Tre borghi, una giornata, un'auto. Longiano, Verucchio e Montefiore Conca stanno tutti nell'entroterra alle spalle della riviera: il primo sulle prime colline in provincia di Forlì-Cesena, gli altri due in provincia di Rimini, uno in Valmarecchia e uno in Val Conca. Sono a pochi chilometri l'uno dall'altro, hanno tutti e tre una fortezza malatestiana che si visita e — cosa che cambia la giornata — hanno dentro tre cose completamente diverse. Qui trovi cosa si vede davvero in ognuno, quanto tempo serve e in che ordine conviene farli.
Perché questi tre stanno bene nella stessa giornata
Hanno una cosa in comune e tre cose diverse. In comune ci sono i Malatesta, la famiglia che ha governato Rimini e buona parte della Romagna e che in tutti e tre i paesi ha lasciato una fortezza ancora in piedi. Le tre cose diverse sono quello che ci trovi dentro, ed è il motivo per cui il giro non diventa ripetitivo: a Longiano una collezione d'arte del Novecento, a Verucchio un museo archeologico che parla di quasi tremila anni fa, a Montefiore Conca sale trecentesche affrescate e un panorama che nelle giornate limpide arriva al mare.
Sul piano dei riconoscimenti, il portale turistico della Regione Emilia-Romagna indica Longiano e Montefiore Conca tra i borghi con la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, e Verucchio e Montefiore Conca tra i Borghi più belli d'Italia. Sono etichette, ma dicono una cosa pratica: centri storici piccoli, curati e girabili interamente a piedi, con un'accoglienza pensata per chi arriva da fuori.
Longiano: un castello con dentro Morandi, Matisse e Chagall
Il Castello Malatestiano è il centro del paese in senso letterale. Il Comune ne fa risalire le origini al VII-VIII secolo e cita un documento del 1059 in cui compare già come castello difensivo. I Malatesta lo tennero dal 1290 al 1463 rinforzandolo con nuovi bastioni; nel 1519 il conte Guido Rangoni ricevette Longiano in feudo, tolse alcune fortificazioni malatestiane e aggiunse una loggia percorribile. Fino al 1989 dentro c'era il Municipio: è un edificio che ha continuato a servire a qualcosa per mille anni.
Oggi il castello ospita in modo stabile la Fondazione Tito Balestra, nata per conservare la raccolta d'arte del poeta longianese Tito Balestra. Secondo la scheda del Ministero della Cultura si tratta di circa duemilatrecento opere tra dipinti, disegni e sculture, con firme come Maccari, Mafai, Rosai, de Pisis, Morandi, Guttuso e Sironi, e presenze internazionali come Matisse, Chagall e Goya. È una raccolta seria dentro un paese piccolo: se ti aspetti quattro quadri appesi in una sala, ti sbagli di grosso.
Cosa si vede a Longiano oltre al castello:
- Il Teatro Petrella, inaugurato nel 1870 e intitolato al compositore Errico Petrella, che per l'occasione diresse la sua opera *I Promessi Sposi*. È un teatro all'italiana a ferro di cavallo, con due ordini di palchi e loggione, 205 posti in tutto; il restauro filologico si è chiuso nel 1986.
- Il Museo Italiano della Ghisa, ospitato nell'ex chiesa di Santa Maria delle Lacrime, nel centro storico: lampioni, fontane, panchine e ringhiere dell'arredo urbano in ghisa, cioè oggetti che di solito guardi tutti i giorni senza vederli mai.
- Il centro storico, che si gira a piedi in poco. L'indirizzo del castello è Piazza Malatestiana: se arrivi lì, sei arrivato ovunque.
Tempo realistico: una mezza giornata scarsa se entri sia al castello sia al museo della ghisa, un'ora e mezza se ti limiti alla Fondazione e a due giri di piazza. Il Comune indica l'apertura del castello dal martedì alla domenica, con orario diverso ad agosto: controlla il giorno prima, perché negli orari stagionali dei borghi cambia sempre qualcosa.
Verucchio: la rocca dei Malatesta e le tombe di tremila anni fa
Verucchio sta in Valmarecchia, in cima a uno sperone di roccia. La Rocca Malatestiana, chiamata anche Rocca del Sasso proprio per quella posizione, è una delle fortificazioni malatestiane più grandi e meglio conservate, con fasi costruttive sovrapposte tra il XII e il XVI secolo. E non è una rocca qualsiasi nella storia della famiglia: qui nacque Malatesta da Verucchio, il capostipite che Dante nella Commedia chiama il "Mastin vecchio".
Dentro si visita sul serio: il salone grande, i cortili, l'albero genealogico dei Malatesta, la cisterna duecentesca e il mastio con la terrazza panoramica in cima, da cui si vedono insieme la costa e le colline dell'alta valle. È il punto in cui capisci senza bisogno di spiegazioni perché una famiglia con base qui sia riuscita a tenere la valle per secoli.
L'altro motivo per fermarsi è il Museo Civico Archeologico, in via Sant'Agostino 14. Racconta la comunità villanoviano-etrusca che ha vissuto qui tra il IX e il VII secolo a.C., attraverso i materiali usciti dalle necropoli scavate ai piedi del paese: ceramiche, pettorali in ambra per gli abiti femminili e un trono in legno da una tomba principesca. Il legno che arriva fino a noi da quasi tremila anni non è una cosa che si vede spesso in un museo.
Se la Valmarecchia ti prende e vuoi allungare il weekend, il giro naturale prosegue verso l'alta valle: ne parliamo in San Leo e l'entroterra riminese e in borghi e laboratori artigiani della Valmarecchia.
