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Come calcolare il prezzo di un prodotto artigianale: la formula

·8 min·Team Handsome
Come calcolare il prezzo di un prodotto artigianale: la formula

Foto: Anna Tarazevich / Pexels

Come calcolare il prezzo di un prodotto artigianale? Si sommano materiali, ore di lavoro per la tua tariffa oraria, una quota delle spese fisse, l'imballo e le commissioni di pagamento: quello è il costo del pezzo. Sopra aggiungi il margine; la spedizione si conta a parte. Solo dopo guardi i prezzi degli altri, per controllare il risultato, non per decidere al posto tuo.

Chi deve fare il prezzo delle proprie creazioni spesso va a occhio: materiali per tre, un'occhiata al banco accanto, un arrotondamento. Così spariscono le ore, che sono quasi sempre la voce più grande. Qui trovi formula, esempio svolto e controlli, aggiornati a settembre 2026.

Come calcolare il prezzo di un prodotto artigianale: la formula

La formula è: costo = materiali + ore × tariffa oraria + quota di spese fisse + imballo + commissioni di pagamento; poi prezzo = costo + margine. Vale per il prezzo dei prodotti fatti a mano di quasi ogni mestiere, e ogni voce si calcola sul singolo pezzo.

  1. Materiali: tutto quello che entra nel pezzo, scarti compresi: se da una pelle ricavi otto portafogli, la pelle si divide per otto.
  2. Ore: il tempo reale, dalla preparazione alla rifinitura. Se lavori a lotti, dividi le ore del lotto per i pezzi.
  3. Tariffa oraria: quanto vale un'ora tua; la calcoliamo qui sotto.
  4. Spese fisse: affitto, energia, attrezzi, commercialista, divisi per i pezzi che fai in un anno.
  5. Imballo: scatola, carta, nastro, biglietto.
  6. Commissioni di pagamento: quello che il sistema di incasso trattiene su ogni pagamento.
La spedizione resta fuori: dipende da pacco e destinazione, e di solito la paga il cliente. Se la offri gratis diventa un costo tuo, da coprire con il margine: il dettaglio è in spedire i prodotti artigianali.

Quanto far pagare un'ora di lavoro

Parti da quanto ti serve guadagnare in un anno, prima delle tasse, e dividilo per le ore che passi davvero a produrre. Non per tutte le ore che lavori.

Foto, messaggi, mercatini, spedizioni e contabilità sono ore vere, ma nessun cliente le paga direttamente. Se lavori quaranta ore e ne passi venticinque al banco, la tariffa si calcola su venticinque, altrimenti il resto lo regali.

Non abbassare la tariffa per far tornare un prezzo: se un pezzo costa troppo, lavora su tempo o materiali. La tariffa è il tuo stipendio.

Spese fisse, imballo e commissioni

Le spese fisse sono quelle che paghi anche nei mesi in cui non vendi niente. Dividi il totale di un anno per i pezzi prodotti nello stesso anno: è la quota di ogni pezzo.

  • Affitto del laboratorio, o la parte di casa in cui lavori
  • Energia per forno, saldatore, macchina da cucire
  • Attrezzi che si consumano: lame, pennelli, frese
  • Commercialista, contributi previdenziali, assicurazione
  • Banchi ai mercatini e trasferte

Imballo e commissioni invece si ripetono a ogni ordine. Con Stripe, al 28 settembre 2026 la pagina ufficiale dei prezzi indica l'1,5% più 0,25 euro per le carte standard dello Spazio economico europeo; le carte premium, britanniche e internazionali costano di più, e le condizioni cambiano: controllale lì. Se vendi su un marketplace, sopra c'è quasi sempre anche la percentuale della piattaforma.

Il margine: perché il costo non è ancora il prezzo

Il margine è ciò che resta dopo aver pagato tutti i costi, compreso il tuo lavoro. Non è un extra: copre i pezzi invenduti, quelli che si crepano in cottura, i mesi fermi, gli attrezzi nuovi.

Non confonderlo con il ricarico. Il ricarico si calcola sul costo: costo 30 euro, ricarico del 30%, prezzo 39 euro. Il margine si calcola sul prezzo: per tenere il 30% del prezzo dividi 30 per 0,70, e ottieni circa 42,86 euro. Con un ricarico del 30% il margine vero è intorno al 23%.

