In Emilia-Romagna gli avvisi per le imprese artigiane escono soprattutto su due canali: il portale imprese della Regione, che raccoglie i finanziamenti regionali in un elenco unico filtrabile per stato, e le Camere di commercio, che ogni anno pubblicano i propri bandi. Prima di scaricare il PDF e passarci il pomeriggio, controlla tre cose: se rientri fra i beneficiari, se la spesa che hai in mente è nell'elenco di quelle ammissibili, e da quale data quella spesa è considerata valida. Se anche una sola risposta è no, chiudi la scheda: hai appena risparmiato due giorni.
Dove escono davvero gli avvisi
Il portale della Regione raccoglie i finanziamenti in una pagina unica, con ricerca per parola chiave e filtro per stato. Gli stati sono quattro: aperto (i termini per partecipare sono ancora attivi), in corso (termini scaduti ma procedimento in corso), chiuso (procedimento concluso) e programmato (bando annunciato, domande non ancora presentabili). "Programmato" è il più utile di tutti: è l'unico momento in cui hai il tempo di prepararti invece di rincorrere.
Il secondo canale è camerale. La Camera di commercio di Bologna tiene i suoi avvisi in una pagina dedicata ai contributi, dove aperti e chiusi stanno nello stesso elenco: al 25 agosto 2026 fra quelli aperti compaiono, tra gli altri, il Voucher Doppia Transizione 2026, il bando sui servizi e sistemi per la sicurezza, i ristori per le imprese che hanno subito disagi da grandi cantieri e il bando sull'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Se hai sede in un'altra provincia, cerca la stessa sezione sul sito della tua Camera.
- Regione: dotazioni più alte, procedure più formali, platea più ampia.
- Camera di commercio: importi più contenuti, riservati alle imprese della circoscrizione, finestre di domanda brevi. Per un laboratorio piccolo è spesso il primo da guardare.
- Comune: avvisi su botteghe, centri storici, insegne. Escono sull'albo pretorio, non sempre altrove.
- Associazione di categoria: CNA e Confartigianato girano gli avvisi ai soci e assistono nella compilazione. Se sei già socio, vedi anche le convenzioni con le associazioni.
Le tre domande che eliminano quasi tutti i bandi
1. Chi può chiedere
L'articolo sui beneficiari è un filtro secco: o rientri o no. In genere combina quattro requisiti.
- Dimensione: quasi sempre micro, piccole e medie imprese secondo la definizione europea. Una ditta individuale di norma ci rientra.
- Sede: molti bandi camerali chiedono la sede legale nella circoscrizione della Camera, e in alcuni casi che l'investimento sia realizzato in quel territorio. Sono due requisiti diversi: leggili separati.
- Iscrizioni: registro imprese e, per chi ha le caratteristiche previste dalla legge quadro per l'artigianato n. 443/1985, l'Albo delle imprese artigiane, la cui iscrizione è obbligatoria.
- Regolarità: DURC in regola e nessuna procedura concorsuale in corso. Il DURC si verifica prima, non il giorno della domanda.
2. Cosa è ammissibile, e soprattutto cosa non lo è
Qui si fa l'errore più costoso: si legge l'elenco delle spese ammissibili e si dà per scontato che comprenda anche il proprio caso. L'elenco è tassativo. E in fondo all'articolo c'è quasi sempre l'elenco speculare delle spese escluse, che è la parte che nessuno legge e che poi decide la rendicontazione.
- IVA: quasi sempre esclusa, salvo che sia realmente indetraibile per l'impresa.
- Costi ordinari di gestione (affitto, utenze, materie prime di normale consumo): di norma fuori.
- Forniture da soci, familiari o imprese collegate: quasi sempre escluse.
- Beni usati, leasing, autofatturazione: ammessi solo se l'avviso lo dice espressamente.
- Pagamenti in contanti o comunque non tracciabili: fuori, senza eccezioni.
- Consulenze: verifica se il fornitore deve avere requisiti propri (anzianità, iscrizione a elenchi, indipendenza dall'impresa).
3. Da quando la spesa è valida
Ogni bando ha due calendari diversi: la finestra per presentare la domanda e la finestra di ammissibilità delle spese. Non coincidono quasi mai. Un ordine firmato o una fattura pagata anche solo pochi giorni prima della data di decorrenza rende quella spesa non rendicontabile, e dopo non si sistema.
Se sei socio hai già chi ti aiuta a leggere i bandi, e su Handsome hai condizioni dedicate.
Convenzioni con CNA e ConfartigianatoCome è fatto un avviso, in concreto
Un esempio reale mostra la struttura meglio di qualsiasi spiegazione. Il Voucher Doppia Transizione 2026 della Camera di commercio di Bologna, così come è scritto sulla scheda ufficiale al 25 agosto 2026:
- Chi: micro, piccole e medie imprese con sede legale nella circoscrizione della Camera di commercio di Bologna, che realizzano l'investimento nella città metropolitana di Bologna.
- Dotazione: 600.000 euro di risorse stanziate per l'iniziativa.
- Quando vale la spesa: sostenuta e pagata dall'8 luglio 2026 fino al 31 maggio 2027.
- Quando si presenta: domande dal 10 al 17 settembre 2026.
Poco più di una settimana per presentare, quasi undici mesi per spendere. È lo schema tipico: finestra di domanda stretta, finestra di spesa larga. Chi apre la pagina camerale una volta al mese arriva in tempo; chi aspetta che glielo dica qualcuno, spesso no.