Montefiore Conca: la rocca che si vede da lontano
Montefiore Conca è in Val Conca ed è il borgo che vedi svettare da mezza collina prima ancora di arrivarci. Il Comune data la Rocca Malatestiana attorno al 1337, costruita da Malatesta Guastafamiglia: nel 1347 era già in piedi e funzionante, tanto che ci soggiornarono il re e la regina d'Ungheria. Restò ai Malatesta fino al 1458, e non fu solo una fortezza militare ma anche residenza e luogo di rappresentanza.
All'interno le due sale da cercare sono la Sala dell'Imperatore, con affreschi del pittore bolognese Jacopo Avanzi databili attorno alla metà del Trecento, e la Sala del Trono, che prende il nome dal signore Ungaro Malatesta e oggi conserva frammenti degli affreschi trasferiti qui dalla Sala dell'Imperatore. Ci sono anche ballatoi lignei originali e scale ripide che attraversano la struttura, quindi scarpe comode. Tre motivi per salire fin qui:
- Il panorama. Il Comune scrive che dal promontorio, nelle giornate limpide, la vista abbraccia la costa da Fano a Ravenna.
- Gli scavi. Dalla rocca sono usciti ceramiche, vetri veneziani, monete, armi e un sigillo in bronzo: gli oggetti della vita quotidiana di chi ci abitava davvero, non solo le date delle battaglie.
- Il borgo intorno, piccolo e in salita, con la rocca sempre sopra la testa da qualunque punto la guardi.
Anche qui vale la regola dell'entroterra: prima di partire verifica giorni e orari di apertura, perché non sono gli stessi tutto l'anno e in alcuni periodi l'accesso alla rocca è organizzato per visite guidate a orari fissi.
L'ordine sensato del giro
Il giro funziona da nord a sud, seguendo la geografia: Longiano è il più a nord, sulle colline verso Cesena; Verucchio sta al centro, in Valmarecchia; Montefiore Conca è il più a sud, in Val Conca, verso il confine con le Marche. Farli in quest'ordine significa non tornare mai indietro sulla stessa strada.
- Mattina presto: Longiano. È il borgo in cui passi più tempo al chiuso, quindi regge bene anche con il cielo incerto. Castello e Fondazione Tito Balestra, poi il Museo Italiano della Ghisa se hai margine.
- Pranzo: lungo la strada o a Verucchio. Salendo verso la Valmarecchia sei già a metà giro, e mangiare in cima al paese ti evita di rimetterti in macchina subito dopo.
- Primo pomeriggio: Verucchio. Rocca del Sasso e museo archeologico. Se devi sceglierne uno solo, scegli la rocca: la terrazza del mastio da sola vale la salita.
- Tardo pomeriggio: Montefiore Conca. È l'ultima tappa apposta. La luce bassa sulla Val Conca è il modo migliore di chiudere la giornata, e il panorama verso la costa a quell'ora è tutt'altra cosa.
Se piove, o se vuoi tornare a casa con qualcosa in mano
Un giro di borghi è una giornata di occhi: cammini, guardi, fotografi. Se poi ti va di fare qualcosa con le mani — o se il meteo ribalta i piani, e in quel caso hai cosa fare a Rimini quando piove — nella stessa zona ci sono laboratori artigiani che aprono le porte per qualche ora: ceramica, gioielli, materiali diversi a seconda di chi trovi disponibile in quei giorni. È il modo più semplice per portarsi a casa un oggetto che sai raccontare, invece di una calamita.
Su Handsome funziona così: prenoti online con una caparra (10 euro sui workshop di gruppo) e saldi in loco il giorno stesso. Non c'è nessuna commissione sull'incasso del workshop, il pagamento arriva in accredito diretto sul conto del Maker, e la Garanzia di prenotazione da 0,50 euro a posto è già compresa nella cifra tonda che leggi sulla pagina. Se cambi idea, la cancellazione è gratuita fino a 48 ore prima.
Domande frequenti
- Si riescono davvero a vedere tutti e tre in un giorno?
- Sì, a una condizione: visitare l'interno di due su tre e limitarsi alla passeggiata nel terzo. Con tre visite complete più i musei diventa una giornata piena e di corsa. Serve l'auto, perché i tre borghi stanno su tre versanti diversi e i collegamenti diretti tra loro non sono pensati per il turismo.
- Qual è il borgo migliore se ne posso fare uno solo?
- Dipende da cosa cerchi. Verucchio se vuoi la rocca più grande e un museo archeologico importante, con il trono ligneo e i pettorali in ambra dalle necropoli villanoviane. Montefiore Conca se vuoi il panorama e le sale affrescate del Trecento. Longiano se ti interessa l'arte del Novecento: la Fondazione Tito Balestra, dentro il castello, conserva circa duemilatrecento opere secondo il Ministero della Cultura.
- Le rocche sono adatte ai bambini?
- Sono castelli veri, con scale ripide, ballatoi in legno e terrazze in quota: di solito ai bambini piacciono molto, ma vanno tenuti d'occhio e servono scarpe chiuse. Il passeggino conviene lasciarlo in auto, perché i tre centri storici sono in salita e le pavimentazioni non sono lisce.
- Serve prenotare?
- Per la passeggiata nei borghi no. Per gli interni conviene telefonare o controllare il sito del Comune il giorno prima: gli orari cambiano con la stagione e in certi periodi le rocche si visitano solo con visita guidata a orari fissi. In questo articolo non trovi orari e prezzi proprio perché cambiano più in fretta di un articolo.
Le esperienze pubblicate dai Maker Handsome vicino alla costa riminese. Prenoti con una caparra e saldi in loco, cancellazione gratuita fino a 48 ore prima.
Vedi i workshop nella zona di Rimini



