A Milano il regalo aziendale di dicembre ha un problema di calendario prima ancora che di gusto. Tra la fine di novembre e i primi giorni di dicembre Fieramilano Rho ospita L'Artigiano in Fiera; attorno al 7 dicembre, per Sant'Ambrogio, la fiera degli Oh bej! Oh bej! riempie l'area del Castello Sforzesco. Ma quando Milano si riempie di artigianato i regali aziendali sono già stati comprati da settimane: chi arriva in quei giorni con l'idea del fatto a mano trova solo quello che è rimasto.
Questa guida non parla di logistica e fatture: quel lato l'abbiamo già guardato nell'articolo su come chiudere l'ordine dei regali ai dipendenti su più sedi. Qui c'è la parte che quasi nessuno considera: come si produce davvero un regalo artigianale, quanto tempo ci vuole, quanti pezzi regge un laboratorio, e come si sceglie tra oggetto ed esperienza. È la parte che decide se il regalo arriva o no.
Il cesto non è il problema: l'anonimato lo è
Il cesto natalizio ha una qualità che nessuno gli riconosce: funziona. Si ordina in mezz'ora, arriva imballato, nessuno si offende. Il problema è che non dice niente su chi lo manda e non chiede niente a chi lo riceve: passano due giorni, sparisce nella dispensa, e a marzo nessuno ricorda da chi arrivasse. Se quel budget serviva a farsi ricordare, non ha lavorato.
Il regalo artigianale funziona per il motivo opposto: obbliga a una scelta. Qualcuno ha deciso materiale, forma, colore, incisione, e chi lo riceve lo sente. Ha però un costo nascosto: il tempo. Un cesto si compone; un oggetto fatto a mano si fa, e farlo richiede giorni che non si comprimono pagando di più.
Oggetto personalizzato o esperienza: due decisioni diverse
La prima scelta non è "quale oggetto", ma "oggetto oppure esperienza": due regali che risolvono problemi diversi e falliscono in modi diversi. L'oggetto fatto a mano arriva dove serve senza chiedere niente a nessuno: resta sulla scrivania, si vede tutti i giorni, funziona per chi lavora da remoto e per chi non si muoverebbe mai. In cambio va indovinato: se sbagli il gusto, hai sbagliato per tutti insieme.
L'esperienza regalata ribalta il rapporto: non c'è una taglia sbagliata, non c'è un pacco fermo in portineria, e chi riceve sceglie disciplina, data e laboratorio. Vale come tempo, non come oggetto — anche se poi l'oggetto lo porti a casa lo stesso. Il prezzo è che chiede movimento: qualcuno deve uscire e andarci. Per un team che lavora fianco a fianco tutto l'anno, l'esperienza insieme è il regalo che sostituisce la cena aziendale.
- Oggetto: se le persone sono sparse, lavorano da remoto o in sedi lontane, e se il regalo va anche ai clienti.
- Esperienza: se le persone stanno in poche sedi raggiungibili e non vuoi indovinare gusti e taglie.
- Le due cose insieme: una sede grande più persone sparse altrove è il caso più comune, e non complica l'ordine.
- Nessuna delle due finché non hai una data limite chiara: senza quella, ogni scelta diventa una corsa a dicembre.
I tempi veri del fatto a mano: perché novembre è tardi
Il malinteso di fondo è considerare la produzione artigianale una versione lenta di quella industriale. Non lo è: è una produzione con delle attese fisiche dentro. Non è il Maker a essere lento, è la materia che ha i suoi tempi, e non si accorciano con un ordine urgente.
- Ceramica. Il pezzo appena formato asciuga all'aria per giorni prima di entrare in forno. La cottura dura molte ore e la temperatura deve salire e scendere gradualmente: per aprire il forno ed estrarre il biscotto serve quasi un giorno. Poi smaltatura, decoro e seconda cottura.
- Sapone. Un sapone per saponificazione a freddo resta negli stampi 24-48 ore e poi stagiona da quattro a sei settimane prima di poter essere usato. Ordinato a novembre non è pronto per Natale: è un vincolo chimico, non organizzativo.