Il de minimis, il tetto che pochi controllano
Quasi tutti i contributi camerali e molti bandi regionali sono concessi in regime de minimis: esiste un tetto complessivo agli aiuti pubblici che la stessa impresa può ricevere in un arco di tre anni. Il regolamento UE 2023/2831, in vigore dal 1° gennaio 2024, lo fissa a 300.000 euro. Per un laboratorio artigiano è una cifra alta, ma il punto non è il massimale: è che il tetto vale per l'"impresa unica", quindi comprende le imprese collegate, e comprende gli aiuti ricevuti in qualunque forma, non solo i contributi in conto capitale. Controlla il Registro nazionale degli aiuti di Stato prima di dichiarare: è lo strumento pubblico con cui si verificano il cumulo dei benefici e, per gli aiuti de minimis, il superamento del massimale. La dichiarazione nella domanda è un'autocertificazione: compilala con i numeri veri.
Impostare la spesa perché regga la rendicontazione
La domanda si vince scrivendo, il contributo si incassa rendicontando. Mezz'ora di ordine all'inizio evita mesi di rincorse.
- Fatti fare i preventivi prima di presentare la domanda, con la stessa descrizione della voce che userai nel progetto.
- Paga con strumenti tracciabili intestati all'impresa: bonifico dal conto aziendale, mai contanti o carta personale.
- Pretendi fatture con descrizione analitica. "Servizi vari" è una fattura contestabile.
- Tieni una cartella per ogni bando: avviso in PDF, domanda inviata, preventivi, fatture, quietanze, estratti conto.
- Segna la scadenza della rendicontazione il giorno stesso in cui ricevi la concessione. È lì che si perdono i contributi già assegnati.
Il contributo non è un modello di business
Un bando copre una parte di un investimento, una volta sola. Non copre i mesi in cui il laboratorio è vuoto. Mentre segui gli avvisi, conviene lavorare anche sulla parte che dipende solo da te: quanto fattura lo spazio che hai già.
I workshop sono la via più diretta, e hanno un vantaggio che nessun avviso ha: non dipendono da una finestra di domanda. La data la decidi tu, la pubblichi quando ti serve, e la stessa giornata produce incasso, contatti e materiale da pubblicare. Su Handsome un Maker che apre il laboratorio nei mesi senza bando:
- paga 0% di commissioni sull'incasso del workshop: Handsome non trattiene alcuna percentuale sul prezzo che fai;
- riceve il pagamento in accredito diretto sul proprio conto Stripe, con il bonifico verso la banca rilasciato pochi giorni dopo l'evento;
- riempie i mesi vuoti quando decide lui: pagina e calendario sono suoi, e una data pubblicata a febbraio non aspetta nessuna scadenza amministrativa;
- vende le gift card di Handsome, valide 12 mesi su qualsiasi workshop della piattaforma e con il residuo che resta sulla card se l'esperienza costa meno: è incasso oggi per una data futura;
- si aggancia ai market del territorio quando la stagione riparte, con biglietteria con QR per gli eventi a ingresso al posto delle liste su carta;
- ha strumenti di marketing e una consulenza dedicata quando una data fatica a riempirsi.
La Garanzia di prenotazione da 0,50 euro a posto è già compresa nella cifra tonda che il cliente vede: il prezzo mostrato è il prezzo pagato, senza costi aggiunti sopra. Handsome te la fattura una volta al mese, solo sugli eventi realmente svolti.
Domande frequenti
- Dove trovo i bandi per artigiani in Emilia-Romagna?
- Due fonti primarie: l'elenco dei finanziamenti sul portale imprese della Regione Emilia-Romagna, filtrabile per stato e parola chiave, e la pagina contributi della Camera di commercio della tua provincia. A queste si aggiungono gli avvisi comunali sull'albo pretorio e le segnalazioni dell'associazione di categoria.
- Che differenza c'è fra un bando regionale e uno camerale?
- Il bando regionale ha in genere dotazioni più alte, procedure più formali e una platea più ampia. Quello camerale ha importi più contenuti, è riservato alle imprese della circoscrizione della Camera e ha finestre di presentazione brevi. Per un laboratorio piccolo il camerale è spesso il primo da controllare.
- Cosa significa contributo a fondo perduto?
- Che la somma concessa non va restituita, a differenza di un finanziamento agevolato. Non significa che copre tutto: quasi sempre è una percentuale della spesa ammissibile con un massimale, va anticipata dall'impresa e poi rendicontata.
- Posso chiedere un contributo per una spesa che ho già pagato?
- Solo se la data di pagamento cade dentro la finestra di ammissibilità indicata nell'avviso. Se hai pagato prima di quella data, quella spesa non è rendicontabile, anche se è esattamente il tipo di spesa che il bando finanzia.
- Serve l'iscrizione all'Albo delle imprese artigiane?
- Dipende dall'avviso, ma l'iscrizione è comunque obbligatoria per le imprese che hanno le caratteristiche previste dalla legge quadro per l'artigianato n. 443/1985, e diversi bandi dedicati all'artigianato la richiedono come requisito. Conviene verificare che la propria posizione sia in regola prima di iniziare.
- Che cos'è il regime de minimis?
- È il regime europeo che fissa un tetto agli aiuti pubblici di piccola entità ricevuti dalla stessa impresa. Il regolamento UE 2023/2831, in vigore dal 1° gennaio 2024, lo fissa a 300.000 euro nell'arco di tre anni. In domanda va dichiarato quanto hai già ricevuto.
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