Chi si ferma a metà iscrizione quasi mai lo fa perché ha cambiato idea. Si ferma perché a un certo punto il modulo chiede una cosa che non ha sottomano — il codice fiscale scritto per bene, una foto decente del laboratorio, l'IBAN — e rimanda a dopo. Il dopo non arriva. Questa guida elenca in anticipo tutto quello che ti verrà chiesto, così apri il modulo una volta sola e lo chiudi.
1. I dati anagrafici e fiscali
È la parte che spaventa di più e che in realtà dura tre minuti. Serve perché a fine workshop qualcuno deve emettere un documento valido a chi ha pagato: non è burocrazia della piattaforma, è la legge italiana.
- Nome, cognome, codice fiscale: quelli veri, come sul documento. Il codice fiscale sbagliato di una lettera blocca l'emissione della ricevuta mesi dopo, quando te ne sei dimenticato.
- Partita IVA, se ce l'hai, con il regime fiscale (forfettario o ordinario). Se non ce l'hai puoi iscriverti lo stesso: c'è un percorso apposta, spiegato in Hobbista o artigiano? Quale profilo scegliere.
- Indirizzo della sede, che può coincidere con casa tua.
- Data e luogo di nascita: richiesti solo a chi lavora in prestazione occasionale, perché le ricevute di quel tipo li vogliono.
2. Il profilo pubblico: chi sei, in due righe
Questa è la parte che il cliente vede. Vale più di tutto il resto messo insieme e viene compilata quasi sempre di fretta, alle undici di sera, con una frase generica. È un peccato, perché è l'unica occasione che hai di non sembrare uno dei tanti.
- Il nome del laboratorio: quello con cui ti conoscono, non la ragione sociale. Se la ragione sociale è Rossi Maria Grazia ma tutti dicono La Maiolica, scrivi La Maiolica.
- Una presentazione di 4-6 righe: da quanto fai questo mestiere, cosa ti viene meglio, perché hai iniziato a farlo vedere agli altri. Niente aggettivi da brochure: chi legge vuole capire se con te si trova bene, non se sei eccellente.
- Una foto tua, di te persona. Non il logo, non un vaso. Chi prenota un workshop sta scegliendo con chi passare tre ore: se non vede una faccia, sceglie un altro.
- La città dove lavori, che diventa il modo in cui ti trovano i clienti della tua zona.
3. Le foto: quante, e soprattutto quali
Le foto sono il secondo motivo per cui le iscrizioni si fermano: la gente pensa di doverne avere di professionali e rimanda a quando avrà tempo di farle. Non è così. Servono foto vere, fatte col telefono, con luce di giorno. Una foto perfetta di stock vale meno di una foto storta del tuo banco disordinato, perché la seconda dimostra che esisti.
- Il tuo spazio: dove si svolge il workshop, com'è davvero. Anche se è il tavolo della cucina.
- Le mani al lavoro: il gesto del mestiere. È la foto che fa prenotare.
- I pezzi finiti: soprattutto quelli fatti dai principianti, non i tuoi capolavori. Chi guarda vuole sapere cosa porterà a casa lui, non cosa sai fare tu.
- Il gruppo: persone che ridono intorno a un tavolo. Se hai già fatto corsi, avrai qualcosa in galleria.

4. La disciplina in cui lavori
Ti viene chiesto di scegliere la tua categoria fra quelle previste — ceramica, tessile, legno, cucina, gioielleria e così via — e poi di indicare più nel dettaglio cosa fai dentro quella categoria. Sembra un passaggio burocratico e invece è quello che decide se ti trovano. Ci abbiamo scritto una guida a parte: come scegliere disciplina e sotto-discipline.
5. Il conto su cui ricevere i soldi
Ultimo passaggio, e l'unico che non puoi saltare se vuoi essere pagato. Gli acconti dei clienti non passano da una cassa comune: finiscono su un conto intestato a te, collegato durante l'iscrizione. Serve un IBAN e un documento d'identità per la verifica antiriciclaggio, che è obbligatoria per chiunque incassi pagamenti con carta in Europa. Tutto il procedimento è spiegato in Collegare Stripe per incassare i workshop.
Cosa NON serve (e blocca lo stesso metà delle persone)
- Un titolo di studio o un attestato. Non esiste un patentino per insegnare il proprio mestiere in un workshop esperienziale.
- Un negozio o un laboratorio su strada. Si può fare workshop in casa, in uno spazio affittato a ore, in un giardino: vedi dove fare il workshop se non hai un laboratorio.
- Un sito web tuo. Il profilo è già una pagina pubblica con le date e il bottone per prenotare.
- Un catalogo pronto. Si parte con un workshop solo. Anzi, è il modo giusto di partire.
- Fotografo, grafico, social media manager. Servono dopo, se mai.
Quanto tempo ci vuole davvero
Con i documenti sottomano, la parte che compili tu si chiude in una ventina di minuti. Poi ci sono due attese che non dipendono da te: la verifica dei dati fiscali da parte nostra e la verifica dell'identità da parte del servizio di pagamento. Nel frattempo puoi già preparare il workshop in bozza: non è tempo perso.
Il profilo di base è gratuito e resta gratuito: non c'è un canone per esserci, e sull'incasso dei workshop non tratteniamo commissioni — restano solo quelle del circuito di pagamento, che paga chiunque accetti carte. C'è un piano a pagamento facoltativo per chi vuole strumenti in più, ma serve dopo, non per iscriversi.
Domande frequenti
- Posso iscrivermi se non ho la Partita IVA?
- Sì. Esiste il percorso Apprendista, pensato per la prestazione occasionale: puoi pubblicare fino a 5 workshop per anno solare e restare entro i 5.000 euro lordi annui di compensi. Oltre quelle soglie serve la Partita IVA.
- Quanto costa aprire il profilo?
- Niente. Il profilo è gratuito, non ha canone e sull'incasso dei workshop non viene trattenuta alcuna commissione di piattaforma. Restano le commissioni del circuito di pagamento sulle transazioni con carta.
- Devo avere già dei workshop pronti per iscrivermi?
- No. Puoi completare il profilo e costruire il primo workshop con calma, salvandolo in bozza. Si pubblica quando è pronto.
- Quante foto servono come minimo?
- Una foto tua di persona e qualche foto dello spazio e dei lavori. Più ne carichi, più la pagina convince: le pagine con la galleria piena vengono prenotate più di quelle con una sola immagine.
- Cosa succede se sbaglio un dato fiscale?
- Si corregge dal profilo. Il problema è accorgersene tardi: un codice fiscale errato blocca l'emissione della ricevuta al cliente, quindi vale la pena ricontrollarlo subito.
Venti minuti con i documenti sottomano. Profilo gratuito, zero commissioni di piattaforma sull'incasso.
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