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Workshop di gioielli a Bologna: crea il tuo anello d'argento in un atelier del centro

·8 min·Team Handsome
Workshop di gioielli a Bologna: crea il tuo anello d'argento in un atelier del centro

Foto: Pexels (4354602) — licenza Pexels

Un corso di oreficeria per principianti dura in genere un pomeriggio e finisce con un anello d'argento al dito. Detto così sembra semplice, e per certi versi lo è: il Maker ti mette al banco, ti dà gli attrezzi e ti accompagna passaggio per passaggio. Quello che conviene sapere prima di prenotare è cosa fanno davvero le tue mani in quelle ore, quanto metallo serve e perché l'anello che esce non somiglierà a quello in vetrina. Se quest'ultimo punto ti dà fastidio, meglio scoprirlo adesso che a metà pomeriggio.

Un atelier aperto al pubblico non è una gioielleria e non è una scuola. È una stanza con un banco da orafo, una morsa, un cassetto di lime, un cannello e un mandrino per gli anelli. Si sta seduti alti, si fa rumore, si sente l'odore del metallo scaldato. Il gruppo è piccolo perché il Maker deve poter guardare le mani di tutti, soprattutto quando si accende la fiamma.

Cosa fanno davvero le tue mani

Un anello a fascia nasce sempre dagli stessi gesti, e sono meno di quanti immagini:

  1. Si misura il dito con gli anelli calibratori: da lì esce la lunghezza esatta di metallo da tagliare.
  2. Si segna e si taglia la verga o la lastra d'argento con il seghetto da traforo, una lama sottilissima che si spezza se la forzi.
  3. Si ricuoce al cannello: il metallo si scalda, cambia colore e torna morbido abbastanza da piegarsi.
  4. Si piega sul mandrino e si accostano i due capi finché in mezzo non passa più luce: se passa, la saldatura non tiene.
  5. Si salda la giunzione, si raffredda e si toglie l'ossido.
  6. Si lima, si passano le carte abrasive dalla più grossa alla più fine e si sceglie la finitura: satinata, martellata o lucida.

Il tempo però non se ne va nella parte spettacolare. La fiamma dura pochi secondi; lima e carte abrasive si prendono la maggior parte del pomeriggio, ed è lì che il pezzo diventa bello o resta approssimativo. Chi si annoia a rifinire di solito non ama questo corso: la differenza fra un bordo che graffia e uno che scivola sul dito la fanno gli ultimi venti minuti.

Quanto argento serve davvero

Meno di quanto sembri. Una fascia sottile per un dito medio esce da pochi grammi: la lunghezza dipende dalla tua misura, il peso da larghezza e spessore. Per questo il Maker pesa il metallo prima di dartelo e raccoglie la limatura che cade sul banco — non è avarizia, è che l'argento si recupera e si rifonde. Se vuoi una fascia larga o un profilo bombato serve più materiale, e in molti laboratori la differenza si paga a parte: chiedilo leggendo la scheda del corso, insieme a cosa succede se il primo pezzo va rifatto.

L'argento dei workshop è quasi sempre lo sterling 925: 92,5% di argento e il resto rame, che lo rende abbastanza duro da tenere la forma. In Italia i titoli legali per gli oggetti d'argento destinati alla vendita sono 925 e 800 millesimi, e chi li fabbrica deve marchiarli. Il tuo anello non va in vendita: è un pezzo tuo, non un prodotto.

Perché il pezzo esce imperfetto

Perché lo hai fatto tu, in un pomeriggio, con una lima tenuta in mano. La linea della saldatura può restare visibile in controluce, lo spessore non sarà identico su tutto il giro, e la lucidatura a specchio delle vetrine è quasi sempre lavoro di macchine e di ore. Un anello uscito da un primo corso si riconosce, ed è esattamente il motivo per cui vale la pena portarlo.

C'è anche una parte pratica da mettere in conto: l'argento col tempo si scurisce. È normale, si pulisce, e su un anello che porti tutti i giorni lo sfregamento fa metà del lavoro da solo. Un corso che ti promette un risultato indistinguibile da un gioiello industriale ti sta vendendo la cosa sbagliata; su come si legge una scheda e cosa chiedere prima di prenotare vale lo stesso ragionamento che abbiamo fatto per i corsi di ceramica a Bologna.

Il gioiello che compri deve essere perfetto. Quello che fai deve essere tuo.

Fascia o pietra: cosa scegliere la prima volta

Sono due formati diversi, non due livelli di difficoltà.

