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Un weekend a Milano diverso dal solito: due giorni fra design e cose fatte a mano

·9 min·Team Handsome
Un weekend a Milano diverso dal solito: due giorni fra design e cose fatte a mano

Foto: archivio Handsome

Il weekend milanese medio dura due giorni e si consuma in cinque tappe: Duomo, Galleria, Castello, Navigli, aperitivo. È anche il motivo per cui in tanti tornano a casa dicendo che Milano non ha detto loro granché. Il problema non è la città, è l'itinerario. Milano è il posto dove il design industriale italiano si è inventato un'identità, e quell'identità non sta nelle vetrine del centro: sta in un palazzo dentro un parco, in uno studio rimasto com'era, in una distilleria diventata museo e nelle mani di chi ancora costruisce oggetti.

Quello che segue è un itinerario di due giorni costruito su un principio semplice: alternare il design che si guarda al design che si fa. Mezza giornata dentro un museo, mezza giornata con le mani sporche. Regge per chi arriva in treno il venerdì sera e per un milanese che in dieci anni non è mai entrato in Triennale, categoria più affollata di quanto si ammetta all'aperitivo.

Il punto di partenza è a due passi dal Duomo, e non è il Duomo

All'angolo fra piazza del Duomo e via Santa Radegonda c'è un grande magazzino con una storia da romanzo. Il nome, la Rinascente, lo inventò Gabriele D'Annunzio: la società fu registrata il 27 settembre 1917, il negozio riaprì con la nuova insegna nel dicembre 1918 e la notte di Natale un incendio lo distrusse. Ricostruito, tornò in piazza del Duomo nel 1921: rinato, come da nome.

La ragione per cui questo indirizzo apre un weekend di design però è un'altra: nel 1954, da un'idea di Gio Ponti e Alberto Rosselli, fu la Rinascente a istituire il Compasso d'Oro, il più antico riconoscimento dedicato al design italiano. Le prime quattro edizioni, dal 1954 al 1957, le organizzò il grande magazzino; dal 1959 l'organizzazione passò all'ADI, l'Associazione per il Disegno Industriale, che ne acquisì la piena titolarità nel 1967. Tieni a mente quel 1954: è il filo che tiene insieme i due giorni.

Sabato mattina: la Triennale, dove il design italiano ha una casa

Si comincia dal Parco Sempione, dentro il Palazzo dell'Arte. Lo progettò Giovanni Muzio e fu costruito fra l'autunno del 1931 e la primavera del 1933, grazie alla donazione di cinque milioni di lire fatta al Comune di Milano nel 1930 da Antonio Bernocchi insieme ai fratelli Michele e Andrea. Nel 1933 l'esposizione, che fino ad allora si teneva a Monza, si trasferì qui e assunse cadenza triennale: da lì il nome.

Dentro c'è il Museo del Design Italiano, inaugurato l'8 aprile 2019 nello spazio della Curva: circa 1.300 metri quadrati che pescano dalla collezione di Triennale, forte di circa 1.600 oggetti. L'allestimento non è immobile, viene riletto periodicamente da nuovi percorsi curatoriali: chi c'è stato tre anni fa non vedrà la stessa cosa. Un'ora e mezza abbondante è il tempo giusto: attraversi la collezione senza correre e la mattina resta viva.

Poi lo studio di Achille Castiglioni, in piazza Castello

A pochi minuti a piedi, in piazza Castello 27, c'è la stanza che più di ogni museo spiega come nasce un oggetto. È lo studio dove Achille Castiglioni ha lavorato dal 1962 fino al 2002, l'anno della sua morte, oggi custodito dalla Fondazione Achille Castiglioni, costituita il 14 dicembre 2011. Si visita solo con una guida e solo su appuntamento: la prenotazione non è un consiglio, è la condizione per entrare.

Il percorso attraversa le stanze dello studio: prototipi e modelli, disegni tecnici, gli oggetti anonimi che Castiglioni raccoglieva e portava a lezione al Politecnico di Milano e a quello di Torino, la sala riunioni. Sono gli oggetti anonimi il colpo di scena: cose comuni, senza firma, usate da un maestro per spiegare che progettare non è aggiungere uno stile, è risolvere un problema con quello che hai.

Sabato pomeriggio: la mezza giornata con le mani

Dopo una mattina di oggetti dietro il vetro, il pomeriggio serve a rovesciare il rapporto. Un workshop artigianale dura in genere due o tre ore, compatibili con una giornata già piena: tornio, telaio, banco da falegname, ago, forbici, argilla. Non è un corso, è un assaggio guidato in cui qualcuno che il mestiere lo fa per vivere ti mette in mano un attrezzo e ti lascia sbagliare in sicurezza.

