Forlì non è una città da cartolina, e forse è per questo che funziona: ci arrivi per una mostra o per un cambio treno e ti ritrovi davanti a un viale largo quaranta metri, fiancheggiato da edifici degli anni Trenta che altrove sarebbero segnalati con le frecce marroni. Se stai decidendo come passare un sabato in Romagna senza andare al mare, questa guida dice cosa c'è davvero, cosa resta aperto tutto l'anno e cosa invece cambia con la stagione.
Viale della Libertà, il razionalismo che nessuno racconta
Il viale che collega la stazione al centro è stato aperto nel 1927 come strada d'accesso alla ferrovia: quaranta metri di larghezza, una carreggiata centrale, due vialetti pedonali alberati e due carreggiate laterali. Su questo asse, tra gli anni Trenta e i primi anni Quaranta, è stato costruito quello che a Forlì viene chiamato il quartiere razionalista, chiuso in fondo dal piazzale della Vittoria.
Non è un museo e non c'è un biglietto: si cammina e basta. Dalla stazione al piazzale è mezz'ora abbondante con le soste per guardare le facciate. Lungo il percorso incroci alcuni edifici che valgono la deviazione anche solo dall'esterno.
- Ex GIL (Casa del Balilla), progettata da Cesare Valle e costruita tra il 1933 e il 1935: tre blocchi principali, cinema-teatro, palestra e piscina. Oggi ospita palestre e associazioni sportive cittadine.
- Collegio Aeronautico, sempre di Cesare Valle, del 1937: fu la sede del primo istituto aeronautico italiano e porta una scultura di Icaro di Francesco Saverio Palozzi.
- Case economiche per i postelegrafonici, progettata dall'ingegnere Ezio Bianchi nel 1931.
- Piazzale della Vittoria, che chiude il viale, completato nel 1931 con il monumento ai caduti.
Musei San Domenico: la collezione stabile e le mostre che passano
I Musei San Domenico stanno in piazzale Guido da Montefeltro 12, dentro l'ex convento domenicano recuperato. La parte stabile è la Pinacoteca Civica, con opere di Beato Angelico, Marco Palmezzano, Lorenzo di Credi e altri autori dal Duecento al Settecento; nella sala ovale c'è l'Ebe di Antonio Canova, una delle versioni autografe dello scultore.
Il museo ha riaperto il 21 luglio 2026 dopo la chiusura legata alla grande mostra di primavera, con alcune opere restaurate e una sala di accoglienza climatizzata. È chiuso il lunedì. Alla riapertura il biglietto era di 5 euro intero, 3 ridotto e gratuito sotto i 18 anni, mentre gli orari cambiano con la stagione: controllali il giorno prima sul sito del Comune, non fidarti della memoria.
Piazza Saffi, San Mercuriale e la rocca di Caterina Sforza
Piazza Saffi è il centro: ampia, porticata, con l'abbazia di San Mercuriale su un lato. La chiesa che vedi è stata ricostruita tra il 1178 e il 1181 dopo un incendio, in stile romanico-lombardo, e il campanile supera i settanta metri. L'ingresso è libero; accanto c'è il chiostro, rimaneggiato nel Novecento, con un pozzo seicentesco al centro.
A pochi minuti a piedi c'è la Rocca di Ravaldino, in via Giovanni dalle Bande Nere. È la fortezza dove Caterina Sforza scelse di vivere dopo l'assassinio del marito Girolamo Riario nel 1488 e dove guidò la difesa contro l'assedio di Cesare Borgia tra il 1499 e il 1500: sul muro sud si vede ancora uno stemma dei Borgia nel punto in cui fu aperta la breccia. Apre nei fine settimana e nei giorni festivi della bella stagione, con orari che cambiano di mese in mese e visite guidate gratuite, quindi il calendario del Comune va guardato prima di incamminarsi.
