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Gadget aziendali personalizzati per Vinitaly e le fiere di Verona: artigianali e in serie limitata

·6 min·Team Handsome
Gadget aziendali personalizzati per Vinitaly e le fiere di Verona: artigianali e in serie limitata

Foto: Pexels

All'uscita dei padiglioni di Verona, nell'ora in cui la fiera si svuota, i cestini raccontano la giornata meglio di qualsiasi report: shopper con il logo, penne, blocchetti, lanyard, cavatappi di plastica ancora nella bustina. Chi ha girato gli stand fa la selezione a piedi, tra l'uscita e il parcheggio, e quello che non passa il vaglio non arriva nemmeno alla macchina. Da lì parte questa guida: cosa mettere sul banco a Vinitaly, Marmomac o Fieracavalli perché venga portato via, e come farlo arrivare in padiglione entro il giorno di allestimento.

Perché a Verona il gadget stampato vale meno che altrove

Le fiere di Verona hanno un pubblico particolare. A Vinitaly passano compratori, importatori, sommelier e giornalisti che per mestiere giudicano un prodotto dall'origine, dalla mano che lo ha fatto e da quanto regge nel tempo. A Marmomac arrivano architetti e marmisti che riconoscono una pietra al tatto; a Fieracavalli il cuoio lo maneggiano tutti i giorni. È un pubblico che parla la lingua della provenienza, e un oggetto uscito da un catalogo, uguale a quello dello stand accanto, non ha niente da dirgli. La regola vale per ogni data del calendario di Veronafiere. Prima di ordinare basta chiedersi se l'oggetto serve a qualcosa, se è abbastanza bello da restare in vista su una scrivania o in una cantina e se racconta da dove viene, e quindi chi lo ha regalato. Il gadget stampato di solito non passa nessuna di queste prove; un pezzo fatto da un Maker del territorio, con un cartoncino che dice chi lo ha fatto e con cosa, le passa quasi sempre tutte.

Serie limitata: cosa vuol dire per uno stand

Serie limitata non è una formula da etichetta. Vuol dire che la quantità si fissa prima che il Maker cominci a produrre e non si tocca più: i pezzi vengono numerati a mano, si somigliano senza essere identici perché escono dallo stesso banco e non dallo stesso stampo, e ognuno viaggia con una scheda che riporta il nome del Maker, il laboratorio e il materiale. Allo stand non si allunga una penna a chiunque passi: si consegna qualcosa che finisce, e lo si dice. Chi lo riceve capisce di essere stato scelto, e la scheda dà all'azienda una storia da raccontare dopo. A Verona i materiali hanno una ragione per esserci, ed è questo che rende la serie credibile:

  • Ceramica: un piattino per il calice o un sottobottiglia smaltato a mano, con il logo inciso nell'argilla prima della cottura.
  • Cuoio: un collarino per bottiglia o un porta-cavatappi con il logo impresso a caldo, che a Vinitaly finisce dritto sul tavolo della degustazione.
  • Legno: un tappo tornito in legno d'ulivo o di vite, un salvagoccia, un segnabottiglia: stanno in tasca e passano i controlli in aeroporto.
  • Pietra: un sottobicchiere in pietra della Lessinia o in marmo rosso di Verona, lo stesso materiale che riempie i padiglioni di Marmomac.
  • Carta: un taccuino di degustazione rilegato a mano, in uso già dal giorno dopo.
Come dimensionare la serie: si parte dall'agenda degli appuntamenti fissati, non dal flusso stimato dei visitatori. Un pezzo numerato per chi si siede a parlare di un ordine e, se serve, un oggetto più semplice, sempre fatto a mano, per chi si ferma al banco.

Tempi e consegna: contare a ritroso dal giorno di allestimento

Il giorno che conta non è l'apertura ma l'allestimento, quando l'allestitore è sul posto e può ricevere gli scatoloni. Da lì si conta all'indietro, e ogni materiale ha i suoi tempi: la ceramica passa in forno più volte e tra una cottura e l'altra deve asciugare; il cuoio impresso a caldo ha bisogno di un cliché con il logo, da preparare prima di tutto il resto; il legno tornito va finito e oliato con calma; la carta rilegata a mano aspetta che la colla faccia presa. Prima della serie serve un campione da approvare: se il logo è sbagliato lo si scopre lì, non a Verona. La sequenza, in pratica:

  1. Brief: fiera, padiglione e stand, giorno di allestimento, quantità per livello, idea di oggetto, logo in vettoriale.
  2. Proposta: materiali, Maker coinvolti, tempi di produzione e data di consegna in padiglione, in un solo preventivo.
  3. Campione: un pezzo finito da approvare, con il logo applicato come sarà sulla serie.
  4. Produzione e numerazione: la serie esce dal laboratorio con le schede del Maker già nella confezione.
  5. Consegna: gli scatoloni arrivano allo stand nel giorno e nella fascia oraria concordati con l'allestitore.

