa, quando c'è, è passare quelle ore in un laboratorio con un Maker del territorio. Ceramica, tessitura, legno, illustrazione, cucina: sono i tipi di laboratorio che nel Montefeltro capita di trovare, non un'offerta garantita ogni fine settimana. Quando c'è, si prenota in anticipo, si sa a che ora si comincia e a che ora si finisce, e si torna a casa con un oggetto fatto da te. È anche il tipo di attività che regge il brutto tempo, cioè la condizione in cui un weekend nell'entroterra rischia di sfaldarsi.
Domande frequenti
- Si può fare un weekend termale a Macerata Feltria?
- No. Lo stabilimento termale Pitinum Thermae, inaugurato nel 1993 e alimentato dalla sorgente Certalto, è chiuso da anni e al momento non è visitabile né prenotabile: i portali di prenotazione sanitaria lo indicano come chiuso permanentemente e il sito ufficiale non esiste più. Anche quando era in attività, del resto, l'orario pubblicato copriva i giorni feriali, non il fine settimana.
- Che fine ha fatto l'acqua sulfurea del Certalto?
- Viene imbottigliata. Nel febbraio 2021 la Regione Marche ha autorizzato la concessione per l'imbottigliamento dell'acqua sulfurea del Certalto, rilevata da un privato dopo il fallimento della società termale. Si beve e si usa per inalazioni, ma non esiste oggi una struttura dove fare trattamenti sul posto.
- Quanto tempo serve per vedere il borgo?
- Il centro storico si gira a piedi in un'ora abbondante. Con il museo nel Palazzo del Podestà e la salita alla torre civica si arriva a mezza giornata. Per riempire il fine settimana serve prenotare in anticipo gli altri due musei e mettere in conto un giro nel Montefeltro intorno.
- Perché scegliere Macerata Feltria invece di un borgo del confine romagnolo?
- Perché il paesaggio è lo stesso e l'affollamento no. Dal 2021, con il passaggio di Montecopiolo e Sassofeltrio all'Emilia-Romagna, il confine amministrativo è arrivato praticamente addosso al comune: stesso Montefeltro, molta meno gente. E perché qui si sovrappongono due cose che raramente stanno insieme, una città romana documentata e un nucleo fortificato di origine longobarda, nel raggio di pochi chilometri.




