Salta al contenuto principale

guide

Regali di Natale aziendali a Torino: cioccolato artigianale, non cesti

·6 min·Team Handsome
Regali di Natale aziendali a Torino: cioccolato artigianale, non cesti

Foto: Pexels

A Torino il cesto di Natale arriva in ufficio nella settimana in cui nessuno ha più tempo di aprirlo. Resta in un angolo della reception, poi finisce nel bagagliaio, poi in una dispensa dove metà del contenuto aspetta la scadenza. È il regalo aziendale che nessuno sceglie davvero: si ordina perché c'è sempre stato, perché il fornitore manda il catalogo a ottobre e perché non chiede decisioni. Questa guida parte da lì e prova la strada che a Torino è la più ovvia e la meno praticata: il cioccolato fatto a mano da chi lo lavora in laboratorio, personalizzato, ordinato una volta sola e consegnato dove serve. Con le domande che l'ufficio acquisti fa sempre: cosa si può ordinare, in che quantità, con che tempi.

La risposta breve, prima del resto. A Torino un regalo aziendale artigianale può prendere tre forme: un oggetto fatto a mano, e qui il cioccolato batte tutto il resto; un'esperienza da vivere in un laboratorio della città; oppure le due cose insieme nella stessa confezione. Le quantità si ragionano a soglie, che stabilisce il Maker in base a come produce e a quanto vuoi personalizzare, non un listino. I tempi si contano in settimane, a ritroso dalla data di consegna, e per il cioccolato la produzione sta vicina alla consegna perché un prodotto fresco non aspetta in magazzino. Tutto questo si può gestire con un interlocutore solo: l'azienda manda una richiesta dalla pagina aziende, riceve una proposta scritta e chiude l'ordine con una fattura unica.

Perché il cesto è il regalo che nessuno ricorda

Il cesto ha un pregio solo: si ordina in un minuto. Tutto il resto gioca contro. È anonimo, perché lo stesso fornitore lo manda identico a decine di aziende e chi lo riceve lo riconosce al primo sguardo. È ingombrante, e in un ufficio di dicembre lo spazio per accatastare scatoloni non c'è. Arriva tutto insieme, quindi chi lavora da casa o è in trasferta lo trova a gennaio. E non racconta niente: non dice dove sta l'azienda, chi ci lavora, che cosa ha pensato per la persona che lo apre. Quando poi un prodotto finisce, il fornitore lo sostituisce con un altro senza avvisare, e il regalo che avevi scelto non è più quello che consegni.

  • Dice da dove viene: una scatola di gianduiotti fatti a mano a Torino porta la città dentro il pacco, senza bisogno di spiegarlo.
  • Si consuma e si ricorda: una cosa buona finisce in pochi giorni, ma la storia di chi l'ha fatta resta, e in una riunione si racconta.
  • Sta in una busta: si consegna a mano, si spedisce a casa, si mette nel cassetto. Nessun magazzino da improvvisare.
  • Porta il nome della persona: sul biglietto, sulla fascetta, sulla scatola. Il cesto porta al massimo il logo del fornitore.

Cioccolato torinese: cosa si può personalizzare davvero

Il gianduiotto è il cioccolatino che identifica Torino: cacao, zucchero e nocciola piemontese lavorati in una pasta morbida, tagliata a prisma e avvolta nella carta dorata. Nei laboratori della città si fa ancora con la spatola, uno alla volta, ed è la ragione per cui si presta al regalo aziendale meglio di qualsiasi cofanetto: è piccolo, riconoscibile a chiunque, e cambia faccia con poco. Accanto al gianduiotto ci sono le tavolette, i cremini, le praline con il ripieno che il Maker fa in casa e le creme spalmabili in vasetto. Ogni formato ha un suo modo di essere personalizzato, e ogni personalizzazione ha una sua soglia e un suo tempo.

