Nel profilo ci sono due campi che quasi tutti compilano in fretta: la disciplina (la tua categoria) e le sotto-discipline (cosa fai di preciso dentro quella categoria). Sembrano etichette amministrative. In realtà sono il meccanismo con cui un cliente che cerca «corso di macramè vicino a me» arriva a te invece che a un altro. Chi li lascia vuoti non è penalizzato: semplicemente non esiste nei filtri.
Le 17 categorie fra cui scegliere
L'elenco è chiuso di proposito. Se ogni laboratorio inventasse la propria etichetta, il cliente si troverebbe davanti a un menù di duecento voci e non filtrerebbe più niente.
- Ceramica e Argilla · Cucina e Gastronomia · Gioielleria e Metalli
- Tessile e Fibra · Cucito e Sartoria · Cesteria e Intreccio
- Legno e Falegnameria · Cuoio e Pelletteria · Vetro e Mosaico
- Pittura e Disegno · Stampa e Grafica · Carta e Legatoria
- Candele, Profumeria e Cosmesi · Floristica e Botanica
- Scultura · Strumenti Musicali · Restauro
Le sotto-discipline: dove si gioca la partita vera
Chi cerca non scrive «ceramica». Scrive «tornio», «raku», «hand building». Sono ricerche con meno volume ma con un'intenzione fortissima: chi le fa sa già cosa vuole e prenota molto più spesso di chi naviga a caso. Le sotto-discipline sono l'unico modo che hai di intercettarle.
Puoi indicarne fino a cinque, e il limite è una tutela: cinque tecniche raccontano una specializzazione, dodici raccontano che non ne padroneggi nessuna.

Come sceglierle senza sbagliare
- Parti da quello che insegni, non da quello che sai fare. Se sai lavorare il vetro ma i workshop li fai solo di mosaico, la sotto-disciplina è il mosaico.
- Scrivi le parole che userebbe un cliente. Non «foggiatura a colombino» ma «modellazione a mano», se è così che la gente la chiama.
- Tienine fuori quelle che fai una volta l'anno. Una tecnica messa per completezza ti porta richieste che poi devi rifiutare.
- Rileggile fra sei mesi. Il catalogo cambia, le etichette no: è il classico campo che nessuno riapre più.
Gli errori che costano visibilità
- Lasciarle vuote. È l'errore più diffuso in assoluto, e il più costoso: sei nel catalogo ma fuori da ogni filtro specifico.
- Sceglierne una che non c'entra per stare in una categoria più cercata. Il cliente arriva, non trova quello che si aspettava e se ne va — o peggio, prenota e resta deluso.
- Metterle tutte. Cinque tecniche coerenti valgono più di cinque a caso.
- Sceglierle una volta e non toccarle più, mentre il catalogo è cambiato del tutto.
Perché contano anche fuori dal sito
Le etichette che scegli finiscono nel testo della tua pagina pubblica e nei dati strutturati che i motori di ricerca leggono. È lo stesso materiale su cui si basano ChatGPT e gli altri assistenti quando qualcuno chiede «dove posso provare la tessitura a telaio nelle Marche». Se nel tuo profilo la parola «tessitura» non compare da nessuna parte, in quella risposta non ci sarai.
Le categorie sono anche il modo in cui i clienti navigano per curiosità: c'è chi arriva cercando i workshop nella propria città senza avere in mente una tecnica, e sceglie guardando le etichette. Profili come la Stanza Del Telaio a Macerata o Ceramica Lustre a Pesaro si trovano esattamente così.
Domande frequenti
- Posso scegliere più di una disciplina?
- Sì, se lavori davvero in più categorie: chi fa sia ceramica sia tessile può indicarle entrambe. Le sotto-discipline disponibili cambiano di conseguenza, perché sono legate alla categoria madre.
- Quante sotto-discipline posso indicare?
- Fino a cinque. È un limite voluto: serve a raccontare una specializzazione riconoscibile invece di un elenco generico.
- Cosa succede se non le compilo?
- Il profilo resta pubblico e visibile nel catalogo, ma sparisce dai filtri per tecnica. In pratica ti trovano solo quelli che già ti cercano per nome.
- Posso cambiarle dopo?
- Sì, in qualunque momento dalla tua area personale. Conviene rivederle ogni volta che cambi il catalogo dei workshop.
- La mia tecnica non è in elenco: cosa faccio?
- Scegli la categoria madre più vicina e descrivi la tecnica nel testo del workshop e nella tua presentazione. Il testo libero viene comunque letto dalla ricerca.
Due campi, cinque minuti. Sono quelli che decidono se ti trovano per tecnica o non ti trovano affatto.
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