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Cosa fare a Brisighella: i tre colli, la Via degli Asini e l'olio

·8 min·Team Handsome
Cosa fare a Brisighella: i tre colli, la Via degli Asini e l'olio

Foto: Pexels (15905748) — licenza Pexels

Brisighella è in provincia di Ravenna, a 12 km da Faenza, 50 da Ravenna e 70 da Bologna: ci si arriva in auto dalla SS 302 o in treno sulla linea Faentina. È uno de I Borghi più belli d'Italia e ha la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Il centro è piccolo e si gira tutto a piedi, quindi una giornata basta davvero. Qui sotto trovi cosa vedere, cosa è vero della storia che ti raccontano sulla Via degli Asini e — con una premessa onesta sulle distanze — come aggiungere al viaggio un laboratorio artigiano.

Tre colli, tre monumenti

Il borgo sta stretto nella bassa valle del Lamone, ai piedi dell'Appennino tosco-romagnolo, e sopra ha tre speroni di roccia gessosa. Su ognuno c'è un edificio, e sono i tre monumenti che compaiono in qualsiasi fotografia del paese. Non è una scenografia pensata per i visitatori: erano posizioni di controllo, e lo capisci appena inizi a salire.

  • Rocca Manfrediana, costruita nel 1310 dai Manfredi, signori di Faenza. Conserva i fori per le catene del ponte levatoio, le mensole e le feritoie, il camminamento di ronda sulle mura. Passò a Cesare Borgia tra il 1500 e il 1503, poi a Venezia dal 1503 al 1509, che aggiunse il torrione grande e le mura difensive.
  • Torre dell'Orologio, in blocchi squadrati di roccia gessosa, il cui impianto originario si deve a Maghinardo Pagani. Quella che vedi oggi è la ricostruzione completa del 1850, quando fu montato anche l'orologio a sei ore.
  • Santuario del Monticino, l'edificio attuale è del 1758 e custodisce una formella in terracotta policroma del 1626, di autore ignoto. La facciata fu rifatta nel 1926 su progetto di Edoardo Collamarini, gli affreschi interni sono del 1854, del faentino Savino Lega.

Si salgono a piedi partendo dal centro. Non è alpinismo, ma è una salita vera, con scalinate e tratti sterrati: scarpe chiuse, e d'estate una bottiglia d'acqua. Se le gambe sono poche, scegline uno solo e prenditela con calma — il motivo per cui ci si sale è guardare il borgo dall'alto, e da tutti e tre lo si guarda.

La Via del Borgo, detta degli Asini: cosa fu davvero

Il nome ufficiale è Via del Borgo. È una strada sopraelevata che corre coperta dentro i palazzi e prende luce da una fila di arcate di larghezza diversa, affacciate sulla piazza sottostante. Non è un portico e non è un vicolo: è un piano intero di case attraversato da una strada, e in Italia non è facile trovarne un'altra uguale. Essendo coperta, è anche una delle poche cose che a Brisighella funzionano con la pioggia.

L'origine è militare. La Via del Borgo nasce intorno al XIV secolo come camminamento di ronda: era il baluardo difensivo più antico dell'abitato e all'epoca era scoperta. Quando la funzione militare venne meno, la strada fu coperta e inglobata negli edifici che le crebbero attorno, diventando abitazione. Le fonti ufficiali del borgo non indicano l'anno preciso di questo passaggio, quindi diffida di chi te lo dice al centesimo.

Gli asini arrivano dopo. Il quartiere fu abitato dai birocciai, i carrettieri che portavano a valle il gesso estratto dalle cave sopra il paese, nella zona del Monticino, usando piccoli asini. La struttura racconta ancora quel mestiere: le stalle stavano davanti alle arcate, le abitazioni ai piani superiori, e le birocce venivano ricoverate in grandi ambienti scavati nel gesso che si aprivano sulla piazza. Da lì il soprannome, che ormai ha superato il nome vero.

Riassunto onesto: prima camminamento difensivo del XIV secolo, poi strada coperta e abitata, poi quartiere dei birocciai del gesso. Non è nata come "via degli asini", e non è una galleria scavata nella roccia come si legge in giro: è una strada sopraelevata che passa dentro i palazzi.

L'olio DOP e il gesso: due prodotti dello stesso paesaggio

L'Olio Extravergine di Oliva Brisighella DOP si produce nei territori amministrativi dei comuni di Brisighella, Faenza, Riolo Terme, Casola Valsenio e Modigliana. Il disciplinare chiede almeno il 90% di olive della varietà Nostrana di Brisighella e fissa la raccolta fra l'inizio dell'invaiatura e il 20 dicembre di ogni anno. Tradotto in pratica: se passi a novembre trovi il paese in piena campagna olearia, che è il momento in cui capisci di cosa si sta parlando invece di leggerlo su un'etichetta.

Il gesso, invece, è la pietra su cui il borgo è costruito ed è la ragione per cui esistevano i birocciai. L'estrazione sopra Brisighella si è chiusa alla fine degli anni Ottanta e l'ex cava del Monticino è diventata un Museo Geologico all'aperto, dentro il Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola: si cammina in una cava dismessa leggendo la stratigrafia sulle pareti. Si visita all'aperto, quindi con la pioggia lascia perdere e resta sotto le arcate.

