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Cotto dell'Impruneta: dove provare a modellare la terracotta toscana

·6 min·Team Handsome

Il centro di Firenze lo hai già fatto: la salita alla cupola, la passeggiata tra le botteghe di pelle dell'Oltrarno, il gelato sul ponte sbagliato. Adesso hai un giorno libero e la voglia di sporcarti le mani con qualcosa che a questa città appartiene davvero. Quel qualcosa sta a sud, sulle prime colline del Chianti, e si chiama cotto dell'Impruneta: la terracotta rossa degli orci da olio, dei vasi da giardino e dei pavimenti delle case toscane. Si può provare a modellarla in una sessione singola, senza saperne nulla.

La risposta breve, per chi ha fretta: la terracotta dell'Impruneta si prova nei laboratori e nelle fornaci del paese e della campagna intorno che aprono le porte per sessioni di modellazione a mano; ci si arriva da Firenze con l'autobus extraurbano o in auto, in giornata; e da una sessione singola esce un oggetto piccolo e solido che deve ancora essere cotto, e che poi si ritira o si fa spedire. Il resto spiega perché vale il viaggio.

Perché l'argilla di Impruneta non è un'argilla qualsiasi

La terra che si scava tra le valli dell'Ema e della Greve è ricca di galestro, una roccia marnosa che si sfalda e che, impastata, dà alla terracotta una struttura molto diversa da quella delle argille fini da tornio. Dentro ci sono ossidi di ferro, e sono loro a dare quel rosso caldo che riconosci a colpo d'occhio; ci sono carbonati di calcio, che rendono il pezzo cotto poroso e traspirante: per questo un orcio imprunetino lascia respirare l'olio e un vaso da giardino non fa marcire le radici. Soprattutto, il cotto di questa terra regge il gelo senza spaccarsi, e i vasi restano fuori tutto l'inverno. La voce sul cotto di Impruneta mette in fila i dettagli geologici, ed è la stessa voce che racconta come Brunelleschi volle proprio i mattoni di questa terra per la cupola di Santa Maria del Fiore.

Per chi la lavora la differenza si sente sotto le dita prima ancora di vederla. L'impasto è scabro, con corpo, un po' sabbioso; non scivola come la porcellana e non si presta a pareti sottilissime. In cambio sta in piedi da solo, sopporta spessori generosi e non si deforma facilmente in cottura. È il motivo per cui la tradizione del paese ha sempre modellato a mano e a stampo, con il colombino e la lastra, più che al tornio: gli orci si tirano su a strisce di terra, un giro sopra l'altro, con pause lunghe per far reggere il peso. In una sessione singola non farai un orcio, ma userai lo stesso gesto.

Cosa esce davvero da una sessione singola

Meglio dirlo subito, così non ti presenti aspettandoti di tornare a casa con un vaso da terrazza: in poche ore di lavoro, con un'argilla che chiede di essere spinta e pressata, il risultato onesto è un oggetto piccolo. Una formella con l'impronta di una foglia raccolta nel giardino del laboratorio, una ciotola tirata su a colombino, un vasetto a lastra con una decorazione a stampo, una targhetta con il tuo nome o il numero civico. Sono le stesse forme che il paese produce da sempre, in scala domestica.

  • Si comincia dalla terra: impastare, togliere l'aria, capire quanta acqua serve prima che la lastra si crepi o si affloscia.
  • Poi la costruzione: a lastra per tegole, formelle e targhe; a colombino per ciotole e vasetti; a stampo per ripetere un motivo o un bassorilievo.
  • Il decoro, che nel cotto imprunetino è quasi sempre in rilievo o inciso: foglie, corde, festoni, lettere. Niente smalti colorati, la terra basta a sé.
  • La firma sul fondo, e poi il pezzo resta lì: deve asciugare lentamente ed entrare in forno, e questa parte la fa il Maker dopo che te ne sei andato.
Il pezzo non esce dal forno il giorno stesso: prima si asciuga, poi si cuoce, poi si raffredda. Settimane, non ore. Se sei di passaggio, chiedi al Maker prima di prenotare come lo riceverai: ritiro in laboratorio, consegna a un indirizzo fiorentino o spedizione. È il dettaglio che cambia l'esperienza.