- Legno. Una finitura a olio vuole almeno tre mani, con 24-48 ore di asciugatura tra l'una e l'altra: le sole finiture di una serie occupano più di una settimana di laboratorio.
- Personalizzazione. Incisioni, iniziali, logo: ogni pezzo diventa un pezzo diverso, quindi il tempo si moltiplica per il numero di persone, non di ordini. Un logo su centoventi tazze è centoventi lavorazioni.
C'è poi un passaggio che sparisce sempre dai piani fatti tardi: il campione. Prima di lanciare la serie con il logo, qualcuno deve vedere un pezzo finito, dire che il verde non è quel verde e farlo rifare. Quel giro costa una o due settimane, ed è ciò che separa un regalo bello da un regalo che va bene.
Quanti pezzi regge davvero un laboratorio
La seconda domanda che quasi nessuno fa è la più banale: quanti ne riesci a fare? Un laboratorio artigianale non è una fabbrica in miniatura. A Milano e nell'hinterland gran parte delle botteghe sono realtà da una o poche persone, dove chi produce è anche chi risponde alle mail, prepara i pacchi e tiene la contabilità. La capacità non si somma come in uno stabilimento, e chiedere il doppio non la raddoppia.
Il collo di bottiglia non sono le mani: è l'attrezzatura. Un forno da ceramica ha un volume, e quel volume decide quanti pezzi entrano in un'infornata; di infornate utili in una giornata ne esce in genere una, perché tra una cottura e l'altra il forno deve raffreddarsi. La capacità settimanale reale esce da quella moltiplicazione, non da una promessa al telefono. Quattro domande, prima di confermare un volume, stanno tutte in una mail.
- Quanti pezzi finiti consegni a settimana, personalizzazione inclusa?
- Qual è la prima settimana libera in cui puoi iniziare — non finire, iniziare?
- Il volume entra in un'unica serie o va spezzato, con consegne scaglionate?
- Se un pezzo si rompe in cottura, quanto tempo serve per rifarlo?
Un Maker onesto dirà di no quando il numero non è sostenibile, e quel no vale più di un sì entusiasta a settembre che diventa un problema a dicembre. Se il volume supera un solo laboratorio si divide l'ordine tra più Maker su varianti coordinate — stesso materiale, forme diverse — o si sposta una parte delle persone sull'esperienza.
Il regalo artigianale non si compra: si commissiona. E una commissione ha una data di inizio, non solo di consegna.
Il conto fiscale cambia se il regalo va a un cliente o a un dipendente
Vale la pena saperlo prima di fissare il budget per persona, perché cambia la cifra utile. I regali ai clienti sono spese di rappresentanza: il costo dei beni dati in omaggio è integralmente deducibile se il valore unitario non supera i 50 euro (art. 108, comma 2, del TUIR) e sotto la stessa soglia l'IVA sull'acquisto è detraibile. Il limite è a 50 euro dal 13 dicembre 2014, quando il decreto semplificazioni fiscali (D.Lgs. 175/2014) lo ha alzato dai precedenti 25,82 euro. Sopra i 50 euro l'IVA non è detraibile e la spesa rientra nei limiti percentuali sui ricavi previsti dallo stesso art. 108: 1,5% sulla parte di ricavi fino a 10 milioni, 0,6% sulla parte tra 10 e 50 milioni, 0,4% sulla parte oltre i 50 milioni. Sono le percentuali in vigore dal 2016, dopo che il D.Lgs. 147/2015 ha sostituito i valori più bassi fissati in origine dal decreto ministeriale del 19 novembre 2008.
