Chi cerca come creare un sito per artigiani di solito parte dalla domanda sbagliata: quale strumento uso? Prima ne viene un'altra: a cosa deve servire il sito. Se la risposta è chiara, la scelta fra site builder e WordPress si fa in dieci minuti e il sito è online in un fine settimana. Questa guida mette le cose in ordine: obiettivo, strumento, dominio, testi, foto, scheda Google, tempo. In chiusura, la strada più corta per chi fa workshop.
Prima di tutto: a cosa serve il tuo sito
Un sito da artigiano fa bene una di queste tre cose. Raramente tutte e tre insieme, e non serve.
- Farsi trovare. Qualcuno cerca "ceramista Faenza" o "liutaio riparazioni Cremona" e deve arrivare a te: contano nome, città e scheda Google più del design.
- Mostrare il lavoro. Una sartoria su misura vive di foto: abiti finiti, dettagli, il tavolo da taglio. Il sito è il portfolio che Instagram non mette in ordine.
- Farsi contattare o prenotare. Un laboratorio di ceramica che fa workshop ha bisogno che chi arriva capisca quando, quanto costa e come si prenota, senza scriverti su tre canali diversi.
Scegli l'obiettivo principale e scrivilo in una frase: "Voglio che chi cerca un corso di tornio a Bologna trovi la mia pagina e prenoti". Ogni decisione che segue si misura su quella frase.
Site builder o WordPress: come scegliere senza farsi vendere niente
Le due strade sono più simili di quanto sembri. Un site builder (Wix, Squarespace, Webflow e simili) ti dà editor, hosting, certificato HTTPS e aggiornamenti in un unico abbonamento: non installi nulla e non manutieni nulla. WordPress è un software open source che scarichi da wordpress.org e installi su un hosting che paghi a parte: il sito è tuo pezzo per pezzo, ma gli aggiornamenti di tema e plugin li fai tu. La domanda giusta non è "quale è meglio", ma "quanto tempo voglio dedicarci dopo il lancio".
- Scegli un builder se vuoi aprire il portatile una volta al mese, cambiare due date e chiudere. Paghi un canone e non pensi a hosting, backup e sicurezza.
- Scegli WordPress se vuoi il controllo totale, prevedi di crescere (blog, più lingue, catalogo) o hai già qualcuno che lo sa mantenere. WordPress.org indica come requisiti PHP 8.3 o superiore, un database MariaDB 10.11+ o MySQL 8.0+ e HTTPS: se il tuo hosting non li offre, cambia hosting.
- Non scegliere in base al prezzo del primo anno. Quasi tutti i fornitori hanno un'offerta d'ingresso e un rinnovo più alto: guarda il listino del rinnovo, non lo sconto.
Un liutaio con dieci strumenti da mostrare e un modulo di contatto sta benissimo su un builder; una sartoria che vuole anche vendere online, in un anno finisce su WordPress. L'unico errore vero è cambiare strumento ogni sei mesi.
Il dominio: nome, estensione, chi lo registra
Il dominio è l'indirizzo del sito e va comprato da te, a nome tuo, prima di tutto il resto. Tre regole pratiche.
- Nome corto e dicibile. Il tuo nome o quello del laboratorio, più eventualmente cosa fai: "ceramicherossi", "sartoriabianchi". Niente trattini, niente numeri, niente sigle da spiegare al telefono.
- Estensione: .it se lavori in Italia. Secondo il Registro .it, un dominio .it può essere registrato da chiunque sia maggiorenne e abbia cittadinanza, residenza o sede in uno dei paesi dello Spazio Economico Europeo (oltre a Vaticano, San Marino, Svizzera e Regno Unito); il nome va da 3 a 63 caratteri e si registra tramite un Registrar, non direttamente al Registro.
