Senigallia è conosciuta per una cosa sola, e quella cosa è lunga tredici chilometri: la spiaggia di velluto, sabbia finissima che le ha dato il nome turistico. Il paradosso è che il periodo in cui la città si gode meglio è quello in cui la spiaggia è vuota.
Il centro, a piedi
- La Rocca Roveresca, fortezza quattrocentesca in pieno centro, con cortili e camminamenti visitabili.
- Il Foro Annonario, il mercato circolare neoclassico: è il posto dove si capisce come mangia davvero la città.
- La Rotonda a Mare, il padiglione sull'acqua che è l'immagine cartolina di Senigallia e ospita mostre ed eventi.
- Il Portico della Misericordia e le vie del centro, che si girano in mezza giornata senza fretta.
La cucina, che qui è una cosa seria
Senigallia è una delle poche città italiane di questa dimensione ad avere una reputazione gastronomica nazionale. Attorno alla ristorazione d'autore è cresciuta una filiera di prodotti e di mestieri — pasta fresca, pane, pesce dell'Adriatico — che si può incontrare anche senza sedersi a un tavolo stellato.
Le mani
Nell'entroterra a pochi minuti dalla costa ci sono laboratori di ceramica e di vetro che lavorano tutto l'anno, e alcuni aprono la porta a chi vuole provare. È il modo migliore per portarsi a casa qualcosa che non sia una fotografia: un oggetto fatto da te, in un pomeriggio.
Dove andare nei dintorni
Verso l'interno si sale in fretta fra le colline: Corinaldo con la sua cinta muraria intatta, Arcevia e i suoi castelli, la valle del Misa. Sono a mezz'ora di auto e cambiano completamente paesaggio rispetto alla costa.