Consegnare in fiera non è consegnare a un indirizzo. Nei giorni di allestimento ci sono ingressi riservati ai fornitori, pass per i mezzi e fasce orarie. Sull'etichetta devono comparire fiera, padiglione, numero dello stand e nome dell'espositore come figura a catalogo, più il telefono di chi è fisicamente sul posto: l'allestitore, non l'ufficio marketing rimasto in sede. Ceramica, vetro e pietra si imballano per un pallet, non per un corriere che suona alla porta. Se lo stand ha un ripostiglio chiuso, la scatola entra lì fino all'apertura; altrimenti si concorda la consegna con l'allestitore, oppure all'albergo del team la sera prima.

Da evitare: farsi spedire i gadget in cantina o in sede e poi caricarli in macchina fino a Verona. Ogni passaggio in più è un'occasione per rompere un pezzo, e chi espone arriva già carico di bicchieri e bottiglie. La serie deve viaggiare una volta sola, dal laboratorio al padiglione.

Un solo interlocutore per Maker, quantità e consegna

Un gadget fatto a mano raramente lo fa una persona sola, e chi organizza lo stand ha già un allestitore, una tipografia, un catering e la fiera stessa con cui parlare: aggiungere un ceramista, un pellettiere e un tornitore, ciascuno con il suo preventivo, il suo acconto e la sua data, è di solito quello che fa saltare l'idea. Con Handsome per le aziende l'interlocutore è uno: l'azienda descrive fiera, stand, quantità e oggetto che ha in mente, e Handsome seleziona i Maker adatti per materiale e capacità produttiva, fissa i lotti, fa produrre il campione, coordina numerazione e schede e allinea le consegne al giorno di allestimento. L'azienda approva una proposta, riceve una fattura e trova gli scatoloni nello stand. I Maker coinvolti hanno un profilo pubblico con laboratorio, tecniche e recensioni: si possono guardare prima di confermare.

Il gadget può anche non essere un oggetto. Per i compratori con cui a Vinitaly si è chiuso un ordine, una gift card valida su un workshop artigianale vale in un laboratorio vicino a casa loro, nella data che scelgono, e arriva come codice invece che come scatolone. Lo stesso metodo applicato a un'altra città è nella guida ai gadget artigianali per le fiere a Genova; se il team resta a Verona un giorno in più, c'è un itinerario senza code che finisce in un laboratorio.

In fiera il gadget lo giudica chi lo riceve, a piedi, tra l'uscita del padiglione e il parcheggio. Vale la pena fargli trovare qualcosa che non abbia voglia di lasciare lì.

Domande frequenti

Che gadget mettere allo stand di una fiera a Verona per non regalare il solito oggetto promozionale?
Un pezzo fatto a mano da un Maker del territorio, in serie limitata e numerata, con una scheda che dice chi lo ha fatto e con quale materiale. A Vinitaly funzionano gli oggetti che finiscono sul tavolo della degustazione: un piattino in ceramica, un collarino per bottiglia in cuoio, un taccuino rilegato a mano.
Quanto prima della fiera bisogna ordinare una serie limitata fatta a mano?
Il tempo lo detta il materiale più lento della serie, contando anche il campione da approvare e la consegna in padiglione. Ceramica e legno chiedono più passaggi; cuoio e carta sono più rapidi, ma il cliché del logo va preparato prima. Conviene scrivere appena lo stand è assegnato e il giorno di allestimento è noto.
Si può consegnare direttamente allo stand in fiera?
Sì, nei giorni di allestimento, con un'etichetta che riporta fiera, padiglione, stand e nome dell'espositore come a catalogo, più il telefono di chi è sul posto. Handsome concorda con l'allestitore giorno, fascia oraria e imballo adatto ai pezzi fragili.
Cosa fa variare il prezzo di un gadget artigianale in serie limitata?
Il materiale, la quantità della serie, il tipo di personalizzazione, la confezione con la scheda del Maker e il tempo a disposizione. Un ordine chiuso presto lascia spazio al campione; uno chiuso a ridosso della fiera restringe la scelta ai laboratori che hanno ancora posto in calendario.
Con più Maker coinvolti, quante fatture riceve l'azienda?
Una sola. Handsome è il fornitore unico: raccoglie la richiesta, seleziona i Maker, coordina produzione e consegna e fattura all'azienda. L'ufficio acquisti apre un'anagrafica sola e registra un documento solo.

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