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Come scrivere la descrizione di un workshop in italiano e in inglese

·6 min
Come scrivere la descrizione di un workshop in italiano e in inglese

L'Italia è una meta enorme per il turismo, e una fetta importante di chi cerca esperienze artigianali non parla italiano. Avere la descrizione del workshop anche in inglese significa aprirti a un pubblico che altrimenti non ti troverebbe nemmeno: turisti, viaggiatori, residenti stranieri. È uno dei modi più semplici per ampliare il bacino di potenziali partecipanti — a patto di farlo bene.

Perché l'inglese vale la pena

  • Intercetti i turisti, che cercano proprio esperienze autentiche e locali da vivere.
  • Raggiungi i residenti stranieri e gli expat nelle città, un pubblico spesso affamato di attività.
  • Compari nelle ricerche in inglese ('pottery workshop in Florence'), dove la concorrenza locale è minore.
  • Trasmetti professionalità e apertura, che rassicurano chi arriva da fuori.

Evita la traduzione automatica raffazzonata

L'errore più comune è incollare il testo in un traduttore automatico e pubblicare senza rileggere. Le traduzioni automatiche sono migliorate, ma sbagliano sfumature, tono e termini specifici del tuo mestiere, e una descrizione sgrammaticata comunica trascuratezza proprio a chi vuoi conquistare. Se usi uno strumento di traduzione, rileggi e correggi sempre, o fatti aiutare da qualcuno che conosce bene l'inglese.

Non tradurre parola per parola: adatta. Un turista straniero ha bisogno anche di informazioni che un italiano dà per scontate (come arrivare, cosa aspettarsi dal contesto locale). La versione inglese può essere leggermente diversa, pensata per chi non conosce il territorio.

Cosa curare nella versione inglese

Mantieni chiarezza su disciplina, durata, cosa si porta a casa e luogo, proprio come nella versione italiana. Usa i termini che gli stranieri cercano davvero ('workshop', 'class', 'experience'). E pensa alle esigenze pratiche di chi viene da fuori: indicazioni su come raggiungere il laboratorio, se l'esperienza è adatta a chi non parla italiano, se tu o il tuo staff parlate inglese. Sono dettagli che fanno la differenza tra una curiosità e una prenotazione.

Domande frequenti

Vale la pena tradurre la scheda in inglese anche se non sono in una grande città turistica?
Spesso sì: i turisti cercano esperienze autentiche anche fuori dalle mete più note, e la concorrenza in inglese è minore. Apri a un pubblico che altrimenti non ti troverebbe affatto.
Posso usare un traduttore automatico?
Come punto di partenza sì, ma rileggi e correggi sempre: una traduzione sgrammaticata comunica trascuratezza proprio a chi vuoi conquistare. Meglio ancora se ti fai rivedere il testo da chi conosce bene l'inglese.
Devo parlare inglese per accogliere turisti stranieri?
Aiuta molto, ma anche un inglese di base unito a dimostrazioni pratiche funziona: nei workshop il gesto vale più delle parole. L'importante è dichiararlo con onestà nella scheda, così ognuno sa cosa aspettarsi.

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