Prima di prenotare, le domande che conviene fare sono sempre le stesse:

  • quante persone ci sono per turno: sotto le otto il Maker riesce davvero a seguirti, sopra le dodici diventa una dimostrazione
  • se i materiali sono compresi nel prezzo o si pagano a parte
  • se l'oggetto si porta via lo stesso giorno: nella ceramica quasi mai, perché serve l'essiccazione e poi la cottura, e il ritiro slitta di settimane
  • quanto dura davvero, comprese le spiegazioni iniziali e la pulizia finale
  • che livello serve e da che età si può partecipare, se hai bambini con te

Una nota di onestà, visto che questo blog è di una piattaforma di workshop: su Handsome i laboratori si pubblicano città per città, e Milano è una pagina da tenere d'occhio più che una certezza già pronta. Se oggi non trovi la disciplina che cerchi, vale la pena ricontrollare più avanti. Per la sera: Brera per i vicoli e le botteghe, Isola per i cortili e meno turisti, la Darsena se accetti la folla del sabato.

La pagina si aggiorna quando un Maker pubblica una nuova data.

Vedi la pagina dei workshop a Milano

Domenica mattina: gli oggetti che hanno vinto il Compasso d'Oro

L'ADI Design Museum ha aperto nel maggio 2021 in piazza Compasso d'Oro, con ingresso da via Ceresio 7 o da via Bramante 42, dentro un'area industriale dismessa riconvertita a Porta Volta. La struttura misura 5.135 metri quadrati complessivi, di cui circa 2.400 destinati alle esposizioni, e custodisce la Collezione Storica del Compasso d'Oro: oltre 2.300 fra prodotti e progetti premiati o segnalati dal 1954 a oggi. Gli orari seguono i lavori di ampliamento in corso, quindi controllali sul sito ufficiale prima di andarci.

La differenza con la Triennale è netta, ed è il motivo per cui ha senso vederle entrambe. La Triennale racconta una storia e la reinterpreta; l'ADI espone dei verdetti: lampade, macchine da scrivere, sedie, imballaggi, treni, cucchiaini che una giuria ha giudicato risolti. Attraversarli decennio dopo decennio è il modo più rapido per capire perché in questo Paese la parola progetto significa qualcosa di diverso dalla parola stile.

Se capiti nell'ultima domenica del mese, cambia programma

L'ultima domenica di ogni mese, lungo l'Alzaia Naviglio Grande, l'Associazione Naviglio Grande organizza il Mercatone dell'Antiquariato: quasi due chilometri di banchi da viale Gorizia al ponte di via Valenza, più di 380 espositori e due vie laterali, via Corsico e via Paoli, dedicate al vintage. Mobili, orologi, porcellane, argenti, gioielli, libri, vetri, radio, giocattoli.

Non è una parentesi folkloristica, è il rovescio esatto del museo: quello che all'ADI sta dietro una teca, qui lo giri fra le dita, lo apri, lo pesi e magari lo compri. Vacci presto, perché a metà mattina la banchina diventa un corridoio unico.

Domenica pomeriggio: le fabbriche che Milano ha riaperto

Milano ha una specialità poco raccontata: non demolisce le fabbriche, le riscrive. La Fondazione Prada di largo Isarco, inaugurata il 9 maggio 2015 su progetto dello studio OMA di Rem Koolhaas, ne è la prova più vistosa: 19.000 metri quadrati ricavati da una distilleria del 1910, dove sette edifici esistenti convivono con tre costruzioni nuove, Podium, Cinema e Torre. Il pezzo che tutti riconoscono è la Haunted House, quattro piani rivestiti in foglia d'oro a 24 carati.

L'alternativa gratuita, dall'altra parte della città, è Pirelli HangarBicocca, in via Chiese 2: l'ingresso è libero e gli spazi espositivi aprono dal giovedì alla domenica. L'installazione permanente più celebre è "I Sette Palazzi Celesti" di Anselm Kiefer: sette torri in cemento armato, novanta tonnellate ciascuna, alte fra i 13 e i 19 metri, costruite usando come moduli gli elementi angolari dei container per il trasporto merci. Il nome viene dal Sefer Hechalot, il Libro dei Palazzi, trattato ebraico del V-VI secolo d.C.