I regali ai dipendenti seguono un'altra strada: non sono spese di rappresentanza ma spese per prestazioni di lavoro (art. 95, comma 1, del TUIR), quindi il costo è deducibile mentre l'IVA sull'acquisto resta indetraibile. Per chi riceve, il regalo è un fringe benefit: la soglia di esenzione è di 1.000 euro all'anno, 2.000 per i lavoratori con figli fiscalmente a carico, fissata per il triennio 2025-2027 dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) — prima di chiudere il budget conviene controllare che l'ultima legge di bilancio non l'abbia ritoccata. Attenzione al meccanismo: se il totale dei benefit dell'anno supera la soglia anche di poco, diventa tassabile l'intero importo, non solo l'eccedenza.
Il calendario a ritroso, mese per mese
Con delle date vere al posto della retorica dell'anticipo, il piano diventa poche ore di lavoro in tutto.
- Settembre. Decidi forma del regalo (oggetto, esperienza o mix), numero di persone e fascia di budget. Non serve un fornitore, serve una decisione interna firmata.
- Fine settembre, inizio ottobre. Manda il brief e raccogli le proposte: un laboratorio che a ottobre ha ancora spazio lo ha per scelta, non per sfortuna.
- Ottobre. Campione: un pezzo finito davvero, con la personalizzazione vera, approvato da chi decide.
- Fine ottobre. Ordine confermato e produzione avviata. Da qui le modifiche costano tempo, non soldi.
- Novembre. Produzione e un controllo intermedio: una foto a metà serie evita quasi tutte le sorprese.
- Prima settimana di dicembre. Consegna, con margine sulla data della festa aziendale.
E se stai leggendo a novembre? Cambia la forma del regalo. Le esperienze e i codici regalo non hanno bisogno di produzione ma di posti liberi, e quelli si liberano fino all'ultimo. Un oggetto complesso ordinato a novembre è un rischio; un'esperienza da vivere a gennaio dura di più, perché arriva quando le feste sono finite e non c'è più niente da aspettare.
Chi tiene insieme i pezzi
Coordinare tre laboratori che lavorano materiali diversi con tempi diversi è un lavoro a sé, e ricade su qualcuno che ha già altro da fare. È il punto in cui possiamo essere utili: con Handsome per le aziende mandi una richiesta sola — persone, data limite, tipo di regalo, budget — e cerchiamo i Maker che possono reggere quel volume in quei tempi, senza promettere capacità che non c'è. Se il numero non entra nel calendario te lo diciamo mentre sei in tempo a cambiare idea.
Domande frequenti
- Quando bisogna iniziare a organizzare i regali aziendali artigianali?
- A settembre per la decisione interna, tra fine settembre e ottobre per il brief ai laboratori. Ottobre è il mese limite per approvare un campione e avviare la produzione con calma. A novembre restano praticabili soprattutto le esperienze e i codici regalo, che non richiedono produzione.
- Perché novembre è tardi per un oggetto fatto a mano?
- Perché la lavorazione artigianale contiene attese fisiche che non si comprimono: un sapone a freddo stagiona da quattro a sei settimane, una ceramica asciuga giorni prima della prima cottura e richiede due infornate con raffreddamento graduale, una finitura a olio vuole almeno tre mani a 24-48 ore di distanza. Aggiungi il giro di approvazione del campione e novembre è già oltre il limite.
- Quanti pezzi può produrre un laboratorio artigianale?
- Dipende dall'attrezzatura più che dalle mani: il forno o la vasca di tintura decidono quanti pezzi entrano in un ciclo e quanti cicli stanno in una giornata. Chiedi al Maker la capacità settimanale reale con personalizzazione inclusa e la prima settimana libera in cui può iniziare. Se il volume la supera, si divide tra più laboratori su varianti coordinate.
- Come si trattano fiscalmente i regali a clienti e dipendenti?
- Ai clienti sono spese di rappresentanza: deducibili integralmente e con IVA detraibile fino a 50 euro di valore unitario, oltre i quali valgono i limiti percentuali sui ricavi e l'IVA non si detrae. Ai dipendenti sono spese per prestazioni di lavoro, deducibili ma con IVA indetraibile, e per chi li riceve sono fringe benefit esenti fino a 1.000 euro, 2.000 con figli a carico. Dal 2025 serve il pagamento tracciato.
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