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Serigrafia a Torino: stampare a mano magliette e poster in un pomeriggio

·6 min·Team Handsome
Serigrafia a Torino: stampare a mano magliette e poster in un pomeriggio

Foto: Pexels

Il poster da concerto con i colori pieni e i bordi netti, la maglietta di una piccola etichetta indipendente, la tote bag dell’ultimo festival: quasi sempre dietro c’è la serigrafia, e quasi sempre chi l’ha stampata l’ha fatto a mano, su un tavolo, con un attrezzo che assomiglia a un tergivetro. A Torino, città che con la carta stampata e la grafica ha una consuetudine lunga, i laboratori che aprono le porte ai principianti non mancano. Il problema è che le descrizioni dei corsi danno per scontate parole come telaio, emulsione e racla. Questo articolo le spiega prima che tu prenoti.

La serigrafia è una tecnica di stampa a stencil: l’inchiostro passa attraverso un tessuto a maglia finissima, teso su una cornice, soltanto nei punti lasciati aperti. Tutto il resto è bloccato. L’immagine viene identica ogni volta che ripeti il gesto, e per questo la tecnica va bene tanto per una maglietta quanto per una tiratura di poster. Gli oggetti che incontrerai sono pochi — telaio, emulsione, racla — e ognuno risponde a una domanda diversa: dove passa l’inchiostro, come si decide dove passa, come lo si spinge attraverso.

Il telaio: una cornice con un tessuto tesissimo

Il telaio è una cornice di legno o di alluminio su cui è teso un tessuto sintetico a trama fittissima, tanto che a occhio nudo sembra una superficie continua. In realtà è un reticolo di fori microscopici, e la stampa funziona chiudendone una parte e lasciando aperti gli altri. Se hai mai spruzzato una scritta attraverso una maschera di cartone, hai già capito il principio; la differenza è che qui la maschera non ha bisogno di ponticelli per tenere al suo posto il centro di una O, perché è il tessuto stesso a sostenere ogni parte del disegno. Nei corsi il telaio è fornito dal laboratorio, già teso e pulito: prepararne uno da zero è un lavoro a parte.

L’emulsione: dove la luce fa il lavoro al posto tuo

Come si decide quali fori restano aperti? Con l’emulsione, una sostanza fotosensibile stesa sul tessuto in penombra e lasciata asciugare. Il tuo disegno, intanto, viene stampato in nero pieno su una pellicola trasparente, oppure tracciato direttamente sopra con un pennarello coprente. Pellicola e telaio finiscono sotto una lampada: dove la luce arriva, l’emulsione indurisce e sigilla il tessuto; dove il nero del disegno la ferma, resta morbida e se ne va con un getto d’acqua. Quando il telaio si asciuga, il tuo disegno è diventato un varco aperto nella maglia e tutto intorno è chiuso.

In un pomeriggio questa fase viene compressa: l’emulsione ha bisogno di ore per asciugare, quindi chi conduce il corso arriva con i telai già sensibilizzati e a te resta la parte più interessante: disegnare, esporre e sviluppare. Un buon corso la spiega comunque per intero: è lì che capisci perché il nero sulla pellicola deve essere davvero nero e perché una linea sottile sparisce.

Se puoi portare il tuo disegno, pensalo per la serigrafia: forme piene, contrasti netti, un solo colore. Le sfumature e i tratti sottilissimi sono la prima cosa che si perde. Un’immagine che funzionerebbe ritagliata nel cartone funzionerà anche sul telaio, e meglio.

La racla: il gesto che stampa

La racla è una lama di gomma montata su un’impugnatura. L’inchiostro viene versato lungo il bordo alto del telaio, appoggiato intanto sulla maglietta o sul foglio; con la racla lo si distribuisce sopra il disegno in una passata leggera, che riempie i fori senza spingere, poi in una passata decisa, inclinata e con pressione costante, che lo fa attraversare il tessuto e depositare sotto. Si solleva il telaio e la stampa è lì. Il movimento si impara in pochi minuti; quello che richiede pratica è la costanza di inclinazione, pressione e velocità, perché è quella che rende ogni copia uguale alla precedente. La prima stampa di chiunque esce un po’ più chiara o più sbavata del previsto. Quelle dopo migliorano in fretta.

