Il Pantheon è progettato per farsi bagnare. L'oculo in cima alla cupola è un'apertura vera, di circa nove metri di diametro, e quando piove l'acqua entra davvero: per questo il pavimento della rotonda è leggermente convesso verso i lati e concavo al centro, dove si aprono ventidue fori di scolo collegati alle canalizzazioni sottostanti. È il modo giusto di cominciare: qui la pioggia non è un guasto del programma, è una variabile messa in conto da quasi duemila anni.
E a Roma piove più di quanto la cartolina lasci credere. Le medie della stazione di Roma Urbe, trentennio 1971-2000, danno 798,5 millimetri d'acqua all'anno su 79 giorni; quelle dell'aeroporto di Ciampino sono quasi identiche, 792,8 millimetri sempre su 79 giorni. Non è una città piovosa alla maniera del nord Europa: è una città che prende molta acqua in poco tempo.
Quando piove davvero: l'autunno, e non di poco
Il dato che conta non è il totale, è la distribuzione. A luglio l'Urbe registra 21 millimetri di media; a ottobre 107 e a novembre 109,9. Due mesi soli valgono più di un quarto della pioggia dell'anno, e a Ciampino il conto torna, con novembre a 112,6 millimetri. In giorni: fra ottobre e dicembre se ne contano otto o nove al mese.
Vuol dire che se vieni a Roma quattro giorni a novembre, la probabilità che almeno uno sia bagnato è alta. Non è un problema: è una variabile da mettere nel programma prima di partire. La differenza fra una giornata storta e una buona, qui, si decide la sera prima.
L'arte gratis sta nelle chiese, e con la pioggia sono vuote
È la particolarità romana che si sfrutta di meno: una parte enorme di quello che vale sta dentro chiese aperte, senza biglietto e senza prenotazione. In una giornata d'acqua è la risorsa più sottovalutata che hai.
Poco più in là, in piazza Sant'Ignazio, c'è la chiesa che ha risolto un problema con la prospettiva. Sant'Ignazio di Loyola non ha una cupola: al suo posto Andrea Pozzo dipinse una finta cupola su tela e, sulla volta, la *Gloria di Sant'Ignazio*, un'architettura immaginaria che si apre verso l'alto; i due interventi occupano gli anni fra il 1685 e il 1694. Nel pavimento della navata un disco di marmo giallo antico segna il punto esatto da cui la prospettiva della volta funziona; un secondo disco, più avanti verso l'altare, è quello da cui guardare la cupola che non esiste. L'ingresso è gratuito.
Poco più in là, in piazza Sant'Ignazio, c'è la chiesa che ha risolto un problema con la prospettiva. Sant'Ignazio di Loyola non ha una cupola: al suo posto Andrea Pozzo dipinse nel 1685 una cupola finta su tela, e sulla volta la *Gloria di Sant'Ignazio*, un'architettura immaginaria che si apre verso l'alto. Nel pavimento un disco dorato segna il punto esatto da cui la prospettiva funziona; un secondo segno, più avanti, è quello da cui guardare la cupola che non esiste.
Se hai venti minuti e sei vicino a Santa Maria Maggiore, entra in Santa Prassede: dalla navata destra si accede al sacello di San Zenone, un ambiente piccolissimo interamente rivestito di mosaici, voluto da papa Pasquale I nel IX secolo come cappella funeraria per la madre Teodora. Con il sole non lo cerca nessuno; con la pioggia ti resta addosso.
I musei che si mangiano un pomeriggio intero
Quando non smette per ore serve un posto che regga da solo mezza giornata. Questi lo fanno.
- Museo Nazionale Romano – Palazzo Massimo alle Terme, accanto a Termini. Quattro piani; al secondo sono state rimontate intere stanze dipinte, fra cui il giardino affrescato che decorava un ambiente sotterraneo della villa di Livia a Prima Porta.
- Centrale Montemartini (via Ostiense 106). Una centrale termoelettrica inaugurata il 30 giugno 1912 e dismessa nel 1968, riaperta dal 1997 come secondo polo dei Musei Capitolini: statue antiche fra turbine e motori diesel, più le carrozze del treno di Pio IX nell'ex sala caldaie. Metro B, Garbatella.
