Se guardi una cartina delle Marche, la fascia che corre lungo i Monti Sibillini è quella dove i nomi si diradano. È anche la parte che il terremoto del 2016 ha colpito più duramente, e che da allora sta ricostruendo pezzo per pezzo — comprese le botteghe.
Sarnano
Il borgo sale a spirale su una collina, tutto in mattoni rossi, e dall'alto la vista arriva ai Sibillini. È uno di quei posti che si girano senza itinerario: si sale e basta. In basso, il percorso delle cascate segue il torrente fra pozze e salti d'acqua — d'estate ci si fa il bagno, in autunno è una passeggiata.
Gli altri borghi
- Amandola, porta dei Sibillini, con il mercato e i prodotti di montagna.
- Visso, duramente colpita dal sisma e in ricostruzione, nel cuore del Parco Nazionale.
- Montefortino e le gole dell'Infernaccio, per chi cammina.
- San Ginesio, che si affaccia sulla vallata con un panorama che vale la deviazione.
I mestieri che tornano
In queste valli l'artigianato non è folklore per turisti: era l'economia, e in parte lo è ancora. Tessitura, legno, ceramica, lavorazione della lana. Alcune botteghe hanno riaperto dopo anni di container, e diverse hanno cominciato ad accogliere persone: partecipare a un laboratorio qui è anche un modo di far girare l'economia di un posto che ne ha bisogno.
Ci sono territori dove comprare qualcosa fatto a mano non è un souvenir. È un voto.