- Registralo tu, con un tuo account. Anche se il builder te lo offre "incluso", verifica di poterlo trasferire altrove: se cambi strumento, il dominio deve seguirti. Rinnovo annuale, indicativamente contenuto, ma le cifre cambiano da Registrar a Registrar: leggi il listino prima di comprare e attiva il rinnovo automatico.
I testi che funzionano: chi sei, cosa fai, dove, come si prenota
I testi sono la parte che tutti rimandano e che decide tutto. Non servono pagine lunghe: servono quattro risposte chiare, in quest'ordine.
- Chi sei. Nome, mestiere, da quanto lo fai, dove hai imparato. Tre righe in prima persona: "Sono Giulia, faccio ceramica a Faenza dal 2015, ho un laboratorio con quattro torni" vale più di qualsiasi "eccellenza artigiana".
- Cosa fai. Una sezione per ogni cosa che vendi davvero: pezzi su ordinazione, riparazioni, workshop. Per ogni voce: cosa include, per chi è, quanto dura, quanto costa. Se il prezzo dipende, scrivi da cosa dipende.
- Dove. Indirizzo completo, come si arriva, dove si parcheggia, se serve suonare. Per un laboratorio in cortile è la differenza fra un cliente che entra e uno che telefona.
- Come si prenota o si chiede un preventivo. Un solo canale principale, spiegato: "scrivimi qui, rispondo entro due giorni lavorativi", oppure un calendario con date e bottone. Per i workshop, di' subito se serve un acconto e come si paga.
Scrivi come parli: frasi corte, niente aggettivi in fila, niente "passione" ogni due righe. E una regola per la home: in cinque secondi devo capire cosa fai e dove; se devo scorrere, è da rifare.
Pagina pubblica, calendario dei workshop e acconto online: l'incasso arriva direttamente sul tuo conto Stripe, 0% di commissioni sull'incasso.
Apri il tuo profilo Maker gratuito su HandsomeLe foto: poche, vere, tue
Per un artigiano le foto sono il testo principale. Per la prima versione non serve un fotografo: servono luce naturale, un telefono recente e mezz'ora con il laboratorio in ordine.
- Quattro soggetti bastano: il laboratorio, le mani al lavoro, il pezzo finito, tu. Chi prenota un workshop vuole vedere il posto e la faccia di chi insegna.
- Orizzontali per il sito, verticali per i social. Scatta entrambe le versioni nello stesso momento, così non le rifai.
- Ridimensiona prima di caricare. Una foto del telefono pesa molto più di quanto serve sul web e rallenta la pagina.
- Niente foto d'archivio. Una mano generica su un tornio generico si riconosce subito e dice il contrario di quello che vuoi dire.
La scheda Google: spesso porta più gente del sito
Il Profilo dell'attività su Google (Google Business Profile) è la scheda che compare su Maps e nei risultati di ricerca quando qualcuno cerca "laboratorio ceramica" nella tua zona. Google conferma che aggiungere o rivendicare la propria attività non ha alcun costo e che, dopo la verifica, i clienti la trovano su Ricerca e Maps. Per chi ha un laboratorio fisico è la cosa più efficace di tutta questa guida.
- Compila tutto: categoria, indirizzo (o area servita, se lavori a domicilio), orari veri, telefono, link al sito.
- Carica le stesse foto del sito: laboratorio, lavoro, tu.
- Chiedi una recensione a ogni cliente contento, subito dopo la consegna o il workshop: cinque recensioni vere valgono più di qualsiasi tema grafico.
- Prova sito e scheda dal telefono. Google usa la versione mobile delle pagine per indicizzare e posizionare i siti (mobile-first indexing): se sul telefono il bottone "prenota" non si vede, è come se non ci fosse.
Quanto tempo ci vuole davvero
Meno di quanto si teme per lo strumento, più di quanto si pensa per i contenuti. Un ordine realistico, senza contare le pause.
- Testi e foto: un pomeriggio ciascuno. È il lavoro vero. Se li prepari prima di aprire il builder, tutto il resto scorre.