Una giornata a Brisighella, in ordine

  1. Mattina presto: i colli. Sali finché l'aria è fresca. Rocca Manfrediana, Torre dell'Orologio e, se hai fiato, il Santuario del Monticino.
  2. Metà mattina: la Via del Borgo. Percorrila in entrambi i sensi. Cambia completamente a seconda di come batte la luce nelle arcate, e nel secondo passaggio guardi le cose che al primo ti sei perso.
  3. Pranzo. Cucina romagnola d'entroterra, non da spiaggia. L'olio DOP a tavola c'è quasi ovunque: vale la pena chiederlo esplicitamente e assaggiarlo da solo, sul pane.
  4. Pomeriggio: l'ex cava del Monticino. Sta nella zona del Santuario, quindi si chiude il cerchio tra il gesso delle pareti e il gesso su cui è appoggiata la strada coperta.
  5. Prima di ripartire: la spesa. Olio, e in stagione i prodotti dei colli. Regola semplice: compra dove ti fanno assaggiare prima.
Se ci vai in treno, la linea Faentina ferma a Brisighella e il borgo si raggiunge a piedi: è uno dei pochi paesi collinari della zona che si visitano bene senza auto. Controlla gli orari prima di partire, perché le corse non sono frequenti come su una linea di costa.

E un laboratorio artigiano? Parliamo di distanze

Qui va detta una cosa chiara: a Brisighella non ci sono workshop pubblicati su Handsome. Faenza, a 12 km, è la città della maiolica e sarebbe l'abbinamento naturale — se il tema ti interessa ne parliamo in Faenza, città della ceramica e in workshop di ceramica in Romagna per principianti — ma nemmeno lì, al momento, ci sono esperienze prenotabili sulla piattaforma. Preferiamo dirtelo prima che mandarti a cercare una pagina vuota.

I Maker più vicini stanno nella Romagna riminese e appena oltre il confine marchigiano: Rimini, Cattolica, Gradara, Pesaro. Da Brisighella si supera l'ora di auto, quindi non è roba da incastrare nello stesso pomeriggio. Le soluzioni realistiche sono due. La prima: due giorni, con Brisighella il sabato e il laboratorio la domenica, scendendo verso la costa, magari allungando sui borghi della Valmarecchia. La seconda: tenere le due cose separate e dedicare al laboratorio un weekend a parte. Se arrivi da fuori regione vale lo stesso ragionamento di una gita in giornata da Bologna: Brisighella è a 70 km da Bologna, i laboratori parecchio più in là.

Come si prenota un workshop su Handsome

Se scendi verso la costa e vuoi aggiungere mezza giornata dentro un laboratorio, il meccanismo è breve da spiegare e non ha sorprese al momento di pagare.

  • Prenoti online versando una caparra — 10 euro sui workshop di gruppo — e saldi in loco il giorno dell'esperienza.
  • Nessuna commissione sull'incasso del workshop: il pagamento arriva in accredito diretto sul conto del Maker.
  • La Garanzia di prenotazione da 0,50 euro a posto è già compresa nella cifra tonda che vedi indicata: quella è la cifra, non ci si aggiunge nulla dopo.
  • Cancellazione gratuita fino a 48 ore prima, che quando prenoti un weekend fuori è la voce che conta di più.

Domande frequenti

Quanto tempo serve per visitare Brisighella?
Una giornata piena basta. Il centro storico si gira a piedi e i tre colli si raggiungono con salite brevi. Se aggiungi il Museo Geologico all'aperto dell'ex cava del Monticino e una sosta lunga a pranzo, hai riempito il sabato senza correre.
Perché si chiama Via degli Asini?
Perché il quartiere era abitato dai birocciai, i carrettieri che con piccoli asini portavano a valle il gesso estratto dalle cave sopra il paese, nella zona del Monticino. Il nome ufficiale della strada resta Via del Borgo: nasce intorno al XIV secolo come camminamento difensivo, scoperto, e solo dopo fu coperta e abitata.
Qual è il periodo migliore per andarci?
Novembre, se ti interessa l'olio: il disciplinare della DOP Brisighella fissa la raccolta fra l'inizio dell'invaiatura e il 20 dicembre, quindi in quel periodo il paese lavora le olive. In primavera e in autunno le salite ai tre colli sono più comode che in piena estate. Con la pioggia, la Via del Borgo è coperta e regge; l'ex cava no.
Ci sono workshop artigiani a Brisighella su Handsome?
No, e nemmeno a Faenza al momento. Le esperienze pubblicate più vicine sono nella Romagna riminese e sul confine marchigiano — Rimini, Cattolica, Gradara, Pesaro — a oltre un'ora di auto da Brisighella. Conviene trattarle come due gite diverse, o come i due giorni di uno stesso weekend.

Le esperienze pubblicate oggi si concentrano soprattutto fra Rimini, Cattolica, Gradara e Pesaro. Città, data e ora sono sempre indicate sulla scheda: controllale prima di prenotare.

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