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Cosa fare a Calcata, il borgo degli artisti a un'ora da Roma

·6 min·Team Handsome

Calcata la conosci già anche se non ci sei mai stato: la rupe di tufo che spunta dal bosco, le case aggrappate al bordo, la didascalia "borgo degli artisti" sotto ogni foto. La cartolina è vera, ma dice poco. Chi parte da Roma vuole sapere altro: se la comunità di pittori, scultori e artigiani che ha ripopolato il paese esiste ancora o se ne è rimasta la scenografia, quali botteghe sono davvero aperte, dove si lascia la macchina e quanto tempo serve davvero. Rispondiamo nell'ordine in cui te lo chiederai lungo la Cassia.

Perché Calcata è diventata il borgo degli artisti

In breve, senza mitologia. Il paese vecchio sorge su uno sperone di tufo sopra la valle del Treja, e il tufo si sgretola. Nel secolo scorso un'ordinanza dichiarò il borgo pericolante e gli abitanti furono trasferiti a poca distanza, nel paese nuovo costruito lungo la strada. Le case rimasero vuote, con le porte spalancate e i tetti che cedevano. Furono artisti, artigiani e persone in cerca di un'altra vita, molti in arrivo da Roma e dall'estero, a comprarle per poco e a rimetterle in piedi con le proprie mani. Quando l'ordinanza fu ritirata, il borgo aveva già una popolazione nuova.

Cosa è rimasto di quella comunità? Più di quanto si pensi, meno di quanto promette il racconto. Alcuni di chi arrivò allora vivono ancora qui; altri hanno passato casa e studio a figli o allievi; accanto a loro si sono aggiunte persone più giovani attirate dalla stessa idea, abitare un posto lento e lavorare con le mani. Museo a cielo aperto e villaggio a tema sono etichette sbagliate. Calcata è un paese piccolissimo dove le botteghe sono anche case, dove chi ti vende una tazza l'ha fatta al piano di sotto, e dove i ritmi seguono quelli di chi ci abita, non quelli del turismo.

Cosa si vede e cosa si fa dentro le mura

Si entra da una sola porta e da lì il borgo si percorre a piedi in ogni direzione: una piazza con la chiesa, qualche vicolo che scende verso le terrazze sulla valle, scale, archi, gatti ovunque. Il giro completo senza fermarsi dura pochissimo; il punto è fermarsi. Le porte aperte sono botteghe, gallerie, salotti da tè, spazi ricavati da vecchie stalle e cantine, e quasi sempre chi c'è dentro è la persona che fa le cose. Entra, saluta e chiedi: qui l'idea di orario di apertura è elastica, molti spazi si aprono quando chi li tiene è in casa, e se dietro un vetro chiuso si vede luce, bussare con garbo è il modo in cui funziona il posto.

  • Ceramica: laboratori-negozio dove si vedono pezzi in lavorazione, spesso con il forno a vista o nella stanza accanto.
  • Cuoio e tessuti: borse, cinture, capi tinti a mano, con la macchina da cucire o il banco da taglio dietro il bancone.
  • Scultura, pittura, incisione: studi che sono anche gallerie, dove l'artista lavora mentre tu guardi e nessuno ti chiede di comprare.
  • Gioielli e piccoli oggetti: vetrine minuscole, spesso aperte solo nel fine settimana.
  • Sale da tè, osterie e terrazze: i posti dove ci si siede a guardare la valle, che a Calcata è un'attività a tutti gli effetti.

Come arrivare da Roma, dove parcheggiare, quanto ci vuole

In macchina si prende la Cassia bis in direzione Viterbo e si esce seguendo le indicazioni per Mazzano Romano e Calcata; da lì una strada in discesa attraversa il bosco e sbuca nel paese nuovo. Da Roma nord si arriva in un'ora di guida, qualcosa in più col traffico. Il borgo vecchio è chiuso alle auto: si lascia la macchina nel paese nuovo, lungo la strada o negli spazi di sosta segnalati, e si scende a piedi fino alla porta. È una discesa breve, con la rupe che compare tutta insieme dietro una curva. Nei fine settimana di bella stagione i posti finiscono presto e la strada si riempie di auto in fila: arrivare a metà mattina cambia la giornata. Senza auto ci sono i bus regionali dal capolinea di Saxa Rubra, con corse rade e ancora più rade nei festivi: controlla gli orari prima di partire e prevedi il ritorno con margine.