- Dominio e strumento: un'ora. Registrazione, account, un tema semplice. Non provarne dieci.
- Montaggio: una giornata su un builder, indicativamente qualche giorno in più su WordPress fra hosting, installazione, tema e i due o tre plugin che servono davvero.
- Scheda Google: mezz'ora per compilarla, più i giorni della verifica, che dipendono dal metodo che Google propone per la tua attività.
Il sito non è mai finito, e va bene così: la prima versione deve rispondere alle quattro domande e avere un bottone che funziona.
Cosa puoi rimandare (e cosa no)
- Rimanda: il blog, la versione inglese fatta bene, la newsletter, il negozio online, il logo definitivo, le animazioni, il plugin di prenotazioni con dieci opzioni.
- Non rimandare: HTTPS attivo, telefono ed email visibili in ogni pagina, la scheda Google, il controllo dal telefono, la risposta alla domanda "come si prenota".
Se fai workshop, il punto più delicato è proprio l'ultimo. Gestire date, posti e acconti su un sito fai-da-te significa tenere insieme calendario, modulo e pagamento con strumenti diversi: abbiamo confrontato 7 metodi per gestire le prenotazioni, e quasi tutti reggono finché le prenotazioni sono poche.
L'alternativa: profilo Handsome gratuito, e il sito resta utile
Se il tuo obiettivo principale è far prenotare workshop ed esperienze, per la parte difficile c'è una strada più corta. Su Handsome il profilo Maker è gratuito: hai una pagina pubblica con il laboratorio, i workshop con date e posti, e il catalogo dove ti trovano anche i clienti che non ti cercavano. Il cliente paga online un acconto e salda il resto in loco; l'incasso va direttamente sul tuo conto Stripe e Handsome applica 0% di commissioni sull'incasso: restano solo le commissioni di Stripe. Chi vuole strumenti in più ha l'abbonamento facoltativo Maker Pro (9,90 euro al mese o 95 all'anno).
Il sito non diventa inutile. Resta il posto dove racconti chi sei, mostri i pezzi su ordinazione e gestisci le richieste che non sono workshop: dal sito metti un link "prenota un workshop" che porta al profilo, e hai tutte e tre le funzioni coperte. Il confronto completo fra fai-da-te e piattaforma è in Sito web + Calendly o Handsome.
Domande frequenti
- Serve la partita IVA per aprire un sito?
- Per un sito vetrina no: dominio e hosting si possono intestare a una persona fisica. Nel momento in cui incassi entrano in gioco le regole fiscali della tua attività: chiedilo al commercialista prima di mettere online i prezzi.
- Meglio .it o .com?
- Se lavori in Italia, .it è la scelta naturale per chi ti cerca. Se hai o vuoi clienti stranieri, registra anche il .com e fallo puntare allo stesso sito, così nessuno finisce sul dominio di qualcun altro.
- Posso usare solo Instagram al posto del sito?
- Instagram serve a farsi vedere, non a farsi trovare: chi cerca su Google "corso ceramica" con il nome della tua città non arriva sul tuo profilo. Sito e scheda Google rispondono alle ricerche; Instagram alimenta il passaparola. Servono entrambi.
- Quanto costa mantenere un sito ogni anno?
- Tre voci: rinnovo del dominio, hosting o canone del builder, eventuali tema e plugin a pagamento. Le cifre cambiano spesso e dipendono dal fornitore: guarda i listini di rinnovo, non le offerte del primo anno.
- Se apro il profilo Handsome mi serve ancora il sito?
- Per i workshop no: pagina, calendario, acconto e incasso sono già pronti. Il sito resta utile per il resto del tuo lavoro e per il dominio a tuo nome: la cosa più semplice è tenerli entrambi e collegarli.
Workshop con date e posti, acconto online e incasso diretto sul tuo conto Stripe. Il sito lo fai con calma.
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