Come arrivare a Impruneta da Firenze

Impruneta sta sulle colline a sud di Firenze, al confine con il Chianti, e in giornata si fa senza pensarci. Senza auto, l'opzione è l'autobus extraurbano che collega la città al paese: il tragitto è breve ed è già una piccola gita, con gli ulivi che compaiono appena finiscono le case. In auto si segue la direzione Chianti oppure si esce dalla superstrada per Siena. Per orari, mappe e cosa vedere, la pagina di Visit Tuscany su Impruneta è il punto di partenza più affidabile.

Vale la pena costruire la giornata intorno al laboratorio e non il contrario: arrivare con calma, fare un giro nella piazza con la basilica, sbirciare i cortili delle fornaci pieni di orci in attesa del forno, poi entrare in laboratorio con gli occhi già pieni di terracotta. In autunno il paese fa la sua fiera storica, la Fiera di San Luca, e le strade si riempiono; d'estate le colline sono al meglio la mattina presto. Se invece cerchi altri mestieri dentro le mura, la guida ai workshop artigianali a Firenze copre pelle, mosaico, profumo e affresco.

Cosa fa cambiare il prezzo di una sessione

Non troverai cifre in questo articolo, perché cambiano da laboratorio a laboratorio e fuori contesto non direbbero niente. Quello che puoi confrontare è cosa c'è dentro: la durata, la quantità di terra che ti viene data, se la cottura è inclusa, se il pezzo te lo spediscono e chi paga la spedizione, quanto è piccolo il gruppo, se la sessione è anche in inglese. Una sessione privata in coppia ha un prezzo diverso da un gruppo, e un laboratorio che ti fa portare via più pezzi sta dando di più. Su Handsome il prezzo in scheda è tutto incluso: quello che leggi è quello che paghi.

Per orientarti tra le proposte, come scegliere il workshop artigianale giusto spiega su cosa non fare compromessi; se non hai mai toccato l'argilla, cosa portare e cosa aspettarti il primo giorno ti evita l'errore classico dell'anello al dito e del maglione chiaro. Le date le trovi nella pagina dei workshop, filtrando per ceramica e zona di Firenze; le regole di cancellazione sono uguali per tutti e conviene leggerle prima di prenotare. Se invece è un regalo per chi Firenze l'ha già vista, la gift card Handsome lascia libera la data.

La terra di Impruneta non si lascia lisciare: la devi convincere. È la stessa cosa che chiede a chi la lavora da una vita.

Domande frequenti

Dove si può provare a lavorare la terracotta dell'Impruneta?
Nei laboratori e nelle fornaci del paese e della campagna tra Impruneta e Greve che aprono al pubblico per sessioni di modellazione a mano. Non tutti lo fanno: chi produce solo su commissione di norma non accoglie principianti. Le sessioni prenotabili in zona Firenze sono elencate su Handsome, con date, lingua e cosa comprende il prezzo.
Serve esperienza con la ceramica?
No. Le sessioni per chi parte da zero lavorano a lastra, a colombino e a stampo, tecniche che si imparano nei primi minuti. Il tornio, se c'è, è un'aggiunta: la tradizione imprunetina non ne ha bisogno.
Porto a casa il pezzo lo stesso giorno?
No, e chi te lo promette sta saltando la cottura. La terracotta deve asciugare e poi passare in forno; il pezzo si ritira in un secondo momento oppure viene spedito. Chiedi la modalità al Maker prima di prenotare, soprattutto se sei di passaggio.
Come si arriva a Impruneta da Firenze senza auto?
Con l'autobus extraurbano che collega Firenze al paese; orari e fermate sono sul sito del gestore del trasporto pubblico toscano e sulla pagina di Visit Tuscany dedicata a Impruneta. In auto si segue la direzione Chianti. In entrambi i casi è una gita in giornata.
Che differenza c'è tra il cotto dell'Impruneta e un corso di ceramica in città?
La materia. In città lavori di solito argille fini, spesso al tornio e con gli smalti; a Impruneta lavori una terra grezza, ricca di galestro, che si modella a mano e resta del suo rosso naturale. Cambia il gesto, cambia l'oggetto, cambia la sensazione sotto le dita.

Date, lingua e prezzo tutto incluso, con regole di cancellazione chiare

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