Nei giorni feriali molte botteghe restano chiuse e il borgo ha un'altra faccia, bellissima ma silenziosa. Se vuoi trovare le porte aperte, punta sul fine settimana. Se vuoi il silenzio, vai in settimana sapendo cosa aspettarti. In entrambi i casi: scarpe con la suola buona, perché il tufo e i sampietrini in discesa non perdonano.

Mezza giornata a Calcata: un programma che regge

  1. Arrivo a metà mattina, parcheggio nel paese nuovo, discesa a piedi. Caffè nella piazza del borgo prima di tutto.
  2. Giro lento dei vicoli e delle terrazze, entrando in ogni porta aperta. È qui che passa la maggior parte del tempo.
  3. Pranzo in una delle osterie o sale da tè dentro le mura: piatti semplici, tavoli piccoli, prenotare non guasta nei weekend.
  4. Pomeriggio a scelta: seconda passata nelle botteghe che al mattino erano chiuse, oppure discesa nella valle per una camminata nel parco.
  5. Rientro a Roma prima del tramonto, prima della colonna di chi torna dal lago.

La camminata è la cosa che i visitatori distratti si perdono. Calcata sta dentro il Parco regionale Valle del Treja, una gola boscosa scavata dal fiume tra Calcata e Mazzano Romano, con sentieri che partono dal borgo e cascate raggiungibili in una passeggiata. Nel pomeriggio la luce dentro la valle merita da sola il viaggio. Se vuoi il quadro storico e geografico completo del paese, la voce enciclopedica su Calcata è un buon punto di partenza.

Un borgo di artisti si riconosce da una cosa sola: dietro le porte aperte c'è qualcuno che sta lavorando.

Guardare le botteghe o entrarci con le mani

Dopo Calcata succede una cosa prevedibile: si torna a casa con la voglia di provare. Hai visto il tornio girare, la pelle tagliata sul banco, e ti sei chiesto come sarebbe farlo. Guardare una bottega è una visita; sedersi a un banco per qualche ora, con chi quel mestiere lo fa davvero, è un'altra esperienza. È l'idea alla base dei workshop artigianali: esperienze pratiche condotte da Maker e Apprendisti, che si prenotano e si pagano online e si scelgono per disciplina e per città. A Roma, per esempio, gli artigiani lavorano ancora in quartieri che i tour saltano, e il catalogo dei workshop su Handsome cresce anche nel Lazio. Se non sai da dove partire, c'è una guida su come scegliere il workshop giusto; se la gita a Calcata era un regalo, una gift card è il modo per allungarla.

Domande frequenti

Vale la pena andare a Calcata da Roma per una mezza giornata?
Sì, a patto di andarci con il ritmo giusto. Il borgo è piccolo e si gira in fretta; il valore sta nel fermarsi nelle botteghe, sedersi in una terrazza sulla valle e, se c'è tempo, scendere nel parco. Trattato come tappa da spuntare delude; con una mezza giornata lenta ripaga.
Le botteghe di Calcata sono aperte tutti i giorni?
No. La maggior parte apre nel fine settimana e nei festivi, con orari elastici che dipendono da chi le tiene. In settimana molte porte restano chiuse: se il tuo obiettivo sono le botteghe, scegli il sabato o la domenica.
Dove si parcheggia a Calcata?
Il borgo vecchio è pedonale. Si parcheggia nel paese nuovo, lungo la strada o negli spazi segnalati, e si scende a piedi fino alla porta. Nei weekend di bella stagione i posti si esauriscono in fretta: meglio arrivare a metà mattina.
Si può arrivare a Calcata senza macchina?
Sì, con i bus regionali dal capolinea di Saxa Rubra, a Roma nord. Le corse sono poche, soprattutto la domenica, quindi gli orari vanno verificati prima e il ritorno va pianificato con margine.
Calcata è adatta ai bambini e a chi cammina con difficoltà?
Ai bambini piace molto: vicoli, gatti, scale e la valle sotto i piedi. Per chi ha problemi di mobilità è più complicato: la discesa dal parcheggio è in pendenza, dentro le mura ci sono scale e pavimenti irregolari, e i passeggini faticano.
Cosa si può fare nei dintorni di Calcata?
La camminata nel Parco Valle del Treja verso le cascate, il borgo vicino di Mazzano Romano e, più a nord, i paesi della Tuscia viterbese.

Ceramica, cuoio, tessile e altri mestieri: si prenota online, nel Lazio e nel resto d'Italia.

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