  • Anello a fascia: fai il ciclo completo — taglio, ricottura, saldatura, finitura — ed esci con un oggetto finito della tua misura. È la scelta giusta se vuoi capire come nasce un anello.
  • Anello con pietra: la parte affascinante è l'incastonatura, ma vuole un castone preparato e mani già un po' allenate. Nei corsi brevi la pietra spesso arriva su un elemento già pronto e tu lavori il resto.

Alla prima volta la fascia dà più mestiere e meno frustrazione; la pietra fa più effetto in foto e contiene meno lavoro tuo. Nessuna delle due è sbagliata: sbagliato è prenotare l'una aspettandosi l'altra.

A chi non lo consigliamo

Non è un corso per tutti, e dirlo prima evita un sabato storto.

  • Chi cerca un risultato da gioielleria: meglio comprarlo. Sarà più preciso, più veloce e garantito.
  • Chi ha una scadenza: le fedi per un matrimonio fra due settimane non si improvvisano al primo corso.
  • Chi non sopporta la ripetizione: metà del tempo è rifinitura, sempre lo stesso gesto.
  • I bambini: fiamma, lame e prodotti per il decapaggio non fanno per loro. Per l'età giusta ci sono altri laboratori a Bologna divisi per fascia d'età.
Se hai allergie ai metalli dillo al Maker prima di iniziare: lo sterling è argento e rame, ma le leghe di servizio e i prodotti di finitura cambiano da laboratorio a laboratorio. Vestiti con maniche corte o strette, capelli lunghi legati, scarpe chiuse.

Bologna, gli orafi e via Orefici

Il mestiere qui non è arrivato ieri. Nel Quadrilatero le vie portano ancora il nome dei mestieri che ci lavoravano dentro, e via Orefici è quella degli orafi: la loro corporazione ottenne uno statuto autonomo nel 1299 e nella matricola del 1298 contava 242 iscritti, molti per la città di allora. Uno degli statuti successivi, nel 1649, introdusse l'obbligo del bollo distintivo per ogni bottega: l'antenato del punzone che oggi trovi dentro un anello. Passarci prima o dopo il corso cambia il modo in cui guardi le vetrine.

È anche uno dei modi migliori di usare un sabato di pioggia, quando il centro si gira sotto i portici e conviene avere un posto al chiuso dove stare tre ore: ne abbiamo messi in fila diversi nella guida su cosa fare a Bologna quando piove.

Come si prenota

Su Handsome vedi una cifra tonda e quella resta: la Garanzia di prenotazione da 0,50 euro a posto è già compresa nel prezzo che leggi. Prenoti con una caparra di 10 euro sui workshop di gruppo e saldi il resto in laboratorio, il giorno stesso. Se cambi idea, la cancellazione è gratuita fino a 48 ore prima. Handsome non trattiene commissioni sull'incasso del workshop: il pagamento arriva in accredito diretto sul conto del Maker, cioè della persona che ti insegnerà a tenere il seghetto.

Domande frequenti

Quanto dura un corso di oreficeria per principianti?
Di norma sta in mezza giornata, perché un anello a fascia si completa in un ciclo unico e spezzarlo in due incontri non conviene a nessuno. La durata esatta è sempre scritta nella scheda del workshop: guardala prima, perché è quella che ti dice se ci sta nel tuo pomeriggio.
Si porta a casa l'anello lo stesso giorno?
Nella maggior parte dei corsi sì: a differenza della ceramica, l'argento non deve cuocere né asciugare. L'eccezione è quando serve una lucidatura finale a macchina o una saldatura da rifare, e in quel caso il Maker te lo consegna dopo. Se l'anello è un regalo con una data, chiedilo prima di prenotare.
Serve esperienza? E si usa davvero la fiamma?
Non serve esperienza: questi corsi partono dal presupposto che tu non abbia mai tenuto un seghetto in mano. La fiamma si usa, ma per pochi secondi alla volta, sul banco predisposto e sotto lo sguardo del Maker. Se proprio non te la senti, chiedi se esiste una versione a freddo, martellata invece che saldata.
Quanto costa fare un anello d'argento in un corso?
Dipende dal metallo compreso, dalla durata e dal fatto che sia di gruppo o privato, quindi il prezzo lo trovi sulla singola scheda. Quello che non cambia su Handsome è come lo paghi: cifra tonda con la Garanzia di prenotazione già compresa, caparra di 10 euro sui workshop di gruppo e saldo in laboratorio.

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