Maglietta e poster chiedono attenzioni diverse. Sul tessuto si usano inchiostri a base d’acqua pensati per il cotone, che dopo la stampa vanno fissati con il calore, con un ferro da stiro o una pressa, altrimenti il lavaggio se li porta via; in laboratorio lo si fa prima che tu esca. Sulla carta l’inchiostro asciuga all’aria su una rastrelliera e il poster si porta via appena è pronto. Se il corso prevede un secondo colore entra in gioco il registro: allineare il secondo passaggio al primo, un’operazione che spiega da sola perché una stampa a più colori costa di più.

Cosa ti porti a casa davvero

  • Le magliette, le tote bag o i poster che hai stampato tu. Dallo stesso telaio escono più copie, e nei corsi è normale portarne via più d’una.
  • La pellicola con il tuo disegno, se l’hai fatta tu: è la parte riutilizzabile, e con quella un laboratorio può ristampare la tua grafica in futuro.
  • La capacità di leggere una stampa: da quel pomeriggio riconoscerai una serigrafia dalla mano dell’inchiostro e dai bordi.
  • Non il telaio. Resta in laboratorio, dove l’emulsione verrà sciolta per accogliere il disegno successivo: è lo strumento di chi insegna, non un materiale di consumo.

Come scegliere un corso di serigrafia a Torino

Corsi con lo stesso titolo non sono la stessa esperienza. Le cose da leggere nella descrizione, o da chiedere prima di pagare: se il disegno lo porti tu o stampi una grafica preparata dal laboratorio; se si stampa a colore singolo o a più colori; se la maglietta è inclusa o devi portarla; quante persone lavorano contemporaneamente, perché esposizione e sviluppo hanno tempi fissi e in un gruppo numeroso si aspetta; se il fissaggio a caldo si fa sul posto. Sono anche le variabili che spostano il prezzo, insieme alla durata e a quanti pezzi porti via. Su Handsome i workshop sono pubblicati da chi stampa per mestiere, con le condizioni scritte prima del pagamento, e la guida su come scegliere il workshop giusto vale anche qui. Se il pomeriggio è un regalo per qualcuno che disegna, la gift card lascia a chi la riceve la scelta della data. Torino, dal canto suo, si attraversa bene in tram e in bici: un pomeriggio in laboratorio si incastra tra un giro al mercato e una serata fuori.

Stampare a mano vuol dire accettare che ogni copia sia quasi uguale alla precedente. Quel quasi è la differenza tra un poster e una stampa.

Domande frequenti

Come funziona un corso di serigrafia per principianti?
Si parte dal disegno, riportato in nero pieno su una pellicola trasparente e appoggiato su un telaio già rivestito di emulsione fotosensibile. Sotto la lampada l’emulsione indurisce ovunque tranne dove il nero la protegge: lì si lava via con l’acqua e il disegno resta aperto. Poi si stende l’inchiostro con la racla su maglietta o carta, si solleva il telaio e la stampa è fatta. Chi insegna prepara in anticipo solo la stesura dell’emulsione, che ha bisogno di ore per asciugare.
Cosa si porta a casa da un corso di serigrafia?
Le magliette, le tote bag o i poster che hai stampato, di solito in più copie. Se hai preparato tu la pellicola con il disegno, anche quella. Il telaio resta in laboratorio, dove verrà pulito e riutilizzato.
Serve saper disegnare?
No. Molti laboratori mettono a disposizione grafiche già pronte, e chi vuole portare il proprio disegno può lavorare con forme semplici, una scritta o un logo. Alla serigrafia piacciono i contrasti netti e le forme piene.
Posso portare le mie magliette, e la stampa regge al lavaggio?
Dipende dal corso, e la descrizione lo dice. Quando è possibile, funzionano meglio i capi in cotone chiaro: gli inchiostri a base d’acqua usati con i principianti sono trasparenti e sul tessuto scuro si vedono poco. La stampa regge se l’inchiostro è stato fissato con il calore prima del lavaggio; poi il capo si lava al rovescio e a bassa temperatura.
Quanto dura e come mi vesto?
Un pomeriggio, tra spiegazione, preparazione del telaio e stampa. Vestiti con qualcosa che può macchiarsi: l’inchiostro va via dalle mani con l’acqua, dai tessuti molto meno. Le regole per disdire valgono come per tutti i workshop e sono nella pagina [cancellazioni](/cancellazioni).

Date pubblicate da chi stampa davvero, con materiali e condizioni scritti prima del pagamento. Si prenota e si paga online.

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