- Palazzo Barberini. Sulla volta del salone il *Trionfo della Divina Provvidenza* di Pietro da Cortona, dipinto fra il 1632 e il 1639. Ai lati dell'ingresso, due scale: lo scalone quadrato di Bernini e la scala elicoidale ovale attribuita a Borromini.
- Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. La villa cinquecentesca di papa Giulio III, con i materiali degli scavi dell'Etruria meridionale: Vulci, Cerveteri, Veio, Pyrgi. Da martedì a domenica.
- Palazzo delle Esposizioni (via Nazionale 194). Oltre diecimila metri quadrati su tre piani, con sala cinematografica e caffetteria: si entra per una mostra e si esce tre ore dopo. Chiuso il lunedì.
- MAXXI (Flaminio, ingresso su via Guido Reni). Il museo nazionale delle arti del XXI secolo, progettato da Zaha Hadid sull'area dell'ex caserma Montello e diviso in due sezioni, arte e architettura.
Due note pratiche. Ai Musei Capitolini i due palazzi su piazza del Campidoglio sono collegati da una galleria sotterranea scavata negli anni Trenta, che porta anche al Tabularium: si passa da un edificio all'altro senza uscire all'aperto. E il biglietto unico del Museo Nazionale Romano, 15 euro interi, vale una settimana dal primo ingresso e copre Palazzo Massimo, Palazzo Altemps e le Terme di Diocleziano; la Crypta Balbi resta chiusa al pubblico, le sedi chiudono il lunedì e la prenotazione va fatta per ogni sede che vuoi visitare.
Gli interni che nessuno cerca quando c'è il sole
A pochi minuti dalla Fontana di Trevi, fra via Marco Minghetti e piazza dell'Oratorio, si apre la Galleria Sciarra: un cortile coperto da una volta di ferro e vetro, realizzato per il principe Maffeo Barberini Colonna di Sciarra su progetto di Giulio De Angelis. Le pareti sono dipinte da cima a fondo da Giuseppe Cellini, a encausto, fra il 1885 e il 1888, sul tema della *Glorificazione della donna*. È un passaggio privato ma aperto nei giorni feriali negli orari d'ufficio: si entra gratis, senza biglietto e senza prenotazione.
Nella stessa zona due gallerie private sono rimaste case di famiglia. La Galleria Colonna apre il sabato mattina in accesso libero e il venerdì mattina su prenotazione, con visita guidata; sulla rampa di scale che scende alla Sala Grande è incastrata una palla di cannone arrivata lì nel 1849, durante l'assedio francese alla Repubblica Romana. La Galleria Doria Pamphilj, in via del Corso 305, appartiene ancora alla famiglia, che abita il palazzo e apre al pubblico le sale della quadreria: dentro c'è il ritratto di Innocenzo X di Velázquez.
Con i bambini, se piove tutto il giorno
- Explora, il museo dei bambini di Roma, in via Flaminia 82, a pochi minuti da piazza del Popolo. Si entra solo con biglietto a fascia oraria, in turni di un'ora e tre quarti a orari fissi. Chiuso il lunedì.
- Museo Civico di Zoologia (via Ulisse Aldrovandi 18), da martedì a domenica. La sala della balena, con la balenottera comune lunga sedici metri, tiene l'attenzione più di quanto immagini.
- Planetario di Roma (piazza Giovanni Agnelli 10, all'EUR). Una cupola-schermo di quattordici metri e novantotto poltrone su tre anelli concentrici; gli spettacoli sono a orari fissi, quindi il programma si guarda prima di uscire.
L'unica attività che con la pioggia migliora davvero
C'è una categoria di cose da fare che con il sole non sceglieresti mai e che sotto l'acqua diventa la scelta migliore della giornata: un laboratorio artigianale. Due o tre ore a un tavolo, un materiale davanti e qualcuno che ti insegna a lavorarlo. Non è un museo dove guardi e non è un bar dove aspetti che spiova: alle sei del pomeriggio hai in mano una cosa che prima non esisteva.
Funziona per una ragione pratica, prima ancora che romantica: ha un orario d'inizio, uno spazio chiuso e una durata dichiarata. Non dipende dal meteo e non ti chiede di camminare da nessuna parte una volta entrato. Le discipline che stanno dentro una sessione singola sono parecchie: ceramica al tornio o a mano, mosaico, gioielleria, legatoria, lavorazione della pelle, serigrafia, tessitura, profumeria.