I livelli vanno dal più leggero al più impegnativo. Il primo è il biglietto: un cartoncino con il nome del destinatario e una riga scritta dall'azienda, che il Maker infila nella confezione. Il secondo è la scatola: colore, nastro, un'etichetta con il logo stampata o timbrata. Il terzo è l'incarto dei singoli pezzi, con la carta nei colori dell'azienda o con il marchio in rilievo, e qui entra in gioco una tipografia con i suoi minimi di tiratura. Il quarto è il prodotto stesso: una selezione di gusti pensata per l'azienda, oppure una tavoletta con il logo impresso da uno stampo dedicato, che va disegnato, prodotto e provato prima di andare in produzione. Più si sale, più serve tempo e più conta la quantità.

La personalizzazione più forte non è il logo sulla carta. È il biglietto con il nome della persona e una riga scritta da chi la conosce davvero. Costa tempo a chi ordina, non al laboratorio, e resta in mente più di qualsiasi stampa.

Le soglie di quantità: come ragiona un laboratorio

Un cesto si ordina a pezzi, dal magazzino: uno o mille, cambia solo il totale. Un laboratorio di cioccolato ragiona a lotti. Sotto una certa quantità il Maker attinge alla produzione normale del negozio, e la personalizzazione resta sul biglietto e sulla scatola. Oltre quella soglia l'ordine diventa un lotto dedicato: sessioni di temperaggio riservate, stampi occupati per giorni, raffreddamento, confezionamento a mano di ogni pezzo. È il punto in cui il prezzo unitario scende e insieme si allunga il tempo. Poi c'è la soglia della tipografia per incarti e scatole stampate, che il laboratorio non controlla. E c'è un tetto: in dicembre un singolo laboratorio ha la sua capacità, perché il negozio vende anche al pubblico, e oltre quel tetto l'ordine si divide tra più Maker. È esattamente il momento in cui avere un interlocutore solo fa la differenza.

Sul prezzo conviene sapere che cosa lo muove, più che chiedere una cifra al buio. Pesa la quantità, con il salto quando si supera la soglia del lotto dedicato. Pesano gli ingredienti, perché la nocciola piemontese e un cacao di origine non costano come le materie prime industriali. Pesa la personalizzazione, dal timbro sulla scatola allo stampo con il logo. Pesano il numero di indirizzi da raggiungere e la finestra di consegna, perché una spedizione unica in sede e cento pacchi a domicilio sono due lavori diversi. E pesa, se lo aggiungi, il codice per un'esperienza in laboratorio infilato nella confezione. Due proposte con lo stesso titolo possono differire per uno solo di questi elementi, e il confronto ha senso solo a parità di tutto il resto.

Tempi di dicembre: pianificare a ritroso

Il cioccolato artigianale non ha i conservanti del cesto. Un gianduiotto fatto a mano si conserva per settimane, non per mesi, e dà il meglio nei primi giorni. Per questo il Maker lo produce vicino alla consegna, e quello che si prenota in anticipo non è la scatola ma la settimana di lavoro. Le agende dei laboratori torinesi in dicembre si riempiono con il pubblico che entra dalla porta, e la finestra per un lotto aziendale va bloccata prima che sparisca. L'inverno è dalla parte del cioccolato: il freddo protegge le spedizioni, mentre il nemico è il termosifone dell'ufficio dove i pacchi aspettano di essere distribuiti.

  1. Fissa la data in cui il regalo deve essere nelle mani delle persone, non in magazzino: prima della festa aziendale o sotto le feste.
  2. Conta a ritroso la consegna: una sede sola, più sedi, oppure i domicili di chi lavora da remoto.
  3. Blocca la produzione: il Maker riserva la settimana e i pezzi escono freschi a ridosso della consegna.
  4. Approva la grafica prima, non durante: biglietti, etichette e incarti stampati hanno i loro tempi e non si accelerano.
  5. Manda l'elenco degli indirizzi in una volta sola, con un referente per sede che riceve e firma.

