Un'esperienza artigiana entra in un piano welfare aziendale in due modi: come fringe benefit, cioè un bene o un servizio ceduto al singolo dipendente ed entro la soglia annua dell'articolo 51, comma 3 del TUIR, oppure come servizio con finalità ricreative o educative offerto alla generalità dei dipendenti o a una categoria omogenea, secondo l'articolo 51, comma 2, lettera f). Nel primo caso conta quanto vale. Nel secondo conta a chi lo offri. In entrambi i casi serve un fornitore capace di emettere il titolo giusto e di far combaciare date, capienza e prezzo: ed è esattamente il punto in cui i cataloghi welfare standard, a Bologna come altrove, si fermano.
Le due porte d'ingresso: fringe benefit o piano welfare
Il fringe benefit è la strada corta. Regali a una persona del team un workshop di ceramica: il valore di quell'esperienza entra nel conteggio annuale dei beni e servizi che le hai ceduto. Sulla circolare 35/E del 2022 l'Agenzia delle Entrate è esplicita: questi fringe benefit possono essere corrisposti dal datore di lavoro anche ad personam, senza coinvolgere tutti.
Il piano welfare è la strada strutturata. Metti a disposizione un paniere di opere e servizi con finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto. Qui la Circolare 28/E del 2016 dell'Agenzia delle Entrate è netta: l'esenzione è subordinata alla condizione che i benefit siano offerti alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti. Se lo dai solo ad alcuni, scelti uno per uno, l'agevolazione salta.
- Fringe benefit: può andare anche a una sola persona, ma entra in una soglia annua.
- Piano welfare: nessuna soglia di quel tipo, ma platea omogenea e opere o servizi riconosciuti volontariamente oppure in conformità a un contratto, un accordo o un regolamento aziendale.
- In entrambi i casi il valore si misura sul valore normale della prestazione, come rimanda l'articolo 9 del TUIR: cioè sul prezzo reale dell'esperienza.
Le soglie: cosa dice la fonte, oggi
L'articolo 51, comma 3 del TUIR fissa il limite ordinario a 258,23 euro. Per i periodi d'imposta 2025, 2026 e 2027 quella soglia di non imponibilità è elevata a 1.000 euro per tutti i dipendenti e a 2.000 euro per i soli lavoratori con figli fiscalmente a carico, come riassumono il Ministero del Lavoro e l'Agenzia delle Entrate.
La regola che conta di più, però, non è la cifra: è il meccanismo. Superato il limite, diventa imponibile l'intero importo corrisposto, non solo la quota eccedente. Tradotto: un regalo da poco, aggiunto a fine anno sopra buoni e rimborsi già erogati, può far ricadere in tassazione tutto quello che hai dato in dodici mesi. Lo stesso ragionamento vale sul lato contributivo, dove l'INPS pubblica ogni anno le istruzioni per il conguaglio di fine anno.
La regola del voucher che i cataloghi non spiegano
Se consegni il benefit con un titolo — buono, voucher o gift card — i vincoli sono precisi. La Circolare 28/E riporta il testo del decreto attuativo: i documenti non possono essere utilizzati da persona diversa dal titolare, non possono essere monetizzati o ceduti a terzi e devono dare diritto ad un solo bene, prestazione, opera o servizio per l'intero valore nominale senza integrazioni a carico del titolare.
- Nominativo: intestato alla persona, non passabile a un collega.
- Non convertibile in denaro e non rimborsabile in contanti.
- Un solo servizio, per l'intero valore nominale: niente metà adesso e metà a dicembre.
- Nessuna integrazione a carico del dipendente: se l'esperienza costa più del buono, non può metterci la differenza di tasca sua.
Per questo, quando il buono serve dentro un piano welfare, l'importo va tarato sul prezzo pieno dell'esperienza: chi lo riceve deve poter prenotare senza aggiungere nulla di tasca propria. La gift card Handsome vale 12 mesi dall'acquisto su qualsiasi workshop della piattaforma, arriva via email e funziona come un borsellino: se l'esperienza costa meno, il residuo resta sulla card. Capienza, date e conferma li gestiamo noi con il Maker, e concordiamo con te importo e condizioni d'uso da sottoporre al consulente del lavoro.
Numero di persone, budget a testa, zona e periodo. Ti proponiamo il Maker giusto.
Raccontaci cosa ti serveCosa manca ai cataloghi welfare standard
I portali welfare fanno bene una cosa: la logistica. Ma il paniere che arriva al dipendente, in genere, è lo stesso da Bolzano a Palermo.
- Tutto uguale: buoni spesa, carburante, abbonamenti. Utili, ma nessuno li racconta il lunedì mattina.
- Tutto a distanza: corsi online e piattaforme digitali, senza nessuna persona vera dall'altra parte.