Esempio svolto: una tazza in ceramica

Una tazza che costa 22,50 euro si vende a 35 euro e lascia circa un terzo di margine. Numeri ipotetici, scelti solo per mostrare il metodo: usa i tuoi. Sono senza IVA, come nel forfettario: se applichi l'IVA, va aggiunta sopra. Le spese fisse sono volutamente basse; con affitto, commercialista e contributi le tue saranno quasi certamente più alte.

  • Materiali (argilla, smalti, scarti compresi): 3,50 euro
  • Lavoro: 45 minuti a 20 euro l'ora, cioè 15,00 euro
  • Spese fisse: 2,50 euro (3.000 euro l'anno divisi per 1.200 pezzi)
  • Imballo: 1,50 euro
  • Costo prima delle commissioni: 22,50 euro
  • Prezzo con un margine del 30%: 22,50 diviso 0,70, circa 32,14 euro
  • Più la commissione Stripe su quella cifra (carta standard dello Spazio economico europeo): circa 0,73 euro, quindi circa 32,87 euro
  • Prezzo arrotondato per eccesso: 35 euro

A 35 euro, tolti circa 0,78 euro di commissione e 22,50 di costo, restano 11,72 euro di margine, con il tuo lavoro già pagato. Con la scorciatoia dei materiali per tre, la tazza costerebbe 10,50 euro: meno delle sole ore di lavoro.

Cinque pezzi in vetrina gratis, zero commissioni della piattaforma.

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Prezzo all'ingrosso, al dettaglio e in conto vendita

Il prezzo al dettaglio è quello del cliente finale e dovrebbe essere uguale ovunque: mercatino, bottega, online. All'ingrosso vendi a un negozio, che rivende con un suo ricarico. In conto vendita il negozio espone i pezzi e trattiene una quota solo su quelli venduti.

Fra prezzo all'ingrosso e al dettaglio si ragiona dal fondo: il primo copre il costo e ti lascia un margine, il secondo lascia spazio al ricarico del negozio. Chiedi quale ricarico applica, e che quota trattiene sul prezzo in conto vendita, prima di fissare il listino.

  • Mercatino e bottega: incassi il prezzo pieno (meno il POS, se incassi con carta); banco, trasferte e affitto stanno già nelle spese fisse.
  • Online: incassi il prezzo pieno, meno le commissioni di pagamento e quelle dell'eventuale piattaforma.
  • Ingrosso: incassi meno, ma su più pezzi insieme.
  • Conto vendita: incassi il prezzo meno la quota del negozio, e solo a pezzo venduto.

Il confronto con il mercato

Il mercato serve a controllare il prezzo calcolato, non a sostituirlo. Se pezzi simili ai tuoi costano molto meno, prima di abbassare verifica che siano davvero simili.

  • Stesso materiale e stessa lavorazione, o solo la stessa forma?
  • Pezzo unico o produzione in serie?
  • Il prezzo comprende la spedizione?

Se il tuo resta più alto, hai due strade oneste: spiegare meglio che cosa c'è dentro, come in il valore del fatto a mano e con una scheda prodotto che dica misure, materiali e cura, oppure ridurre tempo o materiali. Per i prezzi che reggono nelle varie discipline c'è dove vendere ceramica, gioielli e tessuti.

Perché svendere non conviene

Un prezzo troppo basso ti fa lavorare di più per guadagnare meno. Alzarlo dopo è difficile, perché chi ti conosce ricorda la cifra vecchia; senza margine non lavori con i negozi; e sul fatto a mano un prezzo basso fa pensare a un prodotto di serie. Lo sconto va bene quando è una scelta, come per un pezzo difettoso.

Quanto cambia il conto con commissione zero

Su Handsome la piattaforma non trattiene nessuna percentuale sui prodotti: nel calcolo resta solo la commissione di Stripe.

Handsome è un marketplace italiano di workshop creativi dove, dal 18 settembre 2026, ogni Maker con partita IVA verificata, Stripe collegato e Termini di vendita accettati può vendere i suoi pezzi dalla vetrina del profilo. Il confronto voce per voce è in quanto costa vendere un pezzo online, il funzionamento in vendere prodotti artigianali online senza commissioni.