Un interlocutore solo, non cinque laboratori da rincorrere

Lo scenario tipico di un'azienda torinese: la sede in centro, uno stabilimento nella cintura, una squadra commerciale che sta a Milano e clienti sparsi in tutta Italia. Fatto da soli, il regalo diventa cinque preventivi da confrontare, cinque fatture da registrare, cinque calendari di consegna, il file del logo mandato cinque volte e cinque persone da rincorrere al telefono mentre il laboratorio è pieno di gente. Con Handsome il percorso è uno: dalla pagina aziende indichi quante persone, il budget indicativo a testa, la città e la data preferita; ricevi una proposta scritta nel giro di una giornata; Handsome sceglie i Maker adatti, coordina produzione e consegne e resta l'unico fornitore in fattura. Come funziona nel dettaglio è raccontato in come Handsome gestisce le richieste aziendali, e la logistica su più sedi in regali di Natale ai dipendenti su più uffici.

Il cioccolato può anche non restare da solo nella scatola. Un codice per fare i propri gianduiotti in laboratorio, con il Maker che insegna il temperaggio e il taglio, trasforma il regalo in un pomeriggio: com'è fatto lo racconta la guida al workshop di cioccolato a Torino, e il codice arriva come gift card che lascia a chi la riceve la scelta della data. Per la squadra intera esiste la versione evento: il Maker porta il banco in sede e la festa di Natale diventa una sessione di praline fatte insieme. Sull'inquadramento contabile la regola è una sola: omaggi ai clienti e regali ai dipendenti seguono discipline diverse, e il titolo del regalo va scelto con il commercialista prima di ordinare, come spiega la guida sulle esperienze artigiane nel welfare aziendale.

Un cesto dice che l'azienda si è ricordata della scadenza. Una scatola di gianduiotti fatti a mano dice dove sta l'azienda e chi ha pensato a te.

Domande frequenti

Quali regali aziendali artigianali si possono ordinare a Torino?
Cioccolato fatto a mano nei laboratori della città, con gianduiotti, tavolette, cremini e praline personalizzabili nel biglietto, nella confezione e nell'incarto; esperienze in laboratorio sotto forma di codice regalo; oppure le due cose nella stessa scatola. Per la squadra intera c'è anche l'evento in sede con un Maker. Si chiede tutto da una pagina sola e si riceve una proposta scritta.
Con che quantità si può ordinare cioccolato artigianale personalizzato?
Le soglie le fissa il laboratorio. Per quantità piccole il Maker attinge alla produzione del negozio e personalizza biglietto e scatola; oltre una certa soglia produce un lotto dedicato, con incarti e stampi su misura e un prezzo unitario più basso. Se l'ordine supera la capacità di un singolo laboratorio in dicembre, si divide tra più Maker e Handsome resta l'unico interlocutore.
Quanto tempo prima va ordinato il regalo di Natale aziendale?
Si ragiona in settimane, a ritroso dalla data in cui il regalo deve essere nelle mani delle persone. Il cioccolato viene prodotto vicino alla consegna perché è fresco; quello che si prenota prima è la settimana di lavoro del Maker e i tempi della grafica stampata. Più la personalizzazione è spinta, prima va confermato l'ordine.
Si può consegnare in più sedi o a casa dei destinatari?
Sì. Nella richiesta si indica come vanno distribuiti i pacchi: una consegna unica in sede, più sedi con un referente ciascuna, oppure i domicili di chi lavora da remoto. Il numero di indirizzi fa variare il prezzo e i tempi, quindi conviene mandare l'elenco completo in una volta sola.
Come funziona la fattura se i laboratori sono più di uno?
L'ordine è uno e la fattura è una, intestata all'azienda, con Handsome come unico fornitore. La ripartizione tra i Maker che hanno prodotto resta a carico della piattaforma e non passa dall'amministrazione dell'azienda.
Il cioccolato artigianale regge la spedizione?
In inverno sì, il freddo lo aiuta. Il rischio vero è dopo: i pacchi non vanno lasciati vicino ai termosifoni o in auto al sole in attesa della distribuzione. Il cioccolato senza conservanti si conserva per settimane, quindi la consegna va fissata vicina al momento in cui verrà aperto.

Un referente, una fattura, consegne dove servono. Risposta scritta nel giro di una giornata.

Chiedi una proposta per i regali di Natale

Pronto a provare un workshop artigianale?

Scopri i Maker italiani su Handsome e prenota la tua esperienza pratica.

Vedi i workshop

Articoli correlati