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Cosa fare a Milano quando piove: la giornata che non si butta

·9 min·Team Handsome
Cosa fare a Milano quando piove: la giornata che non si butta

Foto: archivio Handsome

A Milano la pioggia non è un imprevisto: è una voce di bilancio. Le medie climatiche della città parlano di circa 920 millimetri d'acqua all'anno, distribuiti su una media di 82 giorni, con il picco in autunno e un secondo massimo in primavera. Tradotto: se ci vivi lo sai già, e se ci passi tre giorni c'è una probabilità concreta che uno dei tre sia bagnato.

La buona notizia è che Milano è una città costruita per gli interni. Non ha un centro storico da attraversare tutto a piedi come Firenze, non ha un lungomare da perdere: quello che vale sta quasi sempre dietro un portone, e spesso dietro un portone che con il sole nessuno apre. La pioggia qui non toglie, sposta. Questa guida è l'elenco di dove si sposta, con i pochi orari e indirizzi che vale la pena fissare.

La regola: con la pioggia si prenota, non si improvvisa

Il modo più rapido per buttare una giornata piovosa è uscire senza un orario. I luoghi al coperto più ovvi — il Duomo, Brera, le grandi mostre del momento — si riempiono delle stesse persone che avevano previsto di stare fuori, e la coda che pensavi di evitare la trovi lo stesso, solo bagnata.

Il rimedio è banale e funziona: la mattina per una cosa con orario d'ingresso fissato, il pomeriggio per una cosa lunga, dove entri e ci resti. Due blocchi, uno spostamento in mezzo, nessuna decisione da prendere sotto l'acqua.

L'esempio limite di cosa non si improvvisa è il Cenacolo Vinciano, in Santa Maria delle Grazie: la prenotazione è sempre obbligatoria, i turni durano quindici minuti, i posti di ogni turno sono contingentati e ti chiedono di presentarti in biglietteria circa mezz'ora prima. Il Cenacolo o è nel programma dalla sera prima, o non è una risposta alla pioggia.

L'essenziale: prenota una cosa a orario per la mattina, tieni per il pomeriggio un posto grande dove si sta ore, e riduci gli spostamenti. Con la pioggia ogni trasferimento costa il doppio del tempo che pensi.

Le case-museo: il posto più asciutto e meno affollato della città

In via Jan, in un palazzo progettato da Piero Portaluppi tra il 1929 e il 1931, c'è un appartamento che è rimasto un appartamento: la Casa Museo Boschi Di Stefano. Antonio Boschi e Marieda Di Stefano hanno messo insieme oltre duemila opere del Novecento italiano; circa trecento sono appese alle pareti di casa loro, in sequenza cronologica, e si passa da Sironi a Morandi, da De Chirico a Fontana camminando su un parquet domestico, stanza dopo stanza. L'ingresso è gratuito. Con la pioggia è quasi sempre semivuota, il che dice più sulla sua notorietà che sulla sua qualità.

A poca distanza, Villa Necchi Campiglio è la stessa idea alzata di scala: una casa progettata sempre da Portaluppi tra il 1932 e il 1935 per la famiglia Necchi Campiglio, con piscina e campo da tennis nel giardino, diventata bene del FAI nel 2001. Dentro ci sono opere di maestri del Novecento, ma quello che ti resta è come si viveva in una casa così: maniglie, armadi, il bagno padronale. Interni e giardino prendono comodamente un'ora e mezza. È aperta solo alcuni giorni a settimana: controlla il calendario la sera prima.

Arte senza folla: l'Ambrosiana e la chiesa che quasi nessuno vede

La Pinacoteca Ambrosiana l'ha voluta il cardinale Federico Borromeo, che la fondò nel 1618 accanto alla Biblioteca, con un'accademia annessa aperta nel 1621: una collezione pensata come materiale di studio per i giovani pittori. Oggi ci trovi la Canestra di frutta di Caravaggio e il cartone preparatorio della Scuola di Atene di Raffaello; all'Ambrosiana è conservato anche il Codice Atlantico di Leonardo, di cui vengono esposti fogli a rotazione. È a pochi passi dal Duomo, e in una mattina di pioggia è esattamente quello che le grandi mostre non sono: silenziosa.