- Niente territorio: il catalogo non sa che a pochi minuti dall'ufficio c'è una bottega di ceramica che lavora tutti i giorni.
- Nessun ritorno locale: il valore esce dal territorio in cui vivono e lavorano i tuoi dipendenti.
Un workshop artigianale funziona per ragioni opposte. Sono ore passate con le mani dentro un materiale, in un laboratorio vero, guidate da una persona che quel mestiere lo fa di mestiere. Chi partecipa torna a casa con un oggetto fatto da sé, e quell'oggetto resta in vista per anni. Se vuoi capire com'è fatta davvero una sessione, l'abbiamo spiegata in cos'è un workshop artigianale.
Come si costruisce un pacchetto a Bologna
Bologna e la sua area metropolitana hanno una densità di laboratori che rende praticabile una cosa difficile altrove: un'esperienza a pochi minuti dall'ufficio, raggiungibile anche in bicicletta. Ceramica, legno, sartoria, cucina, illustrazione, gioielleria. Il punto non è trovare un laboratorio qualsiasi: è farne stare uno dentro le regole del tuo piano, con date che esistono davvero. Puoi vedere cosa succede a Bologna per farti un'idea del territorio.
- Ci dici cosa ti serve: quante persone, budget a testa, zona, periodo, e se è un regalo individuale o un'attività di gruppo.
- Scegliamo noi il Maker, in base a disciplina, capienza reale del laboratorio e disponibilità. Non ti mandiamo a cercare la bottega da solo.
- Definiamo il formato: buono nominale per il singolo dipendente, oppure sessione riservata per il team.
- Prepariamo il titolo con un valore che copre l'intera esperienza, così nessuno deve integrare.
- Passi i documenti al consulente del lavoro per l'inquadramento e, a quel punto, si prenota.
Sul prezzo la regola è una sola: quello che vedi è quello che paghi. Handsome non trattiene commissioni sull'incasso del workshop: il pagamento arriva in accredito diretto sul conto Stripe del Maker. La Garanzia di prenotazione da 0,50 euro a posto è già compresa nella cifra tonda che il cliente vede — il prezzo mostrato è il prezzo pagato, senza costi aggiunti sopra — e Handsome la fattura al Maker una volta al mese, solo sugli eventi realmente svolti. Per l'azienda significa un preventivo che regge davanti all'ufficio acquisti, senza sorprese in fattura.
Domande frequenti
- Un workshop artigianale può rientrare nel welfare aziendale?
- Sì, se rientra nelle finalità previste dalla norma — tipicamente ricreative o educative — e se rispetti le condizioni: offerta alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee per il piano welfare, oppure conteggio dentro la soglia annua se lo tratti come fringe benefit. L'inquadramento va sempre validato dal consulente del lavoro.
- Qual è la soglia dei fringe benefit?
- Il limite ordinario dell'articolo 51, comma 3 del TUIR è 258,23 euro. Per i periodi d'imposta 2025, 2026 e 2027 è elevato a 1.000 euro per tutti i dipendenti e a 2.000 euro per chi ha figli fiscalmente a carico, come riassumono il Ministero del Lavoro e l'Agenzia delle Entrate nelle sintesi della Legge di Bilancio 2025. Le soglie cambiano nel tempo: verificale prima di ogni erogazione.
- Cosa succede se supero la soglia anche di poco?
- Diventa imponibile l'intero importo corrisposto nell'anno, non solo la parte eccedente. È l'errore più comune: si guarda il singolo regalo e non il totale già erogato alla stessa persona.
- Posso dare un'esperienza a un solo dipendente?
- Come fringe benefit sì: la circolare 35/E del 2022 chiarisce che possono essere corrisposti anche ad personam. Se invece stai costruendo un piano welfare ai sensi dell'articolo 51, comma 2, lettera f), l'offerta deve essere rivolta alla generalità dei dipendenti o a una categoria omogenea.
- Il dipendente può aggiungere dei soldi se l'esperienza costa più del buono?
- La norma è chiara: il voucher deve dare diritto a un solo servizio per l'intero valore nominale, senza integrazioni a carico del titolare. Per questo il buono va emesso a copertura del prezzo pieno dell'esperienza: l'importo si concorda prima dell'emissione, insieme al consulente del lavoro.
- Come si compone il prezzo di un pacchetto?
- Dipende dalla disciplina, dalla durata, dai materiali che ogni persona porta a casa e dal numero di partecipanti. Non esiste un listino unico: ci dici il budget a testa e costruiamo la proposta dentro quel budget, con il prezzo tutto incluso.
Piano welfare, fringe benefit o regalo ai dipendenti: dicci platea, budget a testa e periodo. Scegliamo noi il Maker del territorio e prepariamo i documenti da passare al consulente del lavoro.
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