Un'avvertenza onesta: la ceramica quasi mai si porta a casa lo stesso giorno, perché il pezzo deve asciugare e passare in forno. Di solito si ritira dopo qualche settimana o si fa spedire, ed è meglio saperlo prima di prenotare se sei a Roma per un fine settimana.
Qualunque sia la disciplina, ci sono cinque cose da chiedere prima di confermare:
- Quanto dura davvero la sessione, dall'accoglienza al momento in cui si pulisce il tavolo.
- Che cosa esce dalle tue mani e quando ce l'hai fisicamente: stesso giorno, ritiro successivo o spedizione.
- Quante persone ci sono al tavolo: sotto le otto si lavora, sopra si guarda lavorare.
- Come ci si arriva con i mezzi, perché con la pioggia il tragitto pesa quanto il laboratorio.
- Che cosa è compreso nel prezzo, materiali inclusi.
Su Handsome i laboratori si prenotano online e il prezzo che vedi è quello che paghi, senza costi aggiunti al pagamento. Su Roma, però, va detta com'è: il catalogo romano non c'è ancora. I Maker attivi oggi sono concentrati fra Marche, Romagna ed Emilia, e la pagina di Roma serve a farsi trovare mentre l'offerta si costruisce. Se la disciplina che cerchi non compare, ricontrolla fra qualche settimana.
Il catalogo romano è in costruzione: se non trovi la disciplina che cerchi, riprova più avanti.
Guarda la pagina di Roma su HandsomeCome si incastra una giornata di pioggia a Roma
- La sera prima scegli una cosa sola a orario fisso e prenotala: è l'unico impegno vero della giornata.
- Mattina: la cosa prenotata, presto, prima che la pioggia sposti al coperto chi aveva previsto di stare fuori.
- Poi due o tre chiese nello stesso raggio di strade, gratis e senza fila, ricordando che molte chiudono per qualche ora.
- Pranzo: mangia dove sei, non dove avevi immaginato. Ogni chilometro in più è tempo buttato.
- Pomeriggio: un blocco lungo. Un museo che regge tre ore, o un laboratorio se vuoi tornare a casa con qualcosa in mano.
Se vuoi capire dove stanno davvero le botteghe in città, il pezzo giusto è workshop artigianali a Roma: 5 quartieri segreti. E se i pavimenti antichi ti hanno fatto venire voglia di provare, la tecnica romana del mosaico, non quella bizantina spiega di che cosa si parla quando si dice mosaico.
Domande frequenti
- Cosa si fa a Roma quando piove, senza mettersi in fila?
- Le chiese sono la risposta più rapida: San Luigi dei Francesi, Sant'Ignazio e Santa Prassede si visitano gratis e senza prenotazione. Per restare al chiuso più a lungo funzionano i musei fuori dal centro turistico, come la Centrale Montemartini.
- Qual è il periodo più piovoso a Roma?
- L'autunno. Secondo le medie 1971-2000 della stazione di Roma Urbe, ottobre porta 107 millimetri e novembre 109,9, contro i 21 di luglio; a Ciampino novembre arriva a 112,6. Fra ottobre e dicembre si contano otto o nove giorni di pioggia al mese.
- Con i bambini, dove si va a Roma se piove?
- Explora in via Flaminia entra a turni di un'ora e tre quarti ed è chiuso il lunedì; il Museo Civico di Zoologia ha la sala della balena, da martedì a domenica; il Planetario all'EUR proietta a orari fissi, quindi il programma si guarda prima.
- Ha senso prenotare un laboratorio artigianale come piano per la pioggia?
- Sì: ha un orario di inizio, uno spazio chiuso e una durata dichiarata, ed è l'unica attività che il meteo non tocca. Va detto però che su Handsome il catalogo di Roma non è ancora attivo: la cosa sensata è controllare la pagina della città e ripassarci più avanti.
Una giornata di pioggia a Roma non è persa: è quella in cui la città smette di essere una cartolina e diventa una successione di stanze, cortili e volte dipinte. E se vuoi che ne resti qualcosa, un pomeriggio con le mani dentro un materiale è il souvenir che nessun negozio del centro può venderti.
Oggi i Maker attivi sono fra Marche, Romagna ed Emilia: il catalogo romano è in costruzione.
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