A qualche minuto di cammino, in corso Magenta, c'è San Maurizio al Monastero Maggiore. Da fuori è una facciata sobria che si nota a fatica; dentro è quasi interamente affrescata, pareti e volta, tanto che la chiamano la Cappella Sistina di Milano. Bernardino Luini e la sua bottega ci lavorarono tra il 1522 e il 1529, e accanto ai suoi affreschi si riconoscono interventi di altri nomi della pittura lombarda del Cinquecento. Ingresso gratuito, metro Cadorna a pochi minuti. Se hai venti minuti e piove, non c'è niente in città che renda di più.

Quando piove tutto il giorno: i posti che tengono ore

Ci sono giornate in cui non smette, e servono luoghi capaci di mangiarsi un pomeriggio intero. Questi reggono.

  • Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci (via San Vittore 21). Aperto nel 1953 nell'ex monastero di San Vittore al Corpo, è il più grande museo tecnico-scientifico d'Italia: circa 50.000 metri quadrati, ventunomila oggetti e il sottomarino Enrico Toti visitabile. Con dei ragazzini, mezza giornata passa senza accorgersene.
  • Pirelli HangarBicocca (via Chiese 2). Un ex capannone industriale diventato spazio per l'arte contemporanea, con ingresso gratuito, aperto dal giovedì alla domenica dalle 10.30 alle 20.30. Dentro c'è l'installazione permanente I Sette Palazzi Celesti di Anselm Kiefer, sette torri in cemento alte tra i tredici e i diciannove metri, realizzate per l'apertura dello spazio nel 2004. Si prenota un biglietto gratuito online per essere sicuri di entrare nella fascia oraria scelta.
  • Fondazione Prada (largo Isarco). Un'ex distilleria di gin dei primi del Novecento trasformata su progetto di OMA e Rem Koolhaas e aperta nel 2015, con la Torre inaugurata nell'aprile 2018: sessanta metri e nove piani. Nel complesso c'è anche il Bar Luce, il cui allestimento è stato ideato da Wes Anderson.
  • Acquario Civico (viale Gadio, Parco Sempione). Progettato da Sebastiano Locati, è l'unico padiglione dell'Esposizione Internazionale del 1906 rimasto in piedi al Sempione, e ospita il terzo acquario più antico d'Europa. Si visita in un'ora scarsa: una tappa da incastrare, non quella su cui costruire la giornata.
  • MUBA alla Rotonda della Besana. Il museo dei bambini anima il complesso dal 2014, con laboratori che seguono il progetto Remida e usano materiali di recupero. Nei weekend e nei festivi il programma è per le famiglie e cambia ogni settimana: si controlla il calendario e si prenota.

E se serve semplicemente camminare all'asciutto, c'è la strada coperta più famosa d'Italia: la Galleria Vittorio Emanuele II. I lavori iniziarono nel 1865 su progetto di Giuseppe Mengoni, l'inaugurazione arrivò nel settembre 1867 con il cantiere ancora aperto e la conclusione nel 1877. Mengoni non vide mai la fine dei lavori: cadde da un'impalcatura il 30 dicembre 1877, alla vigilia dell'inaugurazione dell'arco su piazza Duomo.

L'unica attività che con la pioggia migliora davvero

C'è una categoria di cose da fare che con il bel tempo non sceglieresti mai e che con la pioggia diventa la scelta migliore della giornata: un laboratorio artigianale. Due o tre ore a un tavolo, con un materiale davanti e qualcuno che ti insegna a lavorarlo. Non è un museo dove guardi, e non è un rifugio dove aspetti che spiova: è l'unica attività in cui, alle sei del pomeriggio, hai in mano una cosa che prima non esisteva.

Funziona per un motivo pratico prima che romantico: ha un orario di inizio, un posto chiuso e una durata dichiarata. Non dipende dal meteo e non ti chiede di camminare da nessuna parte una volta entrato. Le discipline che stanno in una sessione singola sono parecchie: ceramica al tornio o a mano, gioielleria, legatoria, serigrafia e stampa, lavorazione della pelle, tessitura, profumeria.

Una sola avvertenza onesta: la ceramica quasi mai si porta a casa lo stesso giorno, perché il pezzo deve asciugare e passare in forno. Nella maggior parte dei casi si ritira dopo qualche settimana o si fa spedire, ed è bene saperlo prima di prenotare, soprattutto se sei a Milano solo per il weekend.

