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How to give participants feedback without killing their enthusiasm

·6 min
How to give participants feedback without killing their enthusiasm

In un workshop le persone non cercano solo di imparare una tecnica: cercano di sentirsi capaci. Il modo in cui dai feedback può rafforzare questa sensazione o demolirla. Una correzione detta male spegne l'entusiasmo in un istante; la stessa correzione, formulata bene, accende la voglia di riprovare. Saper correggere è una competenza tanto importante quanto saper fare.

È un equilibrio sottile: troppa correzione spegne l'entusiasmo e fa sentire la persona inadeguata; troppo poca la lascia senza la guida per migliorare e ottenere un risultato di cui essere fiera. Trovare il punto giusto — correggere quanto serve, come serve, a chi serve — è una delle competenze che distinguono un artigiano che sa fare da uno che sa anche insegnare. E, come tutte le competenze, si affina con la pratica e con qualche principio chiaro.

Correggi il gesto, non la persona

La prima regola è separare ciò che la persona fa da ciò che la persona è. 'Qui la pressione è un po' troppa, prova così' è un feedback sul gesto. 'Non ci sei portato' è un giudizio sulla persona, e non aiuta mai. Concentrati sempre sull'azione concreta e su cosa fare di diverso, non sul talento o sull'incapacità.

Tre tecniche che funzionano

  1. Riconosci prima ciò che va: nota un aspetto positivo reale prima di suggerire la correzione. Non è adulazione, è dare un appiglio di fiducia.
  2. Mostra invece di spiegare soltanto: spesso una correzione fatta con le mani, guidando il gesto una volta, vale più di un lungo discorso.
  3. Trasforma l'errore in normalità: 'lo fanno quasi tutti all'inizio, è normalissimo' toglie il senso di fallimento e libera la voglia di riprovare.
Dosa il feedback: in un workshop esperienziale l'obiettivo non è la perfezione tecnica, ma il piacere di fare e un risultato di cui essere fieri. Correggi ciò che conta davvero, lascia correre il resto.

Il momento e il modo contano quanto le parole

Anche il quando dare feedback fa la differenza. Interrompere troppo presto, prima che la persona abbia provato, le toglie la soddisfazione di scoprire da sé; intervenire troppo tardi, quando l'errore è ormai irrecuperabile, frustra. Il momento ideale è quello in cui un piccolo aggiustamento può ancora cambiare il risultato. E attenzione al contesto: una correzione sussurrata al banco è ben diversa da una fatta davanti a tutto il gruppo, che può mettere a disagio. Il feedback più efficace è discreto, tempestivo e rivolto al singolo.

Leggi la persona che hai davanti

Non tutti vogliono lo stesso tipo di feedback. C'è chi chiede di essere corretto nel dettaglio perché vuole migliorare, e chi è lì soprattutto per rilassarsi e divertirsi. Osserva e adatta: a chi cerca la sfida puoi dare indicazioni più precise; a chi cerca svago basta un incoraggiamento e qualche aggiustamento essenziale. Il feedback giusto è quello calibrato sulla persona.

Domande frequenti

Quanto devo correggere in un workshop esperienziale?
Quanto basta perché la persona ottenga un risultato di cui è soddisfatta, non di più. L'obiettivo non è formare un professionista in due ore, ma far vivere il piacere di fare e portare a casa qualcosa di bello.
Come correggo qualcuno senza farlo sentire incapace?
Parla del gesto e non della persona, riconosci prima ciò che va, e normalizza l'errore ('lo fanno quasi tutti all'inizio'). Spesso mostrare il gesto con le mani è più efficace e meno frustrante di una lunga spiegazione.
E se un partecipante non vuole essere corretto?
Rispettalo: alcune persone sono lì per rilassarsi, non per perfezionarsi. Limitati agli aggiustamenti essenziali per la riuscita del pezzo e lascia loro il piacere di fare a modo proprio.
Devo dare feedback anche quando va tutto bene?
Sì, e conta tanto quanto le correzioni: notare ad alta voce ciò che una persona sta facendo bene la incoraggia e le dà fiducia. Un workshop in cui ricevi solo correzioni pesa; uno in cui senti riconosciuti anche i tuoi progressi è molto più gratificante. Il feedback positivo, sincero e specifico, è uno strumento potente quanto quello correttivo.

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