A fine novembre, sulle colline alle spalle di Pesaro, un borgo di poche strade decide di spegnersi. Non è un guasto: è il programma. Per quindici minuti l'illuminazione elettrica va giù e restano solo le fiamme. È il momento che tutti aspettano, e dura poco. Il resto della giornata è un mercatino di Natale come tanti. Il materiale che gli dà il nome, invece, merita più attenzione di quanta ne riceva.
Che cos'è Candele a Candelara
Candelara è una frazione del Comune di Pesaro: un castello di collina intorno ai 180 metri sul livello del mare, con mura e porta ancora leggibili. Nei fine settimana fra fine novembre e dicembre ospita una festa dedicata alle candele, organizzata dalla Pro Loco locale. Banchi, laboratori, musica lungo le strade del borgo. E due interruzioni programmate della luce elettrica, che sono la ragione per cui la gente arriva da fuori regione.
Il momento dello spegnimento
Quindici minuti sono pochi e passano in fretta. Conviene essere dentro il borgo almeno mezz'ora prima, con una posizione già scelta: una salita, uno slargo, un affaccio sulle mura. Nel buio la fiamma non illumina lontano, illumina vicino, e cambia completamente il modo in cui vedi le facciate e le persone intorno. Se hai bambini piccoli, tienili per mano prima che le luci vadano giù, non dopo. Se vuoi fotografare, appoggia il telefono a un muretto invece di alzare le braccia sopra la folla.
La cera come mestiere
Sui banchi trovi tre famiglie di materiali, e non si comportano allo stesso modo. La cera d'api è la più antica: fonde intorno ai 62-65 gradi, è più dura, brucia lenta e ha un odore suo che non serve profumare. Le cere vegetali, soia in testa, fondono molto più in basso, intorno ai 50 gradi: sono morbide, tengono bene le fragranze, ma perdonano meno gli errori di stoppino. La paraffina è un derivato del petrolio, costa poco ed è la base di gran parte delle candele industriali. Una candela non è cara o economica per la forma: lo è per cosa c'è dentro.
Colata, immersione, stampo
- Colata: la cera fusa viene versata in un contenitore o in una forma con lo stoppino già in posizione. È la tecnica delle candele in vasetto, la più semplice da imparare e la più facile da sbagliare se la cera si raffredda troppo in fretta.
- Immersione: lo stoppino viene tuffato nella cera decine di volte, e a ogni passaggio guadagna uno strato. È il metodo delle candele affusolate. Si vede a occhio se il lavoro è stato fatto con calma: gli strati restano regolari.
- Stampo: la cera si cola dentro una forma rigida o in silicone e si estrae quando ha ritirato. Permette le sagome, ma richiede di conoscere il ritiro del materiale, che è diverso per ogni cera.
Lo stoppino decide quasi tutto
È la parte che i visitatori guardano meno e che invece determina la riuscita. Lo stoppino va scelto in proporzione al diametro della candela e al tipo di cera. Troppo sottile, non riesce a fondere fino al bordo e la fiamma si scava una galleria al centro lasciando le pareti intatte. Troppo grosso, la fiamma diventa alta, consuma in fretta e produce fuliggine. Chi lavora la cera per mestiere fa prove di combustione prima di mettere un prodotto in vendita: è la differenza vera fra un oggetto fatto a mano e un oggetto fatto a caso.
- Fuma e annerisce il vetro: stoppino sovradimensionato, oppure troppo lungo. Accorcialo a pochi millimetri prima di ogni accensione.
- Cola sul mobile: quasi sempre è una corrente d'aria che spinge la fiamma da un lato. Sposta la candela, non incolpare la cera.
- Scava un pozzo e lascia le pareti: stoppino troppo sottile per quel diametro. Da nuova, lasciala accesa finché la pozza di cera arriva al bordo.
Come organizzare la visita
- Scegli la fascia oraria in base a cosa vuoi vedere. La mattina è più tranquilla e costa meno, ma gli spegnimenti sono nel tardo pomeriggio: se vieni per quelli, il biglietto è quello pieno.
- Punta al primo spegnimento delle 17.30 se sei con bambini: il secondo cade quando la stanchezza è già arrivata.
- In auto, uscita A14 Pesaro-Urbino. Non puntare direttamente al borgo: l'organizzazione chiede di lasciare la macchina a Pesaro, vicino a una delle sette fermate del bus navetta gratuito, e di salire con quello. Le aree di sosta per camper e i parcheggi pullman sono solo su prenotazione (info@candelara.com).
- In treno, scendi a Pesaro. La stazione ferroviaria è una delle fermate della navetta gratuita per il borgo: verifica sul programma dell'anno gli orari, perché cambiano di edizione in edizione.
- Scarpe chiuse con suola che tiene, e uno strato in più di quello che pensi. Si sta fermi al freddo, in salita, al buio.
Il borgo, oltre il mercatino
Vale la pena arrivare con un'ora di anticipo e girare prima che si riempia. Candelara è stata comune autonomo fino al 1929, quando è stata aggregata a Pesaro insieme ad altre quattro frazioni collinari, e la struttura difensiva si legge ancora: la cinta, la porta, il rapporto fra il castello e la campagna sotto. Poco distante c'è la pieve dedicata a Santo Stefano. La tradizione locale lega il castello a Federico Barbarossa, che vi avrebbe trovato rifugio dopo la sconfitta di Legnano del 1176: un episodio che le fonti storiche non confermano — l'imperatore si ritirò a Pavia — ma che il borgo racconta ancora. Fuori dalle date della festa, il borgo è un posto silenzioso: due cose diverse, entrambe interessanti.
Una lavorazione che si impara in due ore
C'è un motivo pratico per cui la cera funziona così bene nei laboratori aperti al pubblico. Non serve un forno da mille gradi, non serve aspettare due settimane di essiccazione, non serve la forza nelle mani. Si fonde, si versa o si immerge, si aspetta che rassodi e si torna a casa con l'oggetto finito quel giorno. È una delle poche lavorazioni in cui il tempo del corso coincide con il tempo del risultato. Chi scopre la cosa a un mercatino di dicembre spesso ci torna a marzo, quando il laboratorio è mezzo vuoto e si può fare qualche domanda in più al Maker che lo conduce.
Domande frequenti
- Quando si spengono le luci a Candelara?
- Ogni giorno di apertura ci sono due spegnimenti programmati dell'illuminazione elettrica, alle 17.30 e alle 18.30, di quindici minuti ciascuno. Controlla il programma ufficiale dell'anno: è l'unica fonte che fa fede.
- Quanto costa entrare?
- Per l'edizione 2026 il contributo d'ingresso è di 4 euro per chi entra prima delle 13 e di 6 euro per chi entra dopo. I minori di 10 anni entrano gratis.
- Come si arriva senza auto?
- Il riferimento è la stazione di Pesaro, che è una delle fermate del bus navetta gratuito per Candelara. Anche chi arriva in auto è invitato a lasciarla in città vicino a una delle fermate e a salire con la navetta. Gli orari cambiano di anno in anno, quindi vanno verificati sul programma prima di partire.
- Le candele artigianali durano davvero di più?
- Dipende dalla cera e dallo stoppino, non dall'etichetta. A parità di dimensioni la cera d'api, che fonde a temperatura più alta, brucia più lentamente della paraffina. Ma una candela ben fatta con uno stoppino giusto dura più di una candela cara con uno stoppino sbagliato.