Ecco cosa conviene chiedere prima di confermare, qualunque sia la disciplina:

  • Quanto dura davvero la sessione, dall'accoglienza al momento in cui si pulisce il tavolo.
  • Che cosa esce dalle tue mani e quando lo hai fisicamente con te: stesso giorno, ritiro successivo o spedizione.
  • Quante persone ci sono al tavolo: sotto le otto si lavora, sopra si guarda lavorare.
  • Come ci si arriva con i mezzi, perché con la pioggia il tragitto conta quanto il laboratorio.
  • Se il prezzo comprende i materiali: su Handsome il prezzo mostrato è quello finale, ma vale sempre la pena leggere cosa include.

Su Handsome i laboratori si prenotano online e il prezzo che vedi è quello che paghi: nessun costo aggiunto al momento del pagamento. A Milano il catalogo è ancora in costruzione — oggi le sedi più fitte sono tra Marche e Romagna, e i Maker lombardi stanno arrivando ora — quindi la cosa più sensata è guardare cosa c'è in questo momento in città, e ricontrollare tra qualche settimana se la disciplina che cerchi non c'è ancora.

Il catalogo lombardo sta crescendo: se non trovi la disciplina che cerchi, riprova tra qualche settimana.

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Come si incastra una giornata di pioggia

  1. La sera prima: scegli una sola cosa a orario fisso e prenotala. È l'unico impegno vero della giornata.
  2. Mattina: la cosa prenotata, che sia il Cenacolo, l'Ambrosiana o una casa-museo. Arriva presto, quando la pioggia non ha ancora spostato tutti al coperto.
  3. Pranzo: mangia vicino a dove sei, non dove avevi immaginato. Con l'acqua ogni chilometro in più è tempo perso.
  4. Pomeriggio: un blocco lungo. O un posto grande — Museo della Scienza, HangarBicocca, Fondazione Prada — o un laboratorio, se vuoi tornare a casa con qualcosa.
  5. Sera: la Galleria Vittorio Emanuele II e i portici del centro ti riportano verso il Duomo senza aprire l'ombrello più del necessario.

Se la pioggia ti coglie in una sera infrasettimanale e hai solo il dopo-ufficio, il ragionamento cambia poco ma i tempi si stringono: ne abbiamo scritto in corsi serali a Milano: cosa sta davvero in una sera. E se il problema è arrivarci senza auto, la guida ai laboratori per fermata della metro è il pezzo che risolve il tragitto.

Tre luoghi di questa guida hanno l'ingresso gratuito: la Casa Museo Boschi Di Stefano, la chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore e Pirelli HangarBicocca. Con un giorno di pioggia e zero programmi, sono il modo più economico di non sprecarlo.

Domande frequenti

Cosa si fa a Milano quando piove e non si vuole andare al museo?
Un laboratorio artigianale è la risposta più concreta: due o tre ore al chiuso, un orario fisso, un oggetto che porti a casa. In alternativa funzionano i luoghi ibridi come Pirelli HangarBicocca o Fondazione Prada, dove si cammina molto e non si sta in fila davanti a una teca.
Quali musei di Milano sono gratuiti?
Tra quelli citati qui, la Casa Museo Boschi Di Stefano e Pirelli HangarBicocca hanno l'ingresso gratuito, e gratuito è anche l'accesso alla chiesa affrescata di San Maurizio al Monastero Maggiore. Per HangarBicocca conviene prenotare online il biglietto gratuito e verificare i giorni di apertura, che vanno dal giovedì alla domenica.
Il Cenacolo Vinciano si può visitare all'ultimo momento se piove?
Difficilmente. La prenotazione è sempre obbligatoria, i turni durano quindici minuti e sono a numero chiuso, e va previsto l'arrivo in biglietteria circa mezz'ora prima. È una visita da programmare, non un ripiego per una giornata storta.
Con i bambini, dove si va a Milano se piove?
Il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci regge mezza giornata da solo, sottomarino compreso; l'Acquario Civico del Parco Sempione si visita in un'ora; il MUBA alla Rotonda della Besana propone nei weekend laboratori per famiglie con materiali di recupero, su prenotazione.

Una giornata di pioggia a Milano non è persa: è la giornata in cui la città ti mostra quello che tiene dentro, che poi è la parte migliore. E se vuoi che resti qualcosa oltre alle fotografie, un pomeriggio con le mani dentro un materiale è il souvenir che nessun negozio ti vende.

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