  • Prezzo: lo decidi tu, da 1 a 10.000 euro a pezzo.
  • Spedizione: un solo costo per ordine, fino a 50 euro, con una soglia facoltativa di spedizione gratuita che va coperta dal margine. Quanto costa davvero un pacco lo trovi nei listini di Poste Delivery Web.
  • Ritiro in bottega, se lo attivi: chi lo sceglie non paga la spedizione e tu non paghi il corriere.
  • Piano: gratis fino a cinque pezzi pubblicati insieme; Handsome Pro (9,90 euro al mese o 95 euro l'anno) va nelle spese fisse.

L'incasso è sul tuo conto Stripe quando il cliente paga; il bonifico sul conto corrente è un passaggio a parte, senza una data promessa. Le schede complete possono finire anche su Google, ma ci vogliono settimane: all'inizio alla vetrina ci arriva chi passa dal tuo profilo, dai workshop o dal link che mandi tu, per esempio alla fine di un workshop.

Tasse: quanto ti resta dipende dal regime

Tutto il calcolo è prima delle tasse, e quanto ti resta dipende dal regime fiscale. Nel forfettario, per esempio, il reddito non si ottiene togliendo le spese dai ricavi: ai ricavi si applica un coefficiente di redditività fissato per la tua attività, quindi le spese messe nel prezzo non abbassano le tasse, con un'eccezione: i contributi previdenziali obbligatori si deducono dal reddito. Le regole sono nella scheda dell'Agenzia delle Entrate sul regime forfetario. Se applichi l'IVA, il prezzo al cliente finale la comprende già: va aggiunta al calcolo, non tolta dal margine.

Prima di fissare il listino mostra il conto al tuo commercialista: ti dice quanto accantonare su ogni vendita e se il prezzo regge anche dopo le tasse.

Domande frequenti

Domande frequenti

Qual è la formula per calcolare il prezzo di un prodotto artigianale?
Il costo è la somma di materiali, ore di lavoro per la tua tariffa oraria, quota di spese fisse, imballo e commissioni di pagamento. Il prezzo è il costo più il margine: per un margine del 30%, dividi il costo per 0,70. La spedizione si calcola a parte, tranne quando la offri gratis.
Quanto far pagare un'ora di lavoro artigianale?
Non c'è una cifra valida per tutti. Prendi il compenso annuo che ti serve, prima delle tasse, e dividilo per le ore che passi davvero a produrre, non per tutte le ore di lavoro. Il risultato è la tua tariffa minima.
Si può fare il prezzo moltiplicando i materiali per tre?
È una scorciatoia comoda ma quasi sempre sbagliata per il fatto a mano, perché ignora ore e spese fisse. Su un pezzo con materiali economici e molto lavoro, come una tazza al tornio, dà prezzi che non ripagano nemmeno il tempo. Usala al massimo come controllo.
Che differenza c'è tra margine e ricarico?
Il ricarico si calcola sul costo, il margine sul prezzo. Con un costo di 30 euro, un ricarico del 30% dà 39 euro, ma il margine vero è circa il 23%. Per un margine del 30% dividi il costo per 0,70 e arrivi a circa 42,86 euro. Confonderli fa sembrare sani prezzi troppo bassi.
Il prezzo online deve essere uguale a quello del mercatino?
Conviene di sì, perché chi ti conosce confronta. Online paghi commissioni e imballo, al mercatino banco e trasferta: costi diversi che il margine deve assorbire. Un prezzo più basso online mette in difficoltà i negozi che ti rivendono; uno più alto fa sembrare il mercatino un saldo.
Come cambia il prezzo se vendo su Handsome?
Handsome non trattiene commissioni sui prodotti: il pagamento nasce sul tuo conto Stripe e l'unico costo sull'incasso è la commissione di Stripe sul metodo di pagamento usato. Non devi gonfiare il prezzo per coprire una piattaforma. Il piano gratuito tiene online cinque pezzi alla volta; Handsome Pro va nelle spese fisse.

Rifai il calcolo una volta l'anno, o quando cambiano materiali o affitto. Il prezzo giusto non è il più basso del mercatino: è quello che ti permette di fare il prossimo pezzo.

Partita IVA verificata e Stripe collegato: poi vendi al prezzo che hai calcolato, senza commissioni della piattaforma.

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