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Why an artisan is better off in a community than going it alone

·6 min·Team Handsome
Why an artisan is better off in a community than going it alone

Foto: shoreline vehicles / Pexels

Chiedi a chi ha un laboratorio da dove arrivano le persone ai suoi corsi, e la risposta è quasi sempre la stessa: da Instagram, e dal passaparola. Funziona, fino a un certo punto. Il punto è geografico e si misura: oltre i dieci o quindici chilometri, chi non ti conosce non ha nessun motivo per incrociarti. Non perché lavori male — perché non sa che esisti.

Il problema di una bottega non è quasi mai la qualità. È che la domanda che potrebbe raggiungerla non sa dove cercarla, e finisce da qualcun altro.

Il tetto invisibile del passaparola

Il passaparola ha una proprietà scomoda: porta sempre le stesse persone. Gli amici, gli amici degli amici, chi ti segue da anni. Sono le persone più affezionate che hai, e sono anche quelle che hanno già fatto il tuo corso. Dopo due o tre edizioni quel bacino si esaurisce, e la sala comincia a riempirsi a fatica.

Una community serve a rompere questo cerchio. Non aggiunge un canale in più allo stesso pubblico: porta un pubblico che non ti conosceva, e che stava cercando una cosa da fare — non te.

Le tre cose che da soli non arrivano

Ci sono tipi di lavoro che semplicemente non bussano alla porta di un laboratorio singolo, per quanto bravo sia. Non è sfortuna: è che chi li cerca non cerca un artigiano, cerca chi organizza.

  • Gli eventi privati. Un addio al nubilato, un compleanno, una squadra di dodici persone che cerca qualcosa da fare insieme. Chi organizza non conosce il tuo laboratorio: scrive a chi sembra in grado di gestire un gruppo. Su Handsome queste richieste arrivano e vengono girate ai Maker della zona giusta.
  • Le aziende. Il team building creativo è diventato una voce di budget vera, ma passa da chi ha una fattura e un referente. Da soli ci si arriva raramente.
  • I market. Quando una manifestazione apre le candidature per gli espositori, spesso cerca anche chi porta un laboratorio dal vivo. Farsi trovare in quel momento, senza conoscere personalmente gli organizzatori, è quasi impossibile.

Quello che non cambia

Questa è la parte che di solito preoccupa, ed è giusto metterla in chiaro. Entrare in una community non significa cedere il controllo di niente.

  • Il prezzo lo decidi tu, e puoi cambiarlo quando vuoi.
  • Le date le metti tu, anche una sola all'anno se ti va.
  • Il modo in cui insegni resta il tuo: nessuno ti manda un format da seguire.
  • L'incasso resta intero: l'acconto arriva sul tuo conto, il saldo lo prendi di persona.

E la parte meno ovvia: gli altri Maker

C'è un vantaggio di cui si parla poco perché non si misura in prenotazioni. Chi fa il tuo mestiere sa cose che nessun consulente ti dirà: quanto far pagare una giornata senza svendersi, come si gestisce un gruppo di dieci principianti, quale forno conviene, cosa scrivere a un'azienda che chiede un preventivo. In una community queste cose circolano, e circolano fra pari.

Un laboratorio da solo impara dai propri errori. Venti laboratori insieme imparano anche da quelli degli altri.

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