La Collezione Verzocchi nasce dall'idea dell'imprenditore forlivese Giuseppe Verzocchi di far dipingere a pittori italiani il tema del lavoro; è stata donata alla città nel 1961. È stata a lungo a Palazzo Romagnoli ed è ora esposta ai Musei San Domenico: prima di andarci, controlla sul sito del museo dove si trova in questo momento.
Forlì come tappa, non come destinazione unica
Forlì regge benissimo una mezza giornata dentro un giro più largo, e da Bologna si arriva in poco più di un'ora con il regionale. Se stai ragionando su un fine settimana che unisca città e laboratorio, trovi un itinerario già impostato in una gita in giornata da Bologna verso la Romagna.
Verso ovest, una quindicina di chilometri sulla via Emilia, c'è Faenza, che è un'altra cosa ancora: lì la ceramica non è un ricordo da vetrina ma un mestiere in attività, e ne abbiamo scritto in Faenza, città della ceramica. Se invece il punto è mettere le mani nell'argilla senza saperne niente, parti da come funziona un workshop di ceramica per principianti: spiega cosa succede in laboratorio, quanto dura e cosa porti a casa.
Prenotare un'esperienza artigiana in Romagna
Su Handsome ogni workshop si svolge nel laboratorio del Maker o nella location che indica lui, e la pagina dell'esperienza dice sempre dove e a che ora. A Forlì città al momento non ci sono esperienze pubblicate: quelle attive stanno soprattutto sulla costa romagnola e nell'entroterra riminese, quindi Forlì si incastra bene come mattinata prima o dopo il laboratorio.
- Nessuna commissione sull'incasso del workshop: il pagamento arriva in accredito diretto sul conto del Maker.
- La Garanzia di prenotazione da 0,50 euro a posto è già compresa nella cifra tonda che leggi.
- Si prenota con una caparra, 10 euro sui workshop di gruppo, e si salda in loco il giorno stesso.
- Cancellazione gratuita fino a 48 ore prima.
Un sabato a Forlì, in ordine
- Arrivo in stazione e risalita a piedi di viale della Libertà fino al piazzale della Vittoria, con le soste per guardare le facciate.
- Musei San Domenico: due ore bastano per la Pinacoteca e per l'Ebe di Canova quando non c'è una mostra in corso.
- Pranzo in centro e giro di piazza Saffi, con San Mercuriale e il chiostro.
- Pomeriggio alla Rocca di Ravaldino, se il calendario di apertura lo consente; in alternativa Palazzo Romagnoli.
- Ripartenza verso la costa o verso Faenza, se hai un laboratorio prenotato per il giorno dopo.
Domande frequenti
- Forlì si vede in una giornata?
- Sì. Il centro storico e il viale razionalista stanno in un raggio percorribile a piedi, e i Musei San Domenico sono l'unica visita che chiede due ore piene. Una giornata basta senza correre.
- Vale la pena andare a Forlì anche senza una mostra in corso?
- Se ti interessano l'architettura degli anni Trenta e la pittura antica, sì: il viale razionalista e la Pinacoteca Civica con l'Ebe di Canova ci sono tutto l'anno. Le grandi mostre invece sono temporanee e vanno verificate sul sito del Comune.
- Si possono visitare gli interni dell'ex GIL e del Collegio Aeronautico?
- Non con un biglietto ordinario: sono edifici in uso, tra palestre, associazioni sportive e sedi scolastiche. Gli interni si vedono in occasione di aperture ed eventi specifici, annunciati di volta in volta.
- Ci sono workshop artigianali a Forlì su Handsome?
- In città al momento no: le esperienze pubblicate sono soprattutto tra Rimini, Cattolica, Gradara e Pesaro. Forlì funziona bene come tappa culturale dentro un weekend che ha il laboratorio artigiano da un'altra parte.
Esperienze nel laboratorio del Maker, concentrate tra Romagna e Marche. Prenoti con una caparra e saldi in loco, con cancellazione gratuita fino a 48 ore prima.
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