Terza opzione: il distretto di Tortona, cresciuto dentro l'ex stabilimento Ansaldo, l'acciaieria dismessa che il Comune di Milano ha acquistato e riqualificato a partire dai primi anni Novanta. Qui il MUDEC, il Museo delle Culture progettato da David Chipperfield, ha aperto nel 2015, l'anno dell'Expo; poco più in là, in via Bergognone 34, BASE Milano ha aperto nel 2016 negli spazi riconvertiti dello stesso complesso.

Le varianti: pioggia, bambini, mezza giornata sola

  • Con bambini: il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, in via San Vittore 21, nell'ex monastero olivetano di San Vittore al Corpo. Nato il 15 febbraio 1953, conserva circa 21.000 oggetti, è il più grande museo italiano di scienza e tecnologia e ha una serie di laboratori interattivi pensati per bambini e famiglie.
  • Se cerchi il fatto a mano di un'altra epoca: il Museo Bagatti Valsecchi, in via Gesù 5. A fine Ottocento i fratelli Fausto e Giuseppe trasformarono la propria casa in un ambiente ispirato al Rinascimento lombardo, fra mobili intagliati, ceramiche, vetri, armi antiche e tessuti: l'artigianato dentro il contesto per cui era stato fatto.
  • Se ti interessa l'abitare: Villa Necchi Campiglio, in via Mozart 14, progettata da Piero Portaluppi fra il 1932 e il 1935, oggi bene del FAI, con arredi disegnati su misura.
  • Se hai solo mezza giornata: scegli un museo, Triennale o ADI ma non entrambi, e tieni le altre tre ore per un laboratorio. Il ricordo che resta è quasi sempre il secondo.

E se capiti durante la Design Week

Il Salone del Mobile è nato nel 1961 per promuovere il mobile italiano. Col tempo gli è cresciuto intorno un programma parallelo di eventi diffusi in città, il Fuorisalone: insieme formano la Milano Design Week, ad aprile. In quei giorni la città è al massimo: installazioni nei cortili, showroom aperti, quartieri interi trasformati.

È anche il momento peggiore per improvvisare: alberghi pieni e cari, code ovunque, musei affollati. Se ci vai apposta prenota con mesi di anticipo; se cerchi il weekend descritto qui, scegli un'altra settimana.

Per un milanese: come rifare la propria città

Chi a Milano ci vive ha un vantaggio e un problema: non spende nulla in viaggio, ma i musei sotto casa restano una cosa da fare un giorno. La versione residente è più semplice: prenota lo studio Castiglioni con un mese di anticipo, perché è l'unica tappa che ti obbliga a fissare una data, e costruisci il resto intorno a quella. Poi aggiungi il laboratorio manuale, la parte che nessuno fa nella propria città e quella con la conseguenza più lunga: da un museo esci con qualche scatto sul telefono, da un laboratorio esci con un oggetto sbilenco fatto da te e con il numero di ore che serve davvero per farne uno diritto.

Le prenotazioni da fare prima di partire: lo studio Castiglioni, dove si entra solo su appuntamento, e il laboratorio manuale del pomeriggio. A HangarBicocca l'ingresso è gratuito, ma prenotare online la fascia oraria garantisce l'accesso prioritario. Il resto si decide la mattina stessa, controllando giorni e orari di apertura sui siti ufficiali.

Domande frequenti

Questo itinerario si fa senza auto?
Sì. Tutte le tappe si raggiungono con metropolitana, tram e autobus, e alcune sono vicinissime fra loro: dalla Triennale allo studio Castiglioni in piazza Castello si va a piedi in pochi minuti. L'auto in centro è più un problema che una soluzione.
Quanto tempo serve per la Triennale e per l'ADI Design Museum?
Un'ora e mezza a testa è una stima realistica. Se il tempo è poco, sceglierne uno solo è meglio che correre in due: la Triennale rilegge periodicamente il proprio allestimento, l'ADI espone i prodotti premiati e segnalati con il Compasso d'Oro dal 1954 a oggi.
Funziona anche con i bambini?
Sì, cambiando una tappa. Il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia di via San Vittore 21 ha laboratori interattivi ed è pensato per ogni età. Per il laboratorio manuale chiedi al Maker l'età minima: molte discipline usano attrezzi che i più piccoli non possono maneggiare.
Qual è il periodo migliore dell'anno?
Quasi tutto l'anno, perché il grosso dell'itinerario è al chiuso. L'ultima domenica del mese aggiunge il Mercatone dell'Antiquariato sul Naviglio Grande. Aprile, con la Design Week, è la settimana più intensa e più cara: bellissima se è quello che cerchi, faticosa se volevi un weekend tranquillo.

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