La pioggia a Firenze ti toglie il piazzale Michelangelo, il giardino di Boboli e la passeggiata sull'Arno. In cambio ti dà musei semivuoti e artigiani che hanno tempo di parlare, che sono le due cose più difficili da avere in questa città quando c'è il sole.
Ecco come si costruisce una giornata al coperto che non è un ripiego.
La regola: prenota la mattina, improvvisa il pomeriggio
I musei grandi con la pioggia si riempiono. Uffizi, Accademia e Palazzo Pitti sono la prima idea di tutti quelli che avevano in programma di stare fuori, e alle undici la fila c'è comunque. Se li vuoi, vanno prenotati la sera prima con orario di ingresso.
Il pomeriggio invece è il momento buono per i posti piccoli, dove non c'è mai coda perché non ci va nessuno.
I musei che restano vuoti anche quando piove
- Il Museo dell'Opificio delle Pietre Dure: dieci sale sul commesso fiorentino, la tecnica con cui si costruisce un quadro accostando lastre di pietra invece di stendere colore. Piccolo, si gira in un'ora.
- Il Museo di Palazzo Davanzati: una casa fiorentina del Trecento rimasta casa, con le stanze arredate. Ti spiega come si viveva meglio di qualunque pannello didattico.
- Il Museo dell'Opera del Duomo: qui sono finite le opere originali tolte dalla facciata e dal Battistero. Fuori, quello che guardi in piazza, sono in buona parte copie.
- La Galleria Palatina dentro Palazzo Pitti: quadri appesi come li appendevano i granduchi, tre file uno sopra l'altro, non in ordine da manuale.
Le botteghe: l'opzione che quasi nessuno considera
Un laboratorio artigiano è il posto più asciutto e più interessante di una città sotto la pioggia, e ha un vantaggio che il museo non ha: qualcuno ti parla.
A Firenze ci sono botteghe di ceramica, legatoria, carta marmorizzata, pelletteria, oreficeria, mosaico e tessitura che tengono corsi di due o tre ore, spesso in gruppi da quattro a otto persone. Non serve saper fare niente, e alla fine porti a casa un oggetto che hai fatto tu — che è l'unico souvenir di Firenze che nessun altro ha.
Come si sceglie senza sbagliare
- Guarda quante persone ci stanno. Sopra le dieci, non è un laboratorio: è una dimostrazione con un pezzo da portare via.
- Chiedi cosa si porta a casa e quando. Alcune lavorazioni — la ceramica cotta, per esempio — richiedono giorni: o si spedisce, o si ritira dopo.
- Verifica chi conduce. Se il nome della persona che lavora non compare da nessuna parte, è un segnale.
- Leggi le recensioni di chi c'è stato davvero, non il numero di stelle.
Il resto della giornata
- Il Mercato Centrale a San Lorenzo: il piano terra è mercato alimentare, il piano sopra è tutto coperto e ci si può stare seduti a lungo.
- Le farmacie storiche del centro: si entra, si guarda, non si è obbligati a comprare. Le sale valgono la visita da sole.
- Le chiese: Santa Maria Novella, Santa Croce, il Carmine con la Cappella Brancacci. Sono musei che nessuno chiama musei.
- Una libreria antiquaria o una legatoria: a Firenze la carta è un mestiere serio, e si vede.
Due cose da non fare
Non aspettare che smetta. In una città dove tutto è dentro qualcosa, la pioggia costa solo il tempo che passi a guardare fuori dalla finestra dell'albergo.
Non comprare l'ombrello del primo banchetto. Dura un temporale. Se piove sul serio, meglio una giacca e mani libere: in bottega l'ombrello è un impiccio.
Domande frequenti
- Conviene prenotare i musei se piove?
- Sì, soprattutto Uffizi, Accademia e Pitti: con la pioggia si riempiono di chi aveva in programma attività all'aperto. Prenota con orario di ingresso la sera prima.
- Quanto dura un laboratorio artigiano?
- In genere dalle due alle tre ore. Alcune lavorazioni che richiedono cottura o asciugatura prevedono ritiro successivo o spedizione dell'oggetto.
- Serve esperienza per partecipare?
- No. I laboratori per visitatori partono da zero: il Maker prepara materiali e attrezzi e ti segue passo per passo.
- Qual è il museo più sottovalutato di Firenze?
- Palazzo Davanzati e il Museo dell'Opificio delle Pietre Dure sono i due che restano vuoti anche in alta stagione, e si visitano entrambi in circa un'ora.
Al coperto, con posti veri e il